Saverio Gaeta.
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MEDJUGORJE,  TUTTO VERO.
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2006. PIEMME Edizioni, Casale Monferrato (Alessandria).
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Versione digitale a cura di: Santo B. Carminati.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Non c' dubbio che il pi importante e immediato messaggio che giunge al cuore di chi va a Medjugorje  che la Madonna  viva e che quindi la fede cristiana  vera. Qualcuno potrebbe obiettare che una fede che ha bisogno di segni  ancora fragile. Ma chi, in questo mondo incredulo, dove la cultura dominante disprezza la religione e dove, perfino all'interno della Chiesa, non sono poche le anime stanche e assonnate, non ha bisogno di segni che rafforzino la fede e la sostengano nel cammino controcorrente? (Padre Livio Fanzaga).
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Indice.
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INTRODUZIONE.
1. UN MISTERO PRESENTE DA 25 ANNI.
2. LE PRIME INDAGINI SCIENTIFICHE.
3. GLI ESAMI DELLA SPEDIZIONE ITALIANA.
4. LE INCHIESTE DEGLI ULTIMI ANNI.
5. LE GUARIGIONI E I PRODIGI.
6. LA CREDIBILIT DEI MESSAGGI.
7. GIOVANNI PAOLO II E MEDJUGORJE.
8. LA MADONNINA DI CIVITAVECCHIA.
CONCLUSIONE.
RINGRAZIAMENTI e BIBLIOGRAFIA.
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Fine indice.
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INTRODUZIONE.
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Nonostante siano ormai trascorsi venticinque anni dall'inizio delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, il messaggio della Regina della Pace risulta pi attuale e interessante che mai. Milioni di pellegrini da ogni parte del mondo continuano a giungere ogni anno in questo paesino della Bosnia-Erzegovina; sempre pi persone vengono coinvolte nella dinamica di preghiera e di digiuno originati dalla spiritualit di Medjugorje; e anche chiunque abbia soltanto origliato qualche racconto di amici, oppure abbia dato un'occhiata ad articoli e libri sul tema, si  certamente reso conto che quella che ruota attorno a Medjugorje  una faccenda seria.
La ricorrenza del quarto di secolo  l'occasione opportuna per fare il punto su quella che certamente  la manifestazione mariana pi studiata nella storia del cristianesimo, ma anche una delle pi controverse, per le tante polemiche che l'hanno contraddistinta. Se per si affrontano senza prevenzioni i giudizi che medici, teologi e anche personalit indiscusse come Giovanni Paolo II hanno messo in campo, non si pu fare a meno di trarre conclusioni positive sulla veridicit di Medjugorje.
In questo testo le opinioni sono poche: la parte del leone la fanno i dati scientifici, messi nero su bianco dalle strumentazioni sofisticate che la tecnologia d'oggi  in grado di offrire. Attorno alla credibilit dei veggenti, innanzitutto, ruota infatti gran parte della sfida che Medjugorje propone all'uomo del terzo millennio. Per questo  di importanza capitale guardare alle prove e lasciarsi sfidare dalla loro oggettivit. Contro i fatti non valgono le argomentazioni, dicevano gi i saggi del passato: per obiettare alla documentazione qui presentata non baster il sarcasmo di chi non crede a nulla, ma occorreranno valide confutazioni, ammesso che sia possibile trovarle.
Una annotazione preliminare mi sembra necessaria per valutare correttamente tutte le questioni connesse con le apparizioni di Medjugorje, che verranno investigate in questo libro: occorre comprendere bene la differenza teologica fra Rivelazione pubblica e rivelazione privata. Come ha dettagliato il gesuita Giandomenico Mucci, uno fra i maggiori esperti della spiritualit cattolica, si intende per Rivelazione pubblica la Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura, trasmessa dalla Tradizione divino-apostolica, proposta e interpretata dal Magistero della Chiesa per tutti gli uomini di tutti i tempi. Cristo  il suo centro. Ed  ritenuta conclusa con la morte dell'ultimo apostolo. Invece private, speciali o particolari si chiamano tutte le rivelazioni opposte a quella pubblica a motivo non tanto dell'autorit rivelante, quanto del grado di certezza, del fine e della destinazione.
Alla Rivelazione pubblica  dovuta l'obbedienza della fede, mentre a quelle private va concessa quella forma di adesione dipendente dalle prove arrecate e dall'esercizio del proprio senso critico. In ogni caso  lecito annoverare tranquillamente le rivelazioni private, il cui contenuto non si oppone alle verit proclamate dalla Rivelazione pubblica, tra i mezzi con i quali i credenti ottengono una pi profonda intelligenza delle realt divine e la Chiesa stessa un'occasione per progredire nella conoscenza del mistero di Cristo.
I messaggi trasmessi dai sei veggenti di Medjugorje appartengono ovviamente alla categoria delle rivelazioni private. Dunque non  indispensabile credervi per essere buoni cattolici, come del resto non sono dogmi di fede nemmeno le apparizioni della Madonna: non soltanto quella di Medjugorje, che non  ancora stata ufficialmente approvata dalla Chiesa, ma anche quelle di Lourdes, Fatima e altre ancora, che invece hanno avuto il riconoscimento ecclesiastico.
Detto questo, desidero comunque chiarire che le pagine che seguiranno intendono interpellare radicalmente la responsabilit personale di ciascun lettore. Non si tratta di testi asettici e freddi, bens di appassionati documenti e testimonianze che si propongono di coinvolgere e di toccare il cuore. Il loro scopo non  soltanto quello di confermare chi gi crede nella veridicit delle apparizioni di Medjugorje, ma ancor pi quello di convincere chi ancora non ci crede. E, soprattutto, di scuotere quanti invece ne hanno sentito vagamente parlare, senza aver mai avuto l'occasione per approfondirne i contenuti.
Come ha dichiarato, senza tanti giri di parole, la veggente Mirjana ai pellegrini: Vi ho detto tutto quello che Dio vuole da noi attraverso la Madonna e voi potete dire "io credo" o "non credo" alle apparizioni di Medjugorje. Per, quando andrai davanti al Signore, non potrai dire "non sapevo", perch sai tutto. Adesso dipende dalla tua volont, perch sei libero di scegliere. O accetti e fai quello che il Signore vuole da t, o ti chiudi e ti rifiuti di farlo.
L'esito, legato ovviamente alla fede in Ges Cristo, salvatore e redentore dell'uomo e del mondo,  quello garantito da lui in persona: In verit vi dico: non c' nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del Vangelo, che non riceva gi al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna (Marco 10, 29-30). Una promessa impegnativa, che vale la pena per chiunque di prendere almeno in considerazione!


I. - UN MISTERO PRESENTE DA 25 ANNI.

Il collegio dei sei veggenti. - Prende avvio la persecuzione. - Le sollecitazioni della Vergine. - L'annosa questione in Erzegovina. - I problemi con i vescovi locali. - Il completamento di Fatima. - Un segno e altri nove segreti. - La fedelt nella testimonianza.


Mercoled 24 giugno 1981 era la festa di san Giovanni Battista, il profeta biblico della conversione. Le vacanze scolastiche, in quella che all'epoca era la Repubblica federale di Jugoslavia (da un anno orfana del dittatore Tito, ma ancora sottoposta a un duro regime comunista), erano cominciate da alcuni giorni. Perci, approfittando della pausa estiva, la sedicenne Mirjana Dragicevic, che viveva a Sarajevo, si era recata dagli zii nel paese di Medjugorje (un centinaio di chilometri di distanza, in linea d'aria), dove aveva diverse amiche.
Nel pomeriggio aveva fissato un appuntamento con la coetanea Vicka Ivankovic e con la cugina di quest'ultima, la quindicenne Ivanka Ivankovic, per una passeggiata. Vicka era per tornata in tarda mattinata dalla vicina citt di Mostar, dove era andata a fare ripetizioni di matematica, e si sentiva molto stanca. Cos, quando Mirjana e Ivanka passarono a chiamarla, la trovarono addormentata e si limitarono a dire a sua sorella Zdenka che si sarebbero avviate verso la collina del Podbrdo.
Mentre camminavano lungo il viottolo sassoso, facendosi le tipiche confidenze di due adolescenti, Ivanka alz lo sguardo verso l'altura ed esclam: Credo che sulla collina ci sia la Madonna (Gospa, in lingua croata, Nota dell'Autore). Mirjana, pensando a una sgradevole battuta, si limit a risponderle: S, la Madonna non ha altro da fare, per cui  venuta a vedere che cosa facciamo noi. Subito dopo, ha raccontato in seguito la stessa ragazza, l'ho lasciata perch ero arrabbiata, dato che mi hanno insegnato che con il nome di Dio e della Madonna non si scherza. Quando per ero vicina alle prime case, ho sentito dentro di me che dovevo tornare indietro e che dovevo vedere che cosa succedesse l. Ho visto Ivanka sempre in quel luogo e lei mi ha detto: "Guarda adesso, per favore".
La visione che Mirjana si trov dinanzi agli occhi la lasci senza parole: in cima alla collina c'era una donna che sembrava tenere un bambino in braccio e che faceva con la mano il segno di avvicinarsi. Intanto era giunta anche Vicka e, nell'arco di pochi minuti, si trovarono nei paraggi pure la dodicenne Milka Paviovic, che stava badando a un gregge di pecore, e i due amici Ivan Ivankovic (vent'anni) e Ivan Dragicevic (sedici anni), di ritorno dalla campagna. Tutti poterono osservare distintamente quella figura femminile, percependo nell'animo che si trattava realmente della Vergine.
Una sensazione di timore prese per il sopravvento e i sei fuggirono di corsa verso le proprie case, mentre l'immagine scompariva senza parlare. In preda al turbamento, Mirjana raccont tutto alla nonna e si sent rispondere: Ma prendi il Rosario e prega, e lascia la Madonna in paradiso. Anche gli altri ragazzi ne parlarono a parenti e conoscenti e la voce dell'accaduto si diffuse rapidamente nel circondario, in un passaparola incontrollabile. Come ha sintetizzato Vicka, qualcuno forse ci ha creduto, qualcuno si  meravigliato. Chi interpretava il fatto in un modo e chi in un altro. Addirittura che si  trattato di un disco volante. E cos si  detto di tutto.

Il collegio dei sei veggenti.

La mattina seguente, di buon'ora, Mirjana, Ivanka e Vicka si ritrovarono a interrogarsi animatamente sugli eventi del Podbrdo e pensarono di tornarvi nuovamente nel pomeriggio. Se era proprio la Madonna, forse verr ancora, si dissero. Intorno alle 18 passarono da Milka per invitarla ad andare con loro: la ragazzina per era fuori con la mamma per una commissione e in casa si trovavano soltanto la sorella Marija Paviovic (sedici anni) e il cuginetto Jakov Colo (dieci anni). Dopo aver assicurato ai due che sarebbero tornate a informarli nel caso avessero visto qualcosa, le tr amiche si avviarono verso la collina. Da un'altra strada si era intanto diretto sul luogo anche l'Ivan pi giovane, mentre l'altro, temendo problemi con la polizia, prefer tenersi a distanza.
All'improvviso tr lampi di luce brillarono in alto, un segnale che nei primi tempi indic ai ragazzi la direzione dalla quale giungeva la visione, e subito dopo comparve la medesima donna del giorno precedente. La "fotografia" che i veggenti hanno descritto  quella di una ventenne, vestita con una tunica lunga e di colore grigio-azzurro (ma  dorata a Natale, a Pasqua e in altre significative feste), capelli neri leggermente ondulati e occhi azzurri, alta circa un metro e sessantacinque centimetri e del peso di una sessantina di chili, con i piedi coperti dall'abito e poggiati su una nuvola grigia e, intorno al capo e fn sulla schiena, un velo bianco incorniciato da dodici stelle.
Vicka non aveva dimenticato la promessa ed era immediatamente corsa a chiamare Marija e Jakov. In un battibaleno i sei ragazzi si inerpicarono sulla collina, che all'epoca era piena di rovi e di sassi, giungendo fino alla sommit, dove caddero in ginocchio dinanzi alla Madonna. Si misero a pregare con la tradizionale sequenza di sette Pater, Ave e Gloria e l'apparizione recit insieme con loro il Padre nostro e il Gloria al Padre, tralasciando l'Ave Maria. Nonostante l'emozione, Ivanka riusc a chiederle notizie della mamma, che era morta appena un mese prima, e si sent rispondere: E' felice e sta con me. Mirjana invece le sollecit un segno, in modo che i compaesani non li prendessero per pazzi. La figura si limit a sorridere, rispondendo poi con un cenno del capo all'ulteriore domanda se sarebbe tornata, e infine li salut: Arrivederci, angeli miei.
In quei minuti si era formato il collegio dei veggenti, secondo l'espressiva definizione di padre Livio Fanzaga, tant' che la stessa Vergine stabilir di celebrare gli anniversari della prima apparizione proprio il 25 giugno di ogni anno (Milka e l'Ivan pi grande ebbero infatti unicamente la visione del giorno 24). Ma all'interrogativo perch proprio voi? non sapranno mai che cosa rispondere, consapevoli che si era trattato unicamente di una libera scelta della Madonna e non di un privilegio per qualche loro particolare qualit rispetto agli altri ragazzi del paese. Invece la spiegazione del motivo della venuta a Medjugorje la Vergine la dar qualche giorno dopo: Perch qui ci sono molti buoni credenti. Desidero restare con voi per convertire il maggior numero possibile di persone e ridare la pace a quelli che l'hanno perduta.
La sera si discusse ancora intorno alla reale consistenza della vicenda e ci fu chi ipotizz che potesse esserci un influsso demoniaco. Ziata, la mamma di Vicka, prese allora un pizzico di sale benedetto e prepar dell'acqua santa, con la quale disse alla figlia di aspergere la visione. l giorno seguente, dicendo nel contempo: Se sei la Madonna, rimani; se non lo sei, vattene via da noi. E venerd 26 la ragazza fece esattamente cos, ricevendo in cambio dalla soprannaturale figura un sorriso divertito e compiaciuto. A quel punto Ivanka le chiese quale fosse il suo nome e si sent rispondere: Io sono la beata Vergine Maria; poi la figura salut i sei veggenti e spar. Marija fu la prima a lasciare il luogo dell'apparizione e a scendere gi dalla collina. Pochi minuti pi tardi la Vergine le ricomparve dinanzi piangendo vere lacrime, mentre sullo sfondo si stagliava una grande croce scura, e implor: Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi. E per fare questo  necessario credere, pregare, digiunare e confessarsi.

Prende avvio la persecuzione.

La notizia delle apparizioni era intanto giunta alla polizia del comando di Citluk, che nel primo pomeriggio del 27 prelev i ragazzi per interrogarli e per sottoporli a una visita medica. Contemporaneamente era rientrato in paese il parroco della chiesa di San Giacomo, il francescano Jozo Zovko, che era stato impegnato a Zagabria per un ciclo di esercizi spirituali. La sua reazione fu di incredulit e di preoccupazione, temendo che potesse trattarsi di una provocazione dei gerarchi comunisti, che gi pochi mesi prima avevano fatto pressione sui suoi superiori e avevano imposto il suo trasferimento dalla parrocchia di Posusje a quella di Medjugorje.
Intorno alle 17,30 i veggenti furono rilasciati dai poliziotti e poterono raggiungere il Podbrdo, dove videro nuovamente la Madonna, alla quale chiesero che cosa dovessero fare i francescani che guidavano la parrocchia: Debbono credere fermamente e custodire la fede, fu la replica. Quindi i ragazzi sollecitarono ancora una volta un segno, ricevendo come risposta: Angeli miei, c' sempre stata l'ingiustizia. Voi non dovete aver paura. In serata, padre Jozo convoc Mirjana e Jakov in parrocchia e li interrog separatamente, per mettere alla prova le loro testimonianze e smascherare eventuali contraddizioni. Al termine, l'impressione che dicessero il vero lo lasci ancor pi sconcertato di prima; e lo stesso accadde nella mattinata di domenica 28, quando ascolt i restanti ragazzi.
La giornata festiva aveva consentito a molti residenti dei dintorni di giungere a Medjugorje, incuriositi dai racconti che avevano sentito fare. Cos sul Podbrdo si poterono contare circa quindicimila persone, fra le quali si celavano numerosi agenti in borghese, in attesa di un passo falso da parte dei veggenti. Ma la situazione si mantenne tranquilla e non forn pretesti ai poliziotti, che rimandarono alla mattina seguente, 29 giugno, un nuovo intervento intimidatorio, prelevando i sei ragazzi con un'ambulanza e un'autovettura senza insegne. La meta fu il manicomio provinciale, dove vennero sottoposti all'esame di una psichiatra e fatti oggetto di scherni e di intimidazioni. Durante l'apparizione nel pomeriggio, sempre sulla collina, un'altra dottoressa, Darinka Glamuzina, chiese di poter toccare la Madonna e venne accontentata, sotto la guida di Vicka. Da quel momento la donna cominci un itinerario di conversione, pur nella discrezione resa necessaria dal fatto che era dipendente statale.
Il settimo giorno, marted 30 giugno, il regime prov una nuova tattica, inviando due signorine, conosciute da alcuni dei veggenti, a invitarli per una gita in macchina. L'intento era quello di farli trovare, all'orario consueto dell'apparizione, molto distanti dal Podbrdo. In effetti il piano riusc, ma i ragazzi ebbero ugualmente la visione lungo la strada, nei pressi del paese di Cerno, dove avevano obbligato a una fermata la giovane che guidava l'automobile. In questa circostanza chiesero alla Madonna se nei giorni seguenti avrebbero potuto aspettarla in chiesa, e non pi sulla collina, poich la polizia aveva vietato gli assembramenti di preghiera all'aperto. La Vergine acconsent volentieri, dicendo: Sempre alla stessa ora. Andate nella pace di Dio.
La situazione sembrava precipitare ogni giorno di pi, tanto che anche il 1 luglio i veggenti furono prelevati dalla polizia e condotti al comando di Citiuk. Questa volta l'apparizione avvenne addirittura durante il viaggio in auto, come se ogni cosa attorno ai ragazzi fosse scomparsa, e dur soltanto il tempo di un sorriso e di un incoraggiamento a non aver paura di nulla. Il 2 luglio con molta difficolt i veggenti riuscirono, ognuno per conto proprio, a raggiungere il Podbrdo per una breve apparizione, al termine della quale raggiunsero la parrocchia di San Giacomo per la celebrazione della Messa delle ore 18.
Venerd 3 luglio, nel decimo giorno dall'inizio delle apparizioni, la pressione poliziesca giunse al culmine, con un vero e proprio cordone di agenti che avevano l'ordine di impedire ai veggenti l'accesso alla collina. L'emozionante epilogo di quel pomeriggio lo ha ricostruito padre Jozo: Pregavo nel terzo banco, quando sentii improvvisamente una voce che mi diceva: "Esci subito fuori e metti in salvo i ragazzi". Mi alzai immediatamente dal banco, feci la genuflessione e, attraversata la chiesa, afferrai la porta centrale per la maniglia e feci un passo verso l'esterno. Mentre stavo per compiere il passo con l'altro piede, i ragazzi, come uno sciame di api, accorsero dal lato sinistro, mi si aggrapparono addosso e mi supplicarono: "Salvaci, la polizia ci sta' inseguendo". Fu quello il primo di tantissimi giorni in cui i veggenti ebbero l'apparizione all'interno di San Giacomo. Agli inizi questo avveniva in canonica o nel coro della chiesa; a partire dal 15 gennaio 1982 si prosegu nella stanzetta di fronte alla sacrestia e successivamente ci si trasfer nella casa parrocchiale.
A causa della protezione data ai ragazzi, padre Jozo entr nel mirino della polizia politica, che cerc un pretesto per arrestarlo e lo trov in un'omelia nella quale il religioso aveva parlato di quarant'anni trascorsi nel deserto, riferendosi ovviamente al libro biblico dell'Esodo e alle vicende degli israeliti in cammino dall'Egitto verso la Terra promessa. L'accusa fu invece che l'allusione era rivolta al regime del defunto dittatore Tito, che proprio quarant'anni prima, nel 1941, aveva dato vita a una forza di resistenza partigiana iugoslava contro gli occupanti nazifascisti, dalla quale era poi sorto il governo comunista. Il francescano fu condannato a tr anni di detenzione, ridotti a sedici mesi in seguito a forti pressioni internazionali, ma in carcere sub violenze che lo ridussero in gravi condizioni di salute.

Le sollecitazioni della Vergine.

A San Giacomo, intanto, altri coraggiosi francescani erano subentrati a padre Jozo sia nella guida della parrocchia che nel sostegno ai veggenti e al gruppo di preghiera nato intorno a loro, in modo da non spezzare mai la catena orante che la Vergine aveva chiesto. In breve tempo, attorno al fulcro dell'apparizione (verso le 17,45 dell'ora solare e le 18,45 dell'ora legale) e della successiva Messa, si struttur una sequenza di liturgie come  l'adorazione eucaristica, la recita di tutti i misteri del Rosario, l'adorazione della Croce, la benedizione degli oggetti sacri, la preghiera per i malati.
Era l'adempimento delle indicazioni progressivamente date dalla Madonna, che intanto il 6 agosto 1981 si era ulteriormente qualificata con il titolo di Regina della Pace, quasi a volersi personalmente assumere una delle urgenze pi pressanti del nostro difficile tempo. Si pu dire che ci fu una vera e propria escalation di richieste, in quei primi mesi: il 3 luglio disse di aggiungere il Credo alla locale tradizione dei sette Pater, Ave e Gloria; il 13 agosto spron a pregare quotidianamente l'intero Rosario; il 18 ottobre invit a collocare la Bibbia nelle abitazioni in un luogo ben visibile, per leggerne ogni giorno qualche brano.
Ma in seguito ella and ancora oltre nelle sollecitazioni: esort la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerd o il primo sabato; indic il digiuno a pane e acqua il mercoled e il venerd come metodo per sconfiggere Satana; soprattutto nel periodo di Quaresima stimol a praticare rinunce e sacrifci (Spegnete il televisore e lasciate in disparte le varie cose che non sono utili per voi, disse con chiarezza); raccomand la preghiera allo Spirito Santo, le orazioni di ringraziamento  al mattino e alla sera, le giaculatorie e i pensieri rivolti a Dio.
Facendo il conto del tempo necessario, si arriva facilmente alle due-tre ore quotidiane. Sappiate che le vostre giornate non sono le stesse, se pregate o non pregate. Sar molto contenta se dedicherete alla preghiera almeno un'ora al mattino e un'ora alla sera, conferm la Vergine nel messaggio del 16 luglio 1983. Tutto questo non ha per a che fare con una fredda ritualit. Mediante la preghiera, la Madonna vuole far percepire con chiarezza la strada da seguire per poter incontrare il Signore. Lo sottolineano i suoi tanti riferimenti a ci che la preghiera rappresenta: il fondamento della vostra pace, la medicina che cura, il frutto dell'amore verso Dio Creatore, ci che il cuore umano desidera, il segno del vostro abbandono a Dio.
In questa stessa linea, ella ha mostrato in visione ai ragazzi il paradiso (Per mostrarvi quale felicit attende coloro che amano Dio), il purgatorio (La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio) e l'inferno (Affinch conosciate la condizione di quelli che stanno l). La spiegazione essenziale  stata che Dio mi manda per aiutarvi e per condurvi in paradiso, che  la vostra meta. E a Mirjana, turbata al punto da domandare come potesse Dio avere un cuore cos duro da mandare la gente all'inferno, la Madonna rispose con chiarezza: Dio permette che i suoi figli soffrano nell'inferno perch hanno commesso colpe gravissime e imperdonabili. Coloro che vanno all'inferno non hanno pi possibilit di conoscere una sorte migliore. Le anime dei dannati non si pentono e continuano a rifiutare Dio. E l lo maledicono ancor pi di quanto non facessero prima, quando erano sulla terra. Diventano parte dell'inferno e non vogliono essere liberate da quel luogo. Perci, concluse, vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte.
Anzi, due dei veggenti li ha portati addirittura con il corpo nell'aldil, in modo che potessero personalmente darne testimonianza. Ecco la straordinaria avventura, nelle parole di Vicka: Un pomeriggio di fine 1982, eravamo a casa di Jakov e la Madonna  venuta e ci ha detto che ci avrebbe portati a vedere il paradiso, il purgatorio e l'inferno. Ha preso me per la mano destra e Jakov per la sinistra e il tetto si  aperto per lasciarci passare. In paradiso abbiamo visto un grande spazio avvolto da una luce che non esiste sulla terra. Abbiamo visto le persone che non sono grasse, ne magre, ma tutte uguali e hanno vesti di tr colori: grigio, giallo e rosso. Le persone camminano,  cantano, pregano. Ci sono anche dei piccoli angeli che volano.
Prosegue il racconto della veggente: Anche il purgatorio  un grande spazio, per non si vedono le persone, ma soltanto una grande nebbia e si sentono delle voci e dei rumori come di gente che si picchia. La Madonna ha detto che le persone che si trovano in purgatorio aspettano le nostre preghiere per andare quanto prima in paradiso. Nell'inferno abbiamo visto le persone che prima di entrare in un grande fuoco sono normali; poi, quando precipitano nel fuoco, vengono trasformate in orribili animali. Si sentono tante bestemmie e le persone che urlano e gridano. La Madonna ci ha detto che le persone che si trovano all'inferno vi sono andate con la propria volont.
Un ulteriore gesto di tenerezza la Madonna lo mostr ai ragazzi - eccettuata Mirjana, per la quale si era gi conclusa l'apparizione quotidiana - raccontando loro la propria vita. A Ivan dal 22 dicembre 1982 al 22 maggio 1983, in due fasi separate. Agli altri a partire dal 7 gennaio 1983: a Jakov fino a un giorno imprecisato di aprile, a Ivanka fino al 22 maggio e a Marija fino al 17 luglio, sempre del 1983. Vicka ha invece continuato a ricevere tali confidenze fino al 10 aprile 1985. Il contenuto di tali rivelazioni non  noto: Vicka ha compilato tr quaderni, il cui testo sar pubblicato quando la Vergine le dar l'indicazione in tal senso. Una chicca  stata comunque anticipata: la data di nascita della Madonna fu il 5 agosto dell'anno 16 avanti Cristo. E tuttora, in questo giorno, ella ama farsi fare dai veggenti gli auguri per il proprio compleanno.

L'annosa questione in Erzegovina.

In lingua slava, Medjugorje significa: fra (medju), i monti (gorje): da un lato il Krizevac, sul quale nel 1933 fu innalzata una croce a ricordo dell'Anno santo della Redenzione (il 30 agosto 1984 la Vergine disse che anche la croce faceva parte del disegno di Dio, quando voi l'avete costruita); dall'altro il Crnica, sul cui territorio si trovano la collina Podbrdo delle prime apparizioni e la frazione di Bijakovici dove abitavano i veggenti.
La regione nella quale si trova  l'Erzegovina, un territorio che ha visto sin dal VI - VII secolo il consolidarsi della comunit cristiana. Intorno al XII secolo mise radici da queste parti la comunit eretica dei Bogomili, i cui membri praticavano un esasperato ascetismo e rifiutavano i sacramenti. Da Roma fu perci inviato un gruppo di domenicani per attuare una nuova evangelizzazione, con l'obiettivo di sradicare tale eresia. Ma questi religiosi non riuscirono nel loro intento, cosicch nel XIV secolo vennero sostituiti dai francescani, che invece portarono a termine la loro missione.
A met del Quattrocento queste zone si trovarono al centro di un aspro confronto con l'Impero ottomano, che nel 1482 abbatt il dominio ungherese e conquist l'Erzegovina e l'intera regione. Il possesso venne mantenuto fino al 1878, quando i Turchi furono scacciati da un generale sollevamento dei popoli balcanici appoggiati dalla Russia. In questi quattro secoli i francescani tennero alta la fiaccola della fede cattolica, incoraggiando e sostenendo quanti volevano rimanere fedeli alla Chiesa di Roma,  mentre numerosi sacerdoti e vescovi avevano preferito scappare.
Perci, quando nel 1881 papa Leone XIII restaur le diocesi in Erzegovina, non fu sempre bene accetta la decisione di affidare nuovamente al clero diocesano alcune parrocchie tenute in precedenza dai francescani. In certi casi, i parrocchiani giunsero al punto di murare le porte delle chiese o di cacciare con la forza i preti inviati dal vescovo. Questo  in particolare accaduto in sette parrocchie della diocesi di Mostar (cui appartiene anche il territorio di Medjugorje), anche se la parrocchia di San Giacomo  estranea a tale vicenda e i francescani che vi svolgono il ministero hanno l'autorizzazione del vescovo diocesano.
 necessario tenere bene in mente l'intricata contrapposizione tra alcuni frati e il responsabile diocesano di Mostar perch, come vedremo tra breve,  questo il probabile motivo che ha perpetuato un grave problema di fondo a riguardo del giudizio dell'autorit ecclesiastica sulle apparizioni di Medjugorje. Un parere che tuttora viene citato a sproposito, talvolta in buona ma molto spesso in cattiva fede, per negare la veridicit degli eventi connessi alla Regina della Pace.
Nei primissimi tempi dell'apparizione infatti, proprio mentre lo stesso parroco Jozo Zovko manifestava dubbi e preoccupazioni, il vescovo di Mostar, Pavao Zanic (in carica dal 1971 al 1993), si era schierato pienamente a sostegno dei veggenti. Sin dal 3 luglio monsignor Zanic si era recato a Medjugorje e, in occasione della festa parrocchiale di san Giacomo, il 25 luglio 1981, aveva pronunciato dall'altare un'omelia dai toni nettissimi: Sono profondamente certo che nessun ragazzo, fra quelli che dicono di aver visto la Madonna,  stato istigato a farlo. Se qualcuno li avesse convinti, proprio perch si tratta di sei innocenti, di sei semplici ragazzi, nel giro di mezz'ora direbbero tutto. Nessuno dei sacerdoti, lo garantisco personalmente, ha mai avuto intenzione o ha fatto in modo di indurli a dire qualcosa contro la loro volont. Quindi sono persuaso: non affermano il falso. Dicono esattamente quello che sentono nei loro cuori.
Con il passare dei mesi, per, le affermazioni del vescovo si modificarono, sino a giungere a una totale ostilit nei confronti delle apparizioni. Secondo alcuni ci fu dovuto alle pressioni del regime comunista, che con minacce e ricatti costrinse monsignor Zanic a esprimere quei giudizi negativi. Ma, pi probabilmente, furono invece alcuni fraintendimenti a rendere il vescovo cos agguerrito: in particolare alcuni presunti "appoggi" che la Regina della Pace avrebbe dato a due frati da lui sospesi a divinis. Se la Madonna si esprimeva contro il vescovo, era l'ovvio rilievo di Zanic, a parlare non poteva essere davvero la Madre di Dio.

I problemi con i vescovi locali.

La Madonna si  sempre tirata fuori da tale polemica, come emerse con chiarezza dal messaggio del 31 dicembre 1981: Dite a quei sacerdoti che non credono alle mie apparizioni che io da sempre trasmetto al mondo messaggi da parte di Dio. Mi dispiace che non credano, ma non si pu obbligare nessuno a credere. Intanto il vescovo mise per in campo tutta la propria autorit nel tentativo di stroncare la diffusione del messaggio di Medjugorje.
Le due commissioni da lui nominate, una diocesana nel 1982 e una pi allargata nel 1984, si riunirono pochissime volte, non ascoltarono testimoni qualificati e non emisero verdetti.
Il vescovo invece, nell'autunno del 1984 e nella primavera del 1990, diffuse due dossier nei quali esprimeva con la massima energia la propria opposizione, al punto da affermare che Medjugorje  la pi grande truffa nella storia della Chiesa. Evidentemente non erano state sufficienti a mitigare la sua ira le molteplici spiegazioni offerte dal teologo Ren Laurentin, considerato il maggior esperto vivente di apparizioni mariane, ne la stessa indicazione della Santa Sede, che il 1 aprile 1985, con una lettera firmata dal cardinale Agostino Casaroli, lo aveva invitato a non esprimere pi dichiarazioni sull'argomento.
Di fatto, un giudizio opposto a quello di Zanic era stato espresso da monsignor Frane Franic, arcivescovo di Spalato e presidente della Commissione episcopale iugoslava per la dottrina della fede, e perfino dall'autorevole cardinale Franjo Kuharic, arcivescovo di Zagabria, il quale non si sottrasse a una dichiarazione impegnativa: Noi vescovi accettiamo Medjugorje come luogo di preghiera e santuario mariano.
Punto fermo dell'acceso dibattito di quegli anni Novanta resta comunque la cosiddetta Dichiarazione di Zara emanata il 10 aprile 1991 dai vescovi della Conferenza episcopale iugoslava. Il testo utilizza la pi classica espressione prudenziale, tipica di quando non si  in grado ne di approvare ne di bocciare: Sulla base delle ricerche sin qui compiute, non  possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali. Di fatto, la dichiarazione ammette nel contempo che non  nemmeno possibile negarlo!
Il 24 luglio 1993 monsignor Zanic concluse il proprio ministero episcopale e a prenderne il posto sulla cattedra di Mostar fu il suo coadiutore, il cinquantanovenne monsignor Ratko Peric. La situazione, ormai incancrenita, non ha trovato sbocchi risolutivi, anche perch il vescovo Peric non ha lesinato occasioni per esprimere la propria consonanza con i pareri negativi del predecessore. Si  addirittura giunti al punto che il 26 maggio 1998  dovuta intervenire la Congregazione vaticana per la dottrina della fede, a firma dell'allora segretario Tarcisio Bertone, spiegando formalmente che quello che monsignor Peric ha affermato in una lettera a "Famille Chrtienne", cio che "La mia convinzione e posizione non  solo non consta della soprannaturalit, ma ugualmente quella di consta della non soprannaturalit delle apparizioni o rivelazioni di Medjugorje" deve essere considerata espressione di una convinzione personale del vescovo di Mostar, il quale, in quanto ordinario del luogo, ha tutti i diritti di esprimere ci che , e rimane, un suo parere personale (e dunque senza alcun crisma di ufficialit, Nota dell'Autore).
Nel medesimo testo, monsignor Bertone precis inoltre quale fosse l'atteggiamento pi opportuno a riguardo dei pellegrinaggi svolti in forma privata a Medjugorje, che lo stesso vescovo Peric aveva ritenuto di poter vietare: Questa Congregazione ritiene che sono permessi, a condizione che non siano considerati come una autenticazione degli avvenimenti in corso e che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa. Di recente la situazione sembra essersi ulteriormente rasserenata, dopo che l'Opera Romana Pellegrinaggi  -  la qualificata struttura che opera al servizio della Santa Sede e che  attualmente presieduta dal cardinale Camillo Ruini, il vicario del Papa per la diocesi di Roma  -  ha da un paio d'anni inserito il pellegrinaggio a Medjugorje fra quelli disponibili nel proprio catalogo.
In sostanza, si pu oggi ritenere che la Chiesa cattolica  in una posizione di osservazione e di attesa. Non dar giudizi definitivi fino a quando le apparizioni continueranno, vigiler e agir in maniera decisa nel caso in cui qualche messaggio si ponga contro l'insegnamento del Vangelo e del Magistero ecclesiale, ma ugualmente non ostacoler la pastorale che si svolge nel santuario di Medjugorje e nei molteplici gruppi che si richiamano alla spiritualit della Regina della Pace.

Il completamento di Fatima.

Non di rado le manifestazioni mariane hanno assunto toni profetici che, seppur in apparenza legati a eventi funesti, in realt hanno come obiettivo quello di indirizzare il cuore dell'uomo verso la conversione a Dio rafforzando nel contempo la fiducia nella vita ultraterrena. Tanto per citare qualche esempio, la Vergine apparve a Parigi il 18 luglio 1830 e rivel alla veggente Catherine Labour che, nel 1848 e nel 1870-71, si sarebbero verificate in Francia drammatiche vicende che avrebbero coinvolto anche la Chiesa. A La Salette, nel 1846, preavvis che il grano sarebbe marcito e le vigne avrebbero subito una distruzione.
A Fatima ella anticip che la seconda guerra mondiale sarebbe stata annunciata da una notte illuminata da una luce sconosciuta (l'aurora boreale che si verific il 25 gennaio 1938). A Beauraing e a Banneux apparve nel 1932-33, in coincidenza con l'ascesa al potere di Hitler, nei luoghi che una dozzina di anni pi tardi sarebbero stati l'epicentro della campagna delle Ardenne, l'ultimo sanguinoso scontro fra i nazisti e gli eserciti alleati. A Kibeho, nel 1981, mostr in anteprima alle veggenti la terrificante guerra etnica fra Hutu e Tutsi che poi si combatt nel 1994 nella regione dei Grandi Laghi.
Medjugorje  certamente una delle apparizioni pi emblematiche a tale riguardo. Gi il 30 ottobre 1981 la Regina della Pace offr un primo saggio di profezia, dicendo che in Polonia tra breve ci saranno gravi conflitti, ma alla fine i giusti prevarranno. Bast attendere un mese e mezzo e, il 13 dicembre, il generale Wojciech Jaruzeiski proclam lo stato marziale, avviando una dura repressione contro il movimento operaio di Solidarnosc capeggiato da Lech Walesa. Ma ancor pi significativo  stato il sincronismo fra l'apparizione del 26 giugno 1981 a Marija, quando in lacrime invoc per tr volte la pace, e i colpi di cannone che, esattamente dieci anni dopo, segnarono l'avvio del conflitto nella ex-Jugoslavia che, nell'arco di quattro drammatici anni, caus oltre duecentomila morti e pi di due milioni e settecentomila profughi.
Per documentare oggettivamente tale profezia, basta fare un semplice calcolo. Nei messaggi dati alla parrocchia nei ventidue anni dal 1984 al 2005, la Madonna ha pronunciato 206 volte la parola pace, con una media di poco pi di 9 all'anno. Per, nei soli dodici mesi precedenti l'inizio della guerra in Bosnia, cio dal luglio 1990 al giugno 1991, l'ha ripetuta quasi 30 volte. Dal punto di vista statistico si tratta di una percentuale molto alta sul totale complessivo. Del resto, dopo aver invitato a pregare sin dai primi giorni del conflitto etnico, il 25 febbraio 1994 - pochi giorni prima del cessate il fuoco tra croati e musulmani - la Vergine sottoline: Vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata a far s che questa guerra finisca il pi presto possibile.
In quel drammatico tempo, comunque, la Madonna diede compimento alla garanzia che Medjugorje sarebbe stata un'oasi di pace, tant' che le distruzioni che ebbero per oggetto i paesi vicini e il capoluogo Mostar non coinvolsero la sua cittadella, nonostante i serbi pi volte avessero cercato di bombardarla dagli aerei o di colpirla con i cannoni. Molti piloti riferirono che una strana nebbiolina aveva tolto la visibilit della zona quando la sorvolavano, mentre l'unico ordigno che esplose ebbe unicamente l'effetto di uccidere una mucca.
Ma anche agli inizi del terzo millennio la Regina della Pace si  fatta presente. Nel messaggio straordinario del 1 gennaio 2001 a Marija, la Madonna disse: Vi invito a pregare in modo speciale adesso che Satana  libero dalle catene. E qualche giorno dopo, nel messaggio ufficiale alla parrocchia del 25 gennaio, afferm: Chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male. L'11 settembre 2001, con l'attacco terroristico alle Torri gemelle di New York, le parole della Vergine acquistarono un nuovo significato e in un certo senso tolsero l'illusione che il semplice passaggio di millennio avrebbe automaticamente portato con s pace e prosperit.
Forse il messaggio pi preciso, a riguardo del suo misterioso piano, la Vergine lo ha dato il 25 agosto 1991, quando chiese ai suoi devoti di pregare e di digiunare ancor pi intensamente, invitando tutti a qualche rinuncia per la durata di nove giorni. L'obiettivo fu esplicitato con estrema chiarezza: Affinch con il vostro aiuto si realizzi tutto ci che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Un collegamento, questo con le apparizioni del 1917 in Portogallo, che ha immediatamente riportato in attenzione i segreti trascritti dalla veggente Lucia, dei quali la terza parte in quell'anno doveva ancora essere svelata.
Quando, il 13 maggio del 2000, venne diffuso il testo del cosiddetto terzo segreto, ci si accorse del simbolico collegamento fra l'attentato subito nel 1981 da Giovanni Paolo II e la visione descritta da suor Lucia: Il Santo Padre [...] giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco. Lo stesso papa Wojtyla aveva notato che il proprio ferimento era avvenuto il 13 maggio, festa della Madonna di Fatima, e per ringraziarla aveva voluto far incastonare nella sua corona la pallottola che gli era stata estratta dal corpo.
E in quel fatidico 1991 - dopo il richiamo della Vergine alla precedente apparizione di Fatima (con l'implicito riferimento alla conversione della Russia, se questa nazione le fosse stata consacrata), pronunciato fra l'altro appena quattro giorni dopo il tentativo di golpe a Mosca del 18-21 agosto  -  accadde l'insperato, con la dissoluzione dell'Unione Sovietica che venne sancita, senza alcuna programmazione, in coincidenza con due festivit cristiane e mariane. L'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, fu firmato l'accordo di Minsk, con il quale venne dichiarata la fine dell'Urss; il 25 dicembre, in coincidenza con il Natale, il presidente Mikhail Gorbaciov si dimise e venne ammainata dal Cremlino la bandiera sovietica.

Un segno e altri nove segreti.

Il terzo segreto di Fatima, della cui esistenza si era cominciato a sapere all'inizio degli anni Sessanta, ha suscitato a lungo una morbosa curiosit, spentasi in fretta dopo la pubblicazione nel 2000 di un testo che non sembr rivelare ulteriori pronostici sul futuro. Ma anche le altre profezie delle apparizioni mariane erano comunque ammantate da un velo di incertezza a riguardo dei tempi di realizzazione, cos da non poter essereverifcate senza margini di dubbio.
Per Medjugorje la situazione  invece completamente diversa e non esiste alcun tratto di ambiguit. L'itinerario  chiaro sin dagli inizi, tant' che gi il 30 novembre 1983 dalla parrocchia di Medjugorje fu inviata una lettera in Vaticano nella quale si illustrava quale sarebbe stato lo svolgimento degli avvenimenti. In quelle pagine veniva detto esplicitamente, su sollecitazione della veggente Marija Paviovic, che la Madonna dice che si deve avvisare subito il sovrano Pontefice e il vescovo sulla urgenza e sulla grande importanza del messaggio di Medjugorje.
La sostanza  molto semplice: la veggente Mirjana Dragicevic, nell'ultima apparizione quotidiana del 25 dicembre 1982, ricevette dalla Madonna la rivelazione del decimo e ultimo segreto, e nel contempo venne a conoscenza della data e del luogo in cui ciascuno dei Segreti si sarebbe verificato. A tutt'oggi, nell'anno del venticinquennale, altri due veggenti  -  Ivanka Ivankovic e Jakov Colo  -  hanno anch'essi ricevuto dieci segreti, mentre gli altri tr veggenti ne conoscono per ora soltanto nove. Non  certo che siano uguali per tutti, ma tale convinzione  stata pubblicamente espressa da Vicka Ivankovic, che normalmente non manifesta opinioni se non  moralmente certa di quel che dice. Dunque  del tutto fuori luogo l'ironia di quei giornalisti e commentatori che ipotizzano l'esistenza di cinquantasette segreti, diversificati per i vari veggenti.
Nel testo inviato nel 1983 dalla parrocchia di Medjugorje al Papa e al vescovo di Mostar si legge a tale riguardo: Prima del segno visibile che sar dato all'umanit, ci saranno tr avvertimenti al mondo. Gli avvertimenti saranno avvenimenti che succedono sulla Terra. Mirjana ne sar testimone. Tr giorni prima di uno degli avvertimenti essa informer un sacerdote di sua scelta. La testimonianza di Mirjana sar una conferma delle apparizioni e un incitamento alla conversione del mondo. Dopo le ammonizioni, verr il segno visibile sul luogo delle apparizioni a Medjugorje per tutta l'umanit. Il segno sar dato come testimonianza delle apparizioni e un invito alla fede. [...] Dopo il primo avvertimento, gli altri seguiranno entro breve tempo. Gli uomini cos avranno del tempo per convertirsi. Questo tempo  il periodo di grazia e di conversione. Dopo il segno visibile, coloro che resteranno in vita avranno poco tempo per la conversione.
Un'ulteriore precisazione fu riservata ad alcuni dei segreti: Il nono e il decimo segreto sono gravi. Sono un castigo per i peccati del mondo. La punizione  inevitabile, perch non bisogna aspettarsi la conversione del mondo intero. Il castigo pu essere diminuito dalle preghiere e dalla penitenza, ma non pu essere evitato. Un male che minacciava il mondo, secondo il settimo segreto,  stato cancellato grazie alla preghiera e ai digiuni dice Mirjana.
Su tali notizie i veggenti hanno sempre mantenuto una totale riservatezza. Gli unici chiarimenti che si sono ottenuti dopo tale documento sono stati esplicitamente consentiti dalla Regina della Pace. Anche lei, il 25 aprile 1983, conferm: Voi non potete immaginare ci che accadr, ne ci che Dio Padre mander sul mondo. Per questo vi ripeto: convertitevi. Rinunciate a tutto. Fate penitenza. Ecco, qui c' tutto ci che desidero dirvi: convertitevi. Portate il mio ringraziamento a tutti i miei figli che hanno pregato e digiunato. Io presento tutto al mio divin Figlio per ottenere che Lui mitighi la sua giustizia nei confronti dell'umanit peccatrice.
Quel che oggi si sa per certo  che il terzo segreto sar un segno che apparir sulla collina del Podbrdo, a conferma della presenza della Vergine in tutti questi anni. Si tratter di qualcosa di bellissimo, ben visibile, che non pu essere fatto con mani umane e che sar indistruttibile.  soltanto un'ipotesi, invece, che possa trattarsi di una croce luminosa o di cose simili. A questo punto dovrebbero invece essere due, il primo e il secondo segreto, gli avvertimenti: Tutto quello che vi ho confidato si realizzer. Anche gli ammonimenti al mondo si verificheranno, ha garantito sempre la Vergine il 25 ottobre 1985.
Mirjana, dopo aver smentito che fra i suoi dieci segreti ce ne sia qualcuno di personale e non indirizzato al mondo intero, ha precisato che il settimo segreto non era stato cancellato, bens mitigato: Ho pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte del settimo segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare. Abbiamo pregato moltissimo e lei ha detto che  stata modificata una parte, ma che ora non si pu pi cambiare, perch  la volont del Signore che si debba realizzare.
Sembrerebbe dunque che ora, dopo l'alleggerimento del settimo, siano gli ultimi tr segreti i pi terrificanti. Qualche indizio si  avuto nei momenti delle rivelazioni a singoli veggenti. Vediamoli. Il 29 novembre 1982 Ivanka riceve il nono segreto e, a Vicka che le chiede se l'ha visto, risponde: Sarei morta, se me l'avesse anche mostrato. L'8 dicembre 1982 viene dato l'ottavo segreto a Vicka. Nell'intervista con lei, padre Bubalo le dice: Quella volta tu, che hai sempre un aspetto allegro, sembravi seria, e Vicka replica: Forse, forse... Proprio allora io sola avevo ricevuto l'ottavo segreto. E anche quando hanno ricevuto il nono segreto i veggenti sono stati visti turbati e persino piangenti.
In ogni caso, quello che accadr in un giorno per ora imprecisato lo ha spiegato con chiarezza Mirjana Dragicevic, che per disposizione della Madonna ne sar la protagonista: Ho dovuto scegliere un sacerdote al quale dire i dieci segreti e ho scelto il padre francescano Petar Ljubicic. Devo dire che cosa succeder e dove, dieci giorni prima che accada. Dobbiamo trascorrere sette giorni nel digiuno e nella preghiera e tr giorni prima egli dovr dirlo a tutti e non potr scegliere se dire o non dire. Egli ha accettato che dir tutto a tutti tr giorni prima, cos si vedr che  una cosa del Signore.
L'opinione di padre Petar  che ci sarebbero innanzitutto due avvertimenti, mentre il terzo segreto sar il segno. Non sembrerebbe dunque incongruo il paragone dei restanti sette segreti con il testo biblico Apocalisse, scritta da san Giovanni nel primo secolo, e i suoi sette flagelli delle sette coppe dell'ira di Dio. Una sequenza di drammatici eventi che avranno come unico intento quello di richiamare nuovamente il cuore dell'uomo verso Dio in modo da spalancare per il futuro, come ha detto la Regina della Pace nel messaggio del 25 ottobre 2000, la venuta di un nuovo tempo, un tempo di primavera.
Secondo quanto l'abb Laurentin ha attribuito a Mirjana, i dieci segreti sarebbero annotati su un foglio che le  stato affidato dalla Vergine nel 1982. Tranne lei, per, nessuno pu vedere tale scritto. Soltanto al momento opportuno Mirjana dovr consegnarlo a padre Petar, che finalmente sar nella condizione di leggere quel testo. Secondo una voce dei primi tempi, Mirjana aveva affidato questa carta a un parente che l'aveva analizzata in laboratorio, scoprendo che era fatta di un materiale sconosciuto sulla Terra. Ma di questo non  mai stata data conferma.
Un indizio sul momento in cui potrebbe avere inizio il disvelamento dei segreti  invece stato fornito dalla particolare data dell'apparizione annuale a Mirjana, il 18 marzo. Lei stessa ha dichiarato: Quando incominceranno a realizzarsi molte cose, allora si comprender questa data. Il fatto che sia il mio compleanno non c'entra. Padre Livio Fanzaga ha proposto un'autorevole ipotesi a tale riguardo: Ipotizziamo che un 18 marzo la Vergine, apparendo a Mirjana, le confermi che  il giorno nel quale deve cominciare con padre Petar la settimana di preghiere e digiuno: in tal caso la rivelazione del primo segreto  -  o di un altro della decina  -  avverrebbe il 25 marzo, festa dell'Annunciazione. E una riflessione personalissima, che non ho mai condiviso con Mirjana, ma che nasce dalla consapevolezza che la Madonna sceglie spesso - per particolari circostanze - date collegate alle sue solennit. Proprio il 25 marzo, per esempio, fu la data nella quale ella rivel a Bernadette che si presentava a Lourdes come l'Immacolata Concezione!.
Un ultimo e inedito particolare  invece stato recentemente fornito da Vicka, la quale ha detto che, nel momento in cui si verificher il terzo segreto (ossia il segno sul Podbrdo), ci sar ancora uno dei veggenti che avr le apparizioni quotidiane. La considerazione dello stesso padre Livio  che durante il primo, il secondo e il terzo segreto la Madonna continuer a essere quotidianamente presente fra noi, attraverso quest'ultimo veggente, tenendoci compagnia in un periodo che sar certamente drammatico. A partire dal quarto segreto, nel tempo pi tremendo di questi ulteriori segreti, non avremo pi nemmeno i messaggi del 25 del mese - a meno che la Madonna non inventi qualcosa di nuovo - e rester a farci luce unicamente il segno sulla montagna.

La fedelt nella testimonianza.

Il trascorrere degli anni non ha modificato l'atteggiamento umano e spirituale dei sei veggenti - oggi tutti felicemente sposati e genitori di numerosi bambini e bambine  -  che continuano a essere testimoni fedeli degli eventi di cui sono protagonisti da un venticinquennio.
Mirjana Dragicevic, nata il 18 marzo 1965, si  sposata nel 1989. Vive a Medjugorje con il marito Marco Soldo e ha due figlie. Dal 25 dicembre 1982 non ha pi le apparizioni quotidiane e vede la Vergine il 18 marzo di ogni anno, anche se, come abbiamo gi scoperto, non c' un collegamento con il suo compleanno. Dal 2 agosto 1987 ha inoltre un'apparizione mensile durante la quale prega con la Madonna per i non credenti.
Ivanka Ivankovic, nata il 21 giugno 1966, si  sposata nel 1986. Vive a Medjugorje con il marito Raiko Elez e ha tr figli. L'ultima apparizione quotidiana si  verificata il 7 maggio 1985. Da allora vede la Vergine soltanto in coincidenza con l'anniversario del 25 giugno.
Jakov Colo, nato il 6 marzo 1971, si  sposato nel 1993. Vive a Medjugorje con la moglie Annalisa Barozzi e ha tr figli. Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 12 settembre 1998 e da allora vede la Madonna una volta l'anno, il 25 dicembre, in coincidenza con il Natale.
Vicka Ivankovic, nata il 3 settembre 1964, si  sposata nel 2002. Vive a Medjugorje con il marito Marijo Mitajovic e ha due figli. Continua a ricevere l'apparizione quotidiana. Almeno un paio di giorni a settimana li dedica agli incontri personali con i pellegrini.
Marija Paviovic, nata il 1 aprile 1965, si  sposata nel 1993. Vive a Monza con il marito Paolo Lunetti e ha quattro figli. Ha l'apparizione quotidiana e, il 25 di ogni mese, riceve dalla Vergine il messaggio che, attraverso la parrocchia di Medjugorje, viene poi tradotto e diffuso in tutto il mondo. Quando pu, prende parte a incontri pubblici di preghiera e di testimonianza.
Ivan Dragicevic, nato il 25 maggio 1965, si  sposato nel 1994. Vive alcuni mesi a Medjugorje e altri a Boston con la moglie Laureen Murphy e tr bambini. Ha l'apparizione quotidiana e svolge a tempo pieno la missione di annunciare il messaggio mariano di Medjugorje.
A ciascuno di loro la Regina della Pace ha inoltre affidato specifiche intenzioni di preghiera: Jakov gli ammalati e i pellegrini, Ivan i sacerdoti e i giovani, Mirjana i non credenti, Ivanka le famiglie, Vicka gli ammalati e Marija i consacrati e le anime del purgatorio. La semplicit e la seriet con cui portano avanti il loro apostolato  uno dei punti fermi della loro credibilit personale.
Ma le pagine seguenti intendono andare ben oltre questa semplice attestazione di fiducia, che comunque viene attribuita ai veggenti da milioni di persone di ogni continente. L'obiettivo che mi sono posto  quello di utilizzare tutto ci che in questi venticinque anni  stato reso disponibile da medici, tecnici, psicologi e teologi per indagare senza alcuna discrezione sulla personalit, gli atteggiamenti consci e inconsci e le affermazioni dei sei ragazzi di Medjugorje.
La posta in gioco  troppo importante per non scandagliare qualsiasi indizio significativo, che offra l'opportunit di dimostrare la veridicit o la falsit di quanto Mirjana, Ivanka, Jakov, Vicka, Marija e Ivan continuano ad attestare da quel lontano, ma pi attuale che mai, 25 giugno 1981. Entriamo dunque immediatamente nel vivo della questione, partendo con il dar voce a chi ha messo in campo l'oggettivit degli strumenti scientifici.


II. - LE PRIME INDAGINI SCIENTIFICHE.

L'approfondimento di padre Barbarie. - Altre analisi psicologiche. - I nuovi studi agli inizi del 1984. - Uno spillone nella schiena. - La ricognizione guidata da Joyeux. - Il referto conclusivo dell'indagine.


Gi ai tempi delle apparizioni di Lourdes venne empiricamente valutata la consistenza dell'estasi della veggente Bernadette Soubirous, il 7 aprile 1858, mediante la fiamma di una candela che le lamb a lungo la mano senza provocare dolore, ne lasciare segni di bruciatura, come constat immediatamente il dottor Douzous. Da sempre, infatti, si  cercato innanzitutto di verificare che coloro i quali affermano di vedere l'invisibile non siano psicotici o mistificatori. Una volta accertata la loro buona fede, gli studiosi si sono poi costantemente sforzati di comprendere quali siano le caratteristiche dell'estasi nella quale cadono i veggenti.
A partire da fine Ottocento, medici e tecnici hanno poi compiuto esperimenti di ogni genere per focalizzare sempre meglio la questione, con una particolare curiosit verso l'insensibilit dolorifica e l'anestesia sensoriale che caratterizza gli estatici. La conclusione, con le parole del dottor Marco Margnelli, neurofisiologo del Consiglio nazionale delle ricerche,  che l'estasi  una condizione nervosa centrale nella quale si realizza una situazione motoria e sensitiva simile alla decerebrazione. Anche i teologi si sono applicati al tema e sono giunti alla conclusione che l'estasi, con la sintetica definizione del professor Umberto Occhialini,  uno stato in cui l'uomo esce dalla sua condizione normale per la forza di attrazione di qualcuno o di qualcosa che assorbe le sue facolt spirituali in maniera tale da fargli perdere momentaneamente la capacit percettiva delle altre.
I veggenti di Medjugorje, a motivo della persistenza delle apparizioni, sono stati considerati uno straordinario gruppo d'indagine sin dai primissimi giorni, quando le autorit comuniste della ex-Jugoslavia erano interessate soprattutto a squalificarne la credibilit. Ma anche tutti quelli che hanno potuto svolgere le pi diverse indagini, in questi venticinque anni, si sono trovati per la prima volta nella storia di fronte alla possibilit di studiare dei fatti nel momento in cui accadevano, e non a posteriori. I progressi tecnico-scientifici, con la disponibilit di strumentazioni sempre pi raffinate, hanno avuto la loro parte per circoscrivere la realt dei fatti e far giudicare con cognizione di causa.
Sin dal quarto giorno, il 27 giugno 1981, i ragazzi vennero condotti nell'ambulatorio di Citluk, per essere sottoposti alla visita del dottor Ante Vujevic. Il medico li visit dalle 16 alle 17,30, per quindici-venti minuti ciascuno. A un certo punto, impaziente per l'avvicinarsi dell'orario dell'apparizione, Vicka fece irruzione nella Stanza dove in quel momento c'era Ivan. L'abb Rene Laurentin ha descritto cos la scena: Il dottore protest: "Non  il tuo turno, per puoi sederti". Ma Vicka ribatt: "Grazie a Dio, sono giovane e robusta e posso stare in piedi. E quando avr bisogno di un consulto medico, ci andr di mia volont. Allora, ha finito?". "Vieni, tendi le braccia", le dice il medico, conciliante. Vicka obbedisce: "Ecco, sono due mani e dieci dita: se non ci credi, contale!"; il suo robusto buon senso impressiona il medico, che non insiste oltre. Lo stesso dottor Vujevic ha dichiarato: Il mio rapporto concludeva che quei giovani erano normali, equilibrati, ben situati nel tempo e nello spazio e non allucinati.
Dopo altri due giorni, nella mattinata del 29 giugno, i veggenti vennero obbligati a salire su un'ambulanza e furono portati all'ospedale psichiatrico Dottar Safet Mujic di Mostar. Dal corridoio nel quale li avevano lasciati potevano vedere sia il cortile, dove si agitavano gli internati, sia l'obitorio, che mostrava diversi cadaveri sulle lettighe. A esaminare i ragazzi fu la dottoressa Milija Dzudza, che li interrog duramente e cerc di intimidirli in ogni modo:  la vostra immaginazione. Siete drogati. Ingannate la gente, continuava a ripetere. Quando, verso le 2 di pomeriggio, si decise a rilasciarli, la dottoressa sbott: Matti sono quelli che vi hanno portato qui. Siete assolutamente normali.

L'approfondimento di padre Barbarie.

L'abb Laurentin, nella prima parte del libro che documenta gli studi guidati dal professor Joyeux, ha riepilogato anche le ricerche svolte nel primo biennio delle apparizioni da diversi studiosi. Sintetizzo da questo importantissimo testo e da quelli del dottor Mario Botta e del dottor Gildo Spaziante, tutti ormai da tempo purtroppo fuori commercio, le notizie proposte in questo capitolo, a partire dall'ampia analisi tracciata nel 1982 da padre Slavko Barbarie, dottore in psicologia sociale, che volle personalmente rendersi conto di chi fossero quei sei veggenti e di quali modalit guidassero il loro stare insieme, giungendo alla conclusione che il gruppo dei veggenti, per la propria struttura e stabilit, per la durata e gli interessi, rappresenta un fenomeno inspiegabile alla luce delle attuali esperienze e della psicologia di gruppo.
In tutti questi elementi il gruppo trascende se stesso. L'approccio psicologico arriva a un limite davanti al quale deve ammettere che occorre prendere in considerazione un fattore al di fuori di loro, attraverso il quale essi stessi si spiegano, cio la Madonna. E qui vale la regola che si applica nei confronti del cliente: finch non si dimostra il contrario, bisogna credergli.
Padre Barbarie ha verificato che, considerando il gruppo dei veggenti secondo la struttura psicosociale verticale, si individuavano due capi nella sua dinamica interna: Una (Mirjana Dragicevic, Nota dell'Autore) si impone perch ha frequentato di pi la scuola e si esprime con maggior disinvoltura; l'altra (Vcka Ivankovic, Nota dell'Autore) per il temperamento e il ruolo conferitele dal fatto di trovarsi stabilmente sul luogo degli avvenimenti. Secondo le consuete dinamiche psicologiche, questo fatto avrebbe dovuto portare il gruppo a dividersi in senso orizzontale e a dar vita a sottogruppi. Anzi su questa linea orizzontale si sarebbe dovuti arrivare anche allo scontro fra i sottogruppi, allorch in determinati momenti gli uni si chiudono agli altri e i contrasti, anzich essere tenuti nascosti, vengono evidenziati. Il tutto, secondo la perizia di padre Barbarie, avrebbe dovuto minacciare la durata del gruppo, essendo un indizio di debolezza e di instabilit: e invece, quando si tratta di trasmettere i messaggi e dichiarare che cosa vedono e provano davanti alla Madonna, dimostrano una stabilit assoluta.
Inoltre, continuava il referto dello psicologo, la resistenza dei gruppi  garantita dal sussistere di interessi comuni, mentre, quando questi interessi comuni vengono meno, i gruppi si disintegrano completamente o almeno si dividono in sottogruppi: Il gruppo dei veggenti non ha simili interessi comuni. Posso affermare tranquillamente che per loro, a causa della struttura psicofisica del gruppo, non possono neppure esistere. Si tratta di giovani in fase di sviluppo e la differenza d'et  grande. Una parte del gruppo vive lontano dall'altra; inoltre, per quanto riguarda gli interessi personali, questi, a causa della costituzione psicofisica, si rivelano cos differenti che  assai diffcile immaginare un'impresa che possa essere realizzata in maniera durevole e stabile insieme a loro. Alla domanda perch stanno insieme e quali sono gli interessi che li legano, essi rispondono che la Madonna ha ordinato loro di portare al mondo il suo messaggio di pace e di invitare il mondo alla conversione. Alla domanda fino a quando parleranno a nome della Madonna, rispondono: "Finch la Madonna lo vorr".
E proprio a tale riguardo date le circostanze, bisogna dire che questo "interesse" della Madonna  indirizzato contro i loro interessi personali e privati.  un fatto attestato che, quando in un gruppo gli interessi cominciano a scontrarsi, oppure vengono a collisione gli interessi dell'organizzatore con quelli dei singoli, questi o abbandonano il gruppo oppure creano sottogruppi che si oppongono a questa linea di sviluppo. Se teniamo conto del fatto che, con la piega presa dagli avvenimenti, la vita privata e personale dei giovani  andata completamente distrutta, che ogni giorno essi devono trascorrere in chiesa due o tr ore, che sono costretti a ripetere ai visitatori le stesse cose un numero infnito di volte, possiamo affermare che i loro interessi personali sono stati trascurati e che l'"interesse" principale si  rivolto contro di loro, ma in parte anche contro la famiglia, il villaggio, la parrocchia, addirittura contro il parroco. Da questo si pu dedurre quale pesante pressione psicologica abbiano dovuto subire.

 Altre analisi psicologiche.

A maggio e novembre 1982, e a giugno e novembre 1983, mediamente per una settimana di fila, i veggenti vennero poi esaminati dal neuropsichiatra Ludvik Stopar, direttore del policlinico di Maribor, in Slovenia, ed esperto di ipnosi e parapsicologia. Nel rapporto indirizzato al vescovo di Mostar, il professor Stopar dichiar che i test neuropsichiatrici, medico-psicologici e somatologici hanno mostrato che i ragazzi menzionati sono assolutamente normali. Considerati la loro et, l'ambiente di origine, la loro intelligenza e la loro cultura, le loro reazioni sono normali ed essi non manifestano alcun segno psicopatologico.
In seguito all'ipnosi cui sottopose la veggente Marija, il medico pot inoltre verificare la congruenza fra il racconto cosciente e il racconto automatico, escludendo cos la simulazione e la manipolazione. Se per qualcuno la perizia di padre Barbarie aveva potuto essere "viziata", a causa dei comuni ideali religiosi tra il francescano e i veggenti, il giudizio del professor Stopar appare tuttora di grande autorevolezza e imparzialit, proprio per il fatto che il neuropsichiatra faceva parte della nomenclatura intellettuale della Jugoslavia comunista, e dunque non aveva alcun interesse  -  ma soltanto possibili svantaggi  -  nel rendere dichiarazioni in favore della salute mentale dei sei ragazzi.
Un'ulteriore valutazione venne attuata fra il 26 e il 28 aprile 1985 dallo psichiatra italiano Giorgio Sanguineti, che dichiar di non aver colto nella mimica, nel comportamento o nelle parole dei ragazzi alcunch di psicopatologico, di tipo delirante, allucinatorio o isterico. Il professor Sanguineti tracci un parallelo con le osservazioni fatte in ambito ospedaliero di deliri paranoici a sfondo mistico, dove emerge sempre, anche se con modalit diverse, una carica di onnipotenza non necessariamente espressa con clamore o fanatismo manifesti, ma certe volte con un sottile e compiaciuto silenzio che nasconde la convinzione di un illusorio rapporto privilegiato con la trascendenza. L'idea mistica delirante  inoltre una convinzione costante di questi pazienti, che altera una critica normale della realt inquinandola con modalit  interpretative, con pratiche religiose spesso incongrue, irrazionali e stereotipe e sempre accompagnate da malcelata aggressivit, da diffidenza e da facile irritabilit e sostenute da un pensiero rigido e unidirezionale. Per, concluse lo psichiatra, in tutti i miei contatti con i ragazzi di Medjugorje non ho mai rilevato, in nessuna occasione, alcun pensiero, sguardo, discorso, atteggiamento o comportamento tra quelli patologici ora da me elencati.

I nuovi studi agli inizi del 1984.

Tra febbraio e giugno del 1984 vennero svolti cinque esami medici che, seppur sbrigativi e senza l'utilizzo di particolari strumentazioni, appaiono comunque tuttora interessanti per le molteplici modalit di affronto utilizzate dai diversi specialisti. A partire per prima fu l dottoressa Maria Federica Magatti, il 3 e 4 febbraio e il 22 marzo, e questa fu la sua valutazione: Ho personalmente sottoposto i veggenti a una indagine clinica, per valutare la loro sensibilit e la loro reattivit a stimoli sensori, tattili, luminosi e dolorifici. I ragazzi sono stati perci stimolati in vario modo: pizzicati, chiamati, toccati, senza per che essi manifestassero alcuna risposta allo stimolo, anche di tipo doloroso. Durante l'apparizione non si osserva ne sudorazione, ne lacrimazione. La sola attivit motoria spontanea, e quindi "volontaria", presente in quei momenti  il movimento delle labbra, che rivela il colloquio in atto fra la Vergine e i veggenti. Da tutti questi dati si deduce la assoluta normalit di atteggiamento dei veggenti, nonostante la completa mancanza della coscienza relazionale, ovvero della possibilit di stabilire rapporti con il mondo esterno.
Il 5 e 6 febbraio e il 23 marzo fu la volta del dottor Luciano Cappello. All'osservazione esterna annot: Niente agitazione psichica, ne motoria. Nessun segno di condizionamento psichico. Uguale rapporto sociale appropriato dopo l'apparizione. Non ho notato nei veggenti nessuna frustrazione ne ricerca di un secondo fine. Mi sono apparsi discreti, ordinati, puliti, accurati nel modo di vestire, nelle loro parole, in assoluto rispetto dell'ambiente in cui vivono. Il loro comportamento mi  sembrato perfettamente conforme a quello dei giovani della loro et. In quella circostanza si svolse anche un curioso test: Il piccolo Jakov, sollevato a un'altezza di 15 centimetri, non ha offerto la minima resistenza, se non quella imposta dalla gravit. Non ha avuto nessuna reazione di ricerca dell'equilibrio, ne quando  stato sollevato, ne quando  stato deposto. Si  rimesso nella posizione in ginocchio, come se questa posizione rispondesse al massimo di rilassamento secondo la gravit. L'atteggiamento non rivelava alcun condizionamento imposto di recente o da lungo tempo.
Il ricercatore osserv inoltre la simultaneit dei comportamenti in tr momenti-chiave. Il primo sincronismo si realizza quando i ragazzi, dopo aver iniziata la preghiera del Padre nostro, senza alcun comando percepibile dall'esterno, tutti contemporaneamente cadono in ginocchio. Inizia cos la fase del black-out sonoro: mentre infatti prima le loro preghiere erano percepibili acusticamente, da quel momento non si odono pi, bench i ragazzi continuino a pregare. Si ha cio la perdita dell'effetto acustico della parola, pur conservandosene l'effetto mimico, nel senso che i ragazzi continuano a muovere le labbra e ad atteggiare il viso conformemente a sentimenti di gioia o di tristezza. Il secondo sincronismo consiste nella contemporanea ripresa dell'effetto sonoro. Esso  importante, perch segue a un intervallo di tempo che varia da apparizione ad apparizione, per misurare il quale ci sarebbe bisogno di un cronometro. Contemporaneamente,  e senza alcun comando che derivi dall'esterno, i ragazzi riprendono l'effetto sonoro della parlata, sempre con le parole "che sei nei Cieli". I veggenti infatti dicono che, quando la Madonna inizia da sola la recita del Padre nostro, essi lo continuano con lei.
Proseguendo nell'analisi, il terzo sincronismo si ha quando i ragazzi, dopo un intervallo di tempo che varia da apparizione ad apparizione, tutti insieme salutano la Madonna che  -  come essi dicono  -  sublima verso l'alto. In questo momento tutti i ragazzi, con assoluto parallelismo dello sguardo, innalzano contemporaneamente gli occhi al cielo, come se seguissero un punto, visibile soltanto a loro, che si leva in alto. Non c' uno sguardo che si innalza prima e uno che si innalza dopo, ma, come si vede anche da videoregistrazioni, la contemporaneit e il parallelismo di questo gesto sono assoluti.
La conclusione del dottor Cappello  stata dunque che se il primo sincronismo potrebbe essere (dico "potrebbe essere", non "") spiegato con cause naturali, il secondo e il terzo (specialmente il secondo) non sono spiegabili naturalmente e rimandano a cause da noi non percepibili, ma percepite soltanto dai ragazzi in stato di estasi.

Uno spillone nella schiena.

Il dottor Mario Botta fu invece il primo a sottoporre uno dei veggenti, Ivan, al test di Holter, ossia la registrazione in contnuo del ritmo cardiaco. Il test, svolto il 23 marzo, ebbe inizio dieci minuti prima dell'apparizione e si concluse al termine della Messa celebrata dopo l'apparizione, durando oltre un'ora. In questa circostanza accadde per qualcosa di inatteso, poich alla fine dell'estasi i veggenti si rialzarono dicendo che la Vergine aveva sorriso vedendo cosa stava accadendo: Le abbiamo chiesto che cosa ne pensasse ed ella ha risposto: "Non e necessario". Nonostante l'abb Laurentin avesse tentato di spiegargli che "non necessario" non significa biasimevole, il dottor Botta fu impressionato dall'aspetto negativo della valutazione, tanto da decidere di non andare avanti con gli esami strumentali. Cos il suo giudizio si limit all'affermazione che l'estasi non sopprime la fisiologia normale, ma la trascende, collocando il veggente su un altro piano.
Fra il 4 e l'8 aprile il neuropsichiatra Enzo Gabrici ebbe diverse opportunit di valutare l'atteggiamento dei veggenti durante le apparizioni e nel resto delle giornate. Anche in questo caso il referto mostra una precisa convinzione: L'osservazione clinica esclude i fenomeni allucinatori, le componenti della sindrome epilettica o di qualsiasi altra turba capace di provocare delle alterazioni della coscienza. Nessun sintomo di una suggestione ipnotica che termina nell'oblio di ci che  stato vissuto sotto ipnosi: i veggenti possono riferire lucidamente tutto ci che  loro accaduto. Nel momento dell'apparizione sono come rapiti. A differenza dei medium, invasi da un'altra personalit, i veggenti conservano una perfetta coscienza della propria personalit. Essi sono in ascolto ciascuno con la propria personalit. Il loro distacco dall'ambiente circostante deriva dal fatto di essere completamente presi dall'apparizione. La psicoanalisi non apporta nessun lume a questo stato di chiara coscienza.. Ne l'osservazione apporta elementi che facciano dubitare dell'autenticit di una sana percezione.
Pi frettolosa fu la ricognizione della dottoressa Anna Maria Franchini, che si limit a un'osservazione nella serata del 5 aprile, annotando la convergenza degli sguardi verso il crocifisso, i sorrisi di Vicka e di Jakov, la sparizione della voce e l'innalzamento finale dello sguardo. Sinteticamente ella comunque valut che  un gruppo dove ciascuno  indipendente e assume atteggiamenti propri, ma tutti sono intensamente attratti verso un oggetto esterno, che polarizza la loro attenzione e il loro interesse a un livello di intensit che non ho mai visto prima e che caratterizza, secondo me, la singolarit dell'esperienza. La autentica semplicit dei ragazzi la rende evidente.
Un ultimo esperimento da segnalare, pur nella sua crudezza, fu eseguito dal sacerdote Nicolas Bulat, professore di dogmatica nel seminario di Spalato e membro della commissione vescovile. Don Bulat pens di replicare quanto era accaduto a Bernadette di Lourdes nel 1858: due persone la trafissero con uno spillone, nella spalla e al tallone, senza che la veggente manifestasse la minima reazione. Cos il 2 giugno 1984, il sacerdote entr nella stanza delle apparizioni e si pose alle spalle di Vicka. Mentre la ragazza si trovava in estasi, prese lo spillone che aveva portato con s e glielo affond poco sopra la scapola sinistra. Vicka, come confermano le immagini video, non mostr alcuna reazione, nonostante si trattasse di una trafittura dolorosa, tanto che sulla sua camicetta bianca rimase una macchia di sangue del diametro di un centimetro.
Come si pu notare, abbiamo qui sin dai primissimi anni una ricca sequenza di attestazioni, indipendenti l'una dall'altra, che non lasciano molto spazio ai dubbi. Se una replica per ora pu esserci  che si tratta di valutazioni empiriche, seppur offerte da professionisti qualificati, e non supportate dai rilievi strumentali. Ma  proprio questa obiezione che sar spazzata via dagli esperimenti con adeguate strumentazioni scientifiche, che andremo ora ad analizzare nel dettaglio.

La ricognizione guidata da Joyeux.

In quel 1984 ebbe luogo la prima vera ricognizione di un'equipe adeguatamente formata e organizzata. A prendere l'iniziativa fu il medico Henri Joyeux, professore nell'universit francese di Montpellier, che sintetizz cos in un'intervista lo spirito della spedizione: Siamo arrivati su un terreno vergine dal punto di vista scientifico, che era totalmente "bianco", come si dice in gergo medico. Mancano sedici anni al 2000 ed  normale che la scienza cerchi di comprendere i fenomeni "sacri".
La qualit scientifica dei mmbri dell'quipe era indubbiamente di alto livello e il coordinatore Joyeux ha continuato a offrire anche in seguito notevoli contributi nell'ambito della ricerca medica, ricevendo diversi prestigiosi riconoscimenti internazionali. In particolare il professor Joyeux, chirurgo e direttore del Laboratorio universitario di cancerologia sperimentale, ricevette nel 1985 il premio internazionale di cancerologia Antoine Lacassagne.
Il primo sopralluogo fu programmato per il 9 e il 10 giugno. I veggenti non erano entusiasti della cosa e decisero di chiedere alla Regina della Pace come dovessero comportarsi. La risposta fu:  bene che sia stato chiesto. Potete farlo. Il 10 giugno su Ivan, e i successivi 6 e 7 ottobre rispettivamente su Marija e Ivanka, vennero cos applicati gli elettrodi necessari per le misurazioni. Gli elettroencefalogrammi registrati prima, durante e dopo l'estasi hanno consentito di cancellare qualsiasi ipotesi di anomalie cerebrali o sintomi patologici nei veggenti: I tracciati manifestano soltanto differenze minime: prima dell'apparizione si ha nel veggente il ritmo beta (attenzione e riflessione), e il ritmo alfa (altro ritmo di veglia). Quest'ultimo predomina progressivamente a partire dall'inizio dell'estasi.
Il 7 ottobre venne inoltre eseguita dall'oculista Jacques Philippot una serie di sperimentazioni. Innanzitutto il test della stimolazione luminosa intermittente, che non ha provocato alcuna scarica elettrica di tipo epilettico, ne prima, ne durante, ne dopo l'estasi. Su queste due registrazioni si osservano anche frequenti e numerosi movimenti  oculari prima e dopo l'apparizione. Durante l'estasi invece non si ha movimento dei globi oculari. Poi l'esame del fondo dell'occhio, il quale manifesta uno stato normale, identico prima e dopo l'estasi. I riflessi fotomotori diretti (contrazione pupillare alla luce) sono normali e immutati, prima, durante e dopo l'apparizione. Infine il riflesso del battito delle palpebre alla minaccia di una luce forte e brutale  assente durante l'apparizione in Marija e Ivanka, mentre  presente prima e dopo l'apparizione. L'oftalmologo concluse che durante l'estasi la percezione visiva del mondo circostante sembra sparire. Gli occhi dei veggenti rimangono aperti, ma sembrano meno sensibili alla luce: manca il riflesso del battito delle palpebre, anche se il riflesso di contrazione della pupilla  presente.
Fra il 28 e il 29 dicembre il dottor Philippot ebbe un'ulteriore opportunit di registrare i movimenti oculari di Ivan e di Marija. L'elettrooculogramma mostr che cosa accadesse prima, durante e dopo l'estasi: All'inizio dell'estasi, i movimenti oculari dei due veggenti cessano simultaneamente quasi al secondo. In ci troviamo una constatazione di simultaneit, e questo costituisce un indizio dell'oggettivit dell'apparizione. Durante l'estasi, si vedono soltanto i movimenti muscolari della locuzione, non degli occhi, i quali rimangono immobili. Alla fine dell'estasi, i movimenti riprendono con simultaneit vicine al secondo. Inoltre l'oculista attest che, durante l'estasi, Ivan e Vicka non battevano le palpebre, mentre Ivanka e Marija le battevano con frequenza dimezzata rispetto allo stato normale: rispettivamente, 10 volte invece di 22, e 7 invece di 12.
Ad affiancare in questa circostanza il dottor Philippot c'era l'otorinolaringoiatra Francois Rouquerol, il quale era rimasto incuriosito dal fatto che, durante l'estasi, nei veggenti si estingueva la voce, quasi a voler preservare l'intimit della loro comunicazione. Il dottor Rouquerol pot infatti verificare l'intera evoluzione della funzione fonica: Durante la preghiera ad alta voce che precede l'estasi, l'ago del misuratore di impedenza (che misura il suono della parola dei veggenti) si sposta con grande ampiezza. Quando la voce sparisce, all'inizio dell'estasi, l'ago diventa immobile, anche quando Vicka  parla (con quella articolazione molto accentuata delle labbra che pronunciano). Quando la voce dei veggenti riappare simultaneamente per recitare il Pater (le cui prime due parole sono state intonate dalla Vergine) e il Gloria, l'ago si sposta di nuovo a grande ampiezza. Nell'ultima fase, quando la voce dei veggenti, che appaiono conversare con la Madonna, diventa nuovamente inudibile, l'ago di nuovo si immobilizza. Che essi parlino, come indica il movimento delle labbra, o che non parlino, nulla viene percepito dall'apparecchio che registra gli effetti della fonazione. Tutto avviene come se ci fosse una cessazione della funzione laringea (dove si esercita la fonazione) senza modificazione dell'articolazione del linguaggio mediante funzionamento delle labbra e dei muscoli che le muovono: il che  un ulteriore argomento per affermare che non si tratta di catalessi.
Un secondo esperimento dell'otorinolaringoiatra ebbe quale oggetto la funzione uditiva di Ivan, attraverso il test dei potenziali evocati uditivi, esaminando la conducibilit dei nervi uditivi (ossia l'ottavo paio dei nervi cranici), prima, durante e dopo l'estasi. Il referto del medico mise in luce con chiarezza che cosa avvenisse: Prima dell'estasi, le vie uditive, che sono in buono stato, hanno la loro conducibilit normale. Esse funzionano fino alla parte alta del tronco cerebrale (tubercoli quadrigemini): in altre parole, il nervo uditivo trasmette bene l'eccitazione sonora. Ivan reagisce (sobbalza) a un rumore di 70 decibel. Durante l'estasi, la conducibilit (trasmissione dell'influsso nervoso) rimane normale (intervallo di 4,6 millesimi di secondo fra le onde I e V, esattamente come prima dell'estasi). Ma Ivan non da nessuna reazione all'impatto di un rumore di 90 decibel (rumore di un motore a scoppio ad alto regime), mentre prima dell'estasi reagiva vivamente a 70 decibel. Dopo l'estasi ci dir di non aver udito nulla. La corteccia cerebrale, quindi, non  stata raggiunta.

Il referto conclusivo dell'indagine.

Al termine dell'indagine svolta in pi fasi dll'quipe guidata dal professor Joyeux, venne stilato un significativo referto, riportato integralmente qui di seguito: Il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje si rivela scientificamente inspiegabile. L'osservazione clinica dei veggenti permette di affermare, come hanno fatto i nostri colleghi jugoslavi prima di noi, che questi giovani sono normali, sani di corpo e di mente. Gli studi clinici e paraclinici permettono di affermare scientificamente che non esiste alcuna modificazione patologica dei parametri oggettivi studiati: elettroencefalogramma, elettrooculogramma,  elettrocardiogramma, potenziali uditivi.

-  Non  si tratta di epilessia: lo dimostrano gli elettroencefalogrammi.

-  Non  si tratta di sonno: lo dimostrano gli elettroencefalogrammi.

-  Non  si tratta di sogno: lo dimostrano gli elettroencefalogrammi.

-  Non  si tratta di allucinazione nel senso patologico del termine. Non  un'allucinazione uditiva o visiva legata a un'anomalia al livello dei recettori sensoriali periferici (vie uditive e visione normali). Non  un'allucinazione parossistica: lo dimostrano gli elettroencefalogrammi. Non  un'allucinazione di tipo onirico (sogni) come possono essere osservate nelle confusioni mentali acute o nel corso dell'evoluzione delle demenze atrofiche.

-  Non  si tratta di isteria, di nevrosi o di estasi patologica, perch i veggenti non hanno alcun sintomo di queste affezioni in tutte le loro forme cliniche.

-  Non  si tratta di catalessi, perch durante l'estasi i muscoli della mimica non sono inibiti, funzionano normalmente.

Prosegue il testo: I movimenti (di attenzione) del globo oculare dei veggenti cessano simultaneamente all'inizio dell'estasi e riprendono simultaneamente (al secondo) alla fine dell'estasi. Durante l'estasi gli sguardi convergono  e c' come un faccia a faccia tra i veggenti e una persona che noi non abbiamo visto. Questi giovani hanno sempre un comportamento non patologico; durante l'estasi essi sono in stato di preghiera e di comunicazione interpersonale. I giovani di Medjugorje non sono degli emarginati, sognatori, stanchi della vita, angosciati; sono liberi e felici, ben inseriti nel proprio paese e nel mondo moderno. A Medjugorje le estasi non sono patologiche e non c' imbroglio. Nessuna denominazione scientifica ci pare adatta a designare questi fenomeni. Li definiremmo volentieri come uno stato di preghiera intensa, parzialmente separato dal mondo esterno, uno stato di contemplazione e di comunicazione coerente e sana, con una persona distinta che essi soltanto vedono, odono e possono toccare.
Nel 2001 il dottorJoyeux ebbe una nuova opportunit di esaminare a Medjugorje alcuni dei veggenti, utilizzando apparecchiature pi recenti e sofisticate. In questo caso non sono stati pubblicati i dettagli scientifici dell'indagine, ma in una conferenza stampa il medico ha attestato la conferma di quanto aveva riscontrato una quindicina di anni prima, cio il completo distacco dalla realt provocato dall'estasi, spiegabile unicamente con l'imporsi di un fenomeno ultranaturale.
Per l'abb Laurentin, che viene tuttora considerato il maggior esperto al mondo di apparizioni mariane (riguardo alle quali sta preparando una voluminosa enciclopedia), i risultati scientifici permettevano di trarre una serie di conclusioni, su cui ritengo sia impossibile trovarsi in disaccordo. Lo schema del teologo  cos sintetico e preciso che vale la pena proporlo nella sua completezza:

-  L'estasi appare come uno stato funzionale, nel quale le percezioni sensibili ordinarie sono sospese, a vantaggio della percezione visiva di una persona che non interferisce con i determinismi di questo mondo e che non perturba affatto la vita dei veggenti, nella quale l'estasi si inserisce, armoniosamente, senza difficolt, senza ne transizione, ne rottura.
-  L'estasi non  affatto patologica. Essa  uno stato coerente e benefico per i veggenti. Essa non degrada la loro identit, ne le loro differenze. Le porta anzi a compimento. Innalza questi adolescenti ordinari a quella qualit umana e spirituale che si impone in condizioni difficili e provoca l'ammirazione di tutti (fatta eccezione per l'osservatore prevenuto che cerca sistematicamente di intimidirli per scoprire nelle loro affermazioni ingenue e spontanee delle contraddizioni o delle menzogne).
-  Dati convergenti manifestano come si tratti di una percezione essenzialmente oggettiva, per la sua causalit, come per il suo scopo: il che non esclude l'elemento del segno inerente a ogni conoscenza umana, ne i limiti e le particolarit di un simile segno, alla misura del recettore. Questa percezione  pi reale di quella del mondo ordinario. Come il mondo ordinario  pi reale del mondo dei sogni, cos la Vergine per loro  pi reale del mondo ordinario: non  irreale, bens sovra-reale, perch non appartiene al nostro tempo. Essa vi si manifesta senza interferire con il suo determinismo, e ci deriva dal fatto che appartiene a un'altra durata: l'eternit di Dio.
-  L'estasi trasferisce i veggenti in una durata sui generis, diversa dal tempo degli orologi, con il quale essi perdono contatto. Essi vivono tutto ci nella preghiera. Vengono in tal modo appagati da quei brevi istanti che rifanno i loro legami profondi con Dio e la comunione dei santi.
-  Le etichette per utilizzare, per spiegare l'estasi (o per sbarazzarsene): allucinazine, emergenza dell'inconscio, ecc. non spiegano nulla e contraddicono l'osservazione scientifica. La scienza non ha strumenti per identificare l'oggetto dell'apparizione e prende atto onestamente di un limite. La risposta pi ovvia  quella dei veggenti che dicono di incontrare la Vergine Maria, Madre di Dio.
-  Il carattere negativo degli esami sensoriali durante l'estasi e le reazioni coerenti dei veggenti impongono l'ipotesi di una comunicazione spirituale (e reale) da persona a persona. Questa percezione, che avviene con mezzi diversi dalle percezioni ordinarie, presenta una coerenza (individuale e collettiva) al livello delle percezioni e delle reazioni che ne seguono, e un carattere di realt oggettiva.
-  La teologia cattolica sottolinea il carattere particolare del fenomeno: fatto diverso nella storia della Chiesa e della comunione dei santi, attraverso la relativit di un segno dato in un tempo e in un luogo limitati. I suoi criteri e quelli dell'esperienza mistica tendono a confermare che la percezione dei ragazzi ha per termine proprio Colei che essi riconoscono.
Anche in relazione ai suoi qualificati studi sulle vicende di Rue du Bac, Lourdes e La Salette, Laurentin pot screditare le ipotesi artificiose che qualcuno aveva improvvidamente avanzato:  1)  Dio imprimerebbe una immagine nella mente dei veggenti: ci non significa nulla per il medico, per lo psicologo e neanche per il teologo. E non spiega come mai questa percezione (tanto reale quanto un'altra, e anche di pi) comporti delle reazioni normali secondo lo schema ordinario: eccitazione, reazioni, e ci in maniera perfettamente integrata alla continuit della loro vita.  2)  L'inconscio (le cui possibilit, supposte illimitate, hanno delle buone spalle per sostenere qualsiasi ipotesi) proietterebbe soggettivamente una percezione esteriore. La normalit di ciascun soggetto e del gruppo, la sua evoluzione coerente e il suo progresso escludono questa ipotesi. Esclusa ancor pi radicalmente dai nostri test sarebbe l'ipotesi di angeli che imprimerebbero un'immagine sul fondo della retina (Poulain):  cosa che non ha molto senso in oftalmologia e secondo i meccanismi della visione.
Se la scienza poteva dare un suo risolutivo contributo, questo avvenne - come emerge dai fatti qui presentati - sin dagli inizi. E stata soltanto la colpevole indifferenza, se non un'inspiegabile cattiva fede, anche di responsabili ecclesiastici dell'epoca a consentire il perpetuarsi di dannose polemiche e di ridicoli fraintendimenti. Del resto, come dicevo nella prefazione a un altro mio libro (Miracoli. Quando la scienza si arrende), citando il noto apologeta e scrittore cattolico Gilbert K. Chesterton: Chi crede ai miracoli lo fa perch ha delle prove a loro favore. Chi li nega  perch ha una teoria contraria a essi. La documentazione di questo e dei prossimi capitoli sta a dimostrarlo a chiunque voglia onestamente confrontarsi con i fatti e non soltanto con le illazioni.


III. - GLI ESAMI DELLA SPEDIZIONE ITALIANA.

Il test dei potenziali evocati. - La pelle e il sangue. - Gli occhi e le ciglia. - Il battito del cuore. - Il giudizio complessivo.


Nel marzo del 1985 alcuni medici lombardi e piemontesi, e in particolare i dottori Luigi Frigerio e Giacomo Mattalia, che si erano coinvolti spiritualmente nelle vicende di Medjugorje, avevano svolto empiricamente alcuni studi sui veggenti, valutandone la risposta ad alcuni test sull'udito e sulla vista mentre l'apparizione era in corso. Con il passare dei mesi era emersa in loro l'esigenza di studi pi raffinati, che dessero un taglio radicale a tutte le incertezze tipiche dei rilevamenti puramente clinici. Per raggiungere tale obiettivo decisero di dar vita a un gruppo di lavoro che prese il nome di Associazione Regina Pacis (A.R.PA.), localizzato tra l'altro nello studio apologetico del rapporto tra la natura umana e il soprannaturale.
Fra la primavera e l'estate di quell'anno i medici del gruppo si riunirono in diverse occasioni per mettere a punto un piano completo di esami affidati a strumentazioni scientifiche che si erano intanto rese disponibili e mediante le quali il giudizio sull'estasi e sui veggenti non sarebbe stato soggettivo, in base alla sola esperienza clinica degli specialisti, ma oggettivo, stampato dal computer che avrebbe svolto la rilevazione. Come ha spiegato il dottor Mattalia, volevamo essere ancor meno criticabili nei nostri giudizi e risultati, evitando la conclusione qualunquistica di chi affermava che, essendo cattolici alcuni dei mmbri del gruppo di ricerca, essi giungevano inequivocabilmente a un risultato positivo su queste apparizioni.
Il punto che maggiormente stuzzicava i ricercatori era la possibilit di studiare i potenziali evocati per l'analisi clinica delle vie sensoriali, uditive, somatiche e visive, monitorando le reazioni spontanee che il cervello dei veggenti forniva - durante il fenomeno estatico - agli stimoli esterni di volta in volta somministrati. A rendere possibile tale valutazione era un nuovo apparecchio scientifico, l'Amplaid MklO, poco pi grande di un televisore e dunque facilmente trasportabile, che analizzava al computer le risposte cerebrali e le memorizzava, rendendo possibili successivi confronti ed elaborazioni.
La spedizione italiana, recatasi a Medjugorje dal 7 al 9 settembre 1985, ebbe inoltre a disposizione un equipaggiamento molto ricco, che consentiva un vasto campionario di esami: un algometro elettronico, per valutare la soglia di dolore in relazione a una stimolazione termica di intensit prestabilita; due estesiometri corneali, per analizzare la sensibilit oculare evocata dallo stimolo di un filo di nylon, di rigidit e peso regolabili, appoggiato sulla cornea; un poligrafo multicanale, per lo studio contemporaneo della frequenza respiratoria e cardiaca, della pressione arteriosa, della resistenza elettrica cutanea e della portata vascolare periferica (pletismografia), cos da accertare le variazioni emotive dei ragazzi in rapporto a modificazioni della situazione; un impedenzometro, per la registrazione del timpanogramma e la ricerca dei riflessi uditivi fondamentali. Infine, una telecamera con videoregistrazione per verificare la variazione del diametro della pupilla in relazione a modificazioni della luminosit ambientale o del tono del sistema nervoso vegetativo dei veggenti. Tutti i risultati sono stati dettagliatamente resi noti nel testo fuori commercio curato da Frigerio, Mattalia e Bianchi, e nel volume  L'estasi,  a firma di Margnelli, dai quali ho tratto le sintesi qui proposte, rimandando alle relazioni originali i lettori intenzionati ad approfondire i singoli dati scientifici.

I test dei potenziali evocati.

La tappa forse pi importante, in tutto il cammino di ricerca scientifica sui veggenti di Medjugorje,  stata rappresentata dal test dei potenziali evocati, che  una metodica non invasiva, utilizzata sia per individui inabili o che non possono cooperare, sia per mettere in luce eventuali simulazioni. Dal punto di vista medico esso consiste, con le parole del dottor Marco Margnelli, nel registrare e analizzare la risposta della corteccia specifica (e quindi in questo caso di quella acustica o visiva) a una stimolazione diretta e controllata dei recettori periferici (retina e coclea). La risposta viene registrata sotto forma di onde di potenziale con elettrodi posti sul cuoio capelluto direttamente al di sopra dei punti terminali delle vie che si stanno indagando.
Ma lo stesso medico ha spiegato, pi divulgativamente, con l'esempio di due telefoni: Se l'apparecchio dal quale si effettua la chiamata  rotto, o bloccato, i segnali verso il destinatario non potranno neppure partire. Nel caso di potenziali evocati acustici o visivi ci equivale a cecit retinica o sordit e cio a insensibilit dei recettori primari. Se poi c' qualche interruzione lungo i cavi (i nervi acustico o ottico) il segnale di chiamata pu analogamente non essere trasmesso, oppure pu passare solo parzialmente e arrivare incompleto e distorto. Infine, lungo la linea si potrebbero verificare delle interferenze che diano luogo a una comunicazione disturbata.
Queste ricerche sono state effettuate fra il 7 e il 9 settembre su Marija Paviovic e su Ivan Dragicevic, a cura del dottor Paolo Maestri e dell'ingegner Saverio Brighenti. Le loro conclusioni sono state che i tracciati ottenuti consentono di affermare che non sono evidenziabili modificazioni obiettive delle vie afferenti uditive fino al tronco e visive fino alla corteccia primaria, ne dal riflesso cocleo-stapediale. In altri termini, non si manifestano alterazioni nella trasmissione dei segnali nervosi ai livelli citati.
Pi dettagliata appare la successiva ricostruzione fatta dal dottor Margnelli: Vennero usati stimoli con variazione di luminanza e di contrasto e tipo flash. L'esame non pot essere condotto perfettamente a causa della brevissima durata delle estasi: si sarebbero dovute registrare cinquanta risposte, ma l'estasi  regolarmente finita prima che si potessero concludere le cinquanta stimolazioni. Malgrado ci, le risposte registrate risultavano del tutto uguali a quelle ottenute nello stesso soggetto in stato di veglia. Questo risultato  estremamente importante: ha dimostrato che nelle estasi di Medjugorje la retina era normalmente sensibile alla stimolazione luminosa e che la via visiva era normalmente libera fino alla stazione terminale.
Margnelli ha dettagliato anche le risposte alle possibili obiezioni che erano state avanzate prima di ottenere questi convincenti risultati: Dunque l'abolizione della sensibilit visiva non era dovuta a cecit della retina, ne a un blocco nella trasmissione dei segnali simili a quello che si verifica nel sonno Rem (cio la fase nella quale si hanno sogni dei quali spesso si conserva il ricordo, Nota dell'Autore), ma a un altro meccanismo. Si potrebbe dire che gli estatici di Medjugorje vedevano senza vedere o che i segnali sensoriali arrivavano normalmente nelle aree corticali specifiche, ma non entravano nella coscienza. Gli stessi risultati e le stesse considerazioni valgono per i potenziali evocati acustici. Tornando alla metafora telefonica, Margnelli ha spiegato che la situazione corrispondeva a una chiamata nella quale, dopo aver formato il numero, l'apparecchio chiamato suonava, ma nessuno rispondeva perch l'inquilino non era in casa.

La pelle e il sangue.

Nei pomeriggi del 7 e dell'8 settembre il veggente Jakov Colo venne sottoposto alla registrazione dei parametri sia prima (per la determinazione del cosiddetto "baseline", ossia il livello di riferimento e di controllo), che durante l'apparizione. Analizzando i risultati, il dottor Marco Margnelli riscontr due aspetti significativi per la valutazione dell'estasi. Per prima fu valutata l'attivit elettrodermica, con il seguente referto: Poich la resistenza elettrica della pelle , innanzitutto, funzione dello stato di sudorazione distrettuale, la variazione tonica osservata durante la prima estasi di Jakov indica che la pelle dei polpastrelli del secondo e del terzo dito della mano sinistra  andata leggermente asciugandosi durante il pur breve corso dell'evento. E poich, a sua volta, la sudorazione delle mani  regolata dal sistema simpatico, l'analisi della resistenza cutanea durante la prima estasi di Jakov dimostra che c' uno stato di ipertonia simpatica all'inizio dell'estasi, e che tale ipertonia si attenua nel corso dell'evento.
Sempre dai tracciati elettrodermici emerse la totale assenza di variazioni fasiche della resistenza elettrica cutanea. Nei soggetti in normale stato di vigilanza, brusche variazioni della resistenza sono frequenti e ampie, e in genere segnalano una emozione. La loro assenza nei tracciati di Jakov assume un duplice significato: innanzitutto che il soggetto era assente dalla realt e, secondariamente, che l'evento psichico che stava vivendo non conteneva stimoli emozionali. Quanto al primo significato, esso va inteso in senso strettamente probante: il cosiddetto riflesso psicogalvanico (oggi si preferisce chiamarlo "riflesso elettrodermico", Nota dell'Autore)  un indice estremamente sensibile. Quando viene registrato un tracciato in un ambiente come era quello della stanza delle apparizioni nel momento dell'estasi di Jakov,  normale riscontrare una serie di segnali dovuti a voci, rumori, movimenti delle persone, luci e cos via. Considerando che, nel frattempo, venivano svolte su Jakov anche stimolazioni corneali e cutanee, una non completa estraneazione dall'ambiente avrebbe fatto registrare risposte elettrodermiche sia spontanee che provocate. Sottoline dunque il dottor Margnelli: Mi ero preparato a osservare se all'istante delle stimolazioni comparisse un segno nel tracciato elettrodermico. Non  successo nulla. Pertanto, se un'estasi  innanzitutto "alienazione dei sensi", ci che vive Jakov pu essere un'autentica estasi.
Il secondo parametro rilevante emerse dalla pietismografa, l'esame che misura le variazioni di volume del sangue nel polpastrello di un dito. Come spieg sempre Margnelli, si  potuto dimostrare che durante l'estasi si verifica, nelle mani dei veggenti, una diminuzione dell'irrorazione capillare di circa il 70 per cento rispetto ai valori di controllo precedenti la modificazione dello stato di coscienza. L'osservazione fu effettuata due volte su Jakov Colo e una su Ivan Dragicevic: Alla fine dell'estasi si assisteva a un "rimbalzo vasodilatatore" e cio a un aumento di ampiezza delle pulsazioni capillari che andava oltre i valori di riferimento registrati negli stessi soggetti in stato di veglia rilassata. La registrazione dell'estasi veniva iniziata poco prima del cambiamento dello stato di coscienza, circa due-tre minuti, e gi in quel momento era visibile uno stato di vasocostrizione (e quindi di ipertono ortosimpatico) che arrivava quasi fino alla cessazione del flusso capillare. Una volta innescata l'estasi, si osservava un modesto aumento del flusso e alla fine si vedeva un "flusso torrenziale" come se all'improvviso avesse ceduto una diga.
In conclusione, secondo Margnelli, i ragazzi esaminati, in base alla resistenza elettrica cutanea, alla frequenza cardiaca, alla pressione arteriosa e all'ipertono capillare, si trovavano in una condizione definita come stato di ergotrofismo. Questo  il modo in cui viene interpretata l'estasi nella letteratura medica. Significa stato di stress enorme,  riscontrabile solamente in condizioni estreme (come, per esempio, nella sindrome da schiacciamento). Dunque non pu sussistere frode o bugia.
Il dottor Maurizio Santini ebbe invece il compito di svolgere i test mediante l'algometro elettronico: uno strumento costituito da una piccola placca d'argento (di un centimetro quadrato di superficie), tenuta costantemente alla temperatura di 50 gradi centigradi, che produce un leggero dolore se viene appoggiata alla cute (generalmente un dito, oppure il dorso della mano), stimolando quindi una reazione di allontanamento da parte di chi ne subisce il contatto. Il brusco spostamento del braccio blocca un cronometro elettronico che era automaticamente scattato al momento in cui il pistoncino era stato poggiato sulla pelle, cos da consentire la valutazione della soglia temporale di resistenza al dolore.
Ha sintetizzato Santini: Nei veggenti, allo stato di coscienza ordinario, i tempi oscillavano tra 0,3 e 0,8 secondi ed erano tra i valori medi normali trovati in un vasto campione di soggetti. Lo stimolo a 50 gradi per la durata di 4-5 secondi provoca una ustione: per questo i tempi di soglia dolorifica sono tempi determinati da me,  durante l'estasi, poich volevo evitare di giungere alla lesione. Solo per fare alcuni esempi: al dito medio sinistro la soglia  passata da 0,3 secondi (basale) a 3 secondi, e a livello del polso da 0,8 a 4,6. Margnelli ha aggiunto la precisazione che non sono stati raccolti elementi per giudicare se le vie dolorifiche fossero aperte, come quella acustica o visiva, fino alla corteccia (cosa del resto difficile, in quanto non  possibile fare i potenziali evocati dolorifici), ma certamente il dolore non veniva avvertito nella coscienza.

Gli occhi e le ciglia.

I dottori Luigi Frigerio e Luigi Farina si dedicarono invece alla raccolta di una serie di immagini fotografiche della pupilla e dell'iride (ossia la parte colorata dell'occhio) dei veggenti, prima, durante e dopo l'estasi. Normalmente la pupilla si dilata quando si verifica una riduzione della luce ambientale (e viceversa), ma una variazione del diametro pu anche verificarsi senza variazioni di luce, per modificazioni del sistema neurovegetativo intrinseche al soggetto esaminato. Per valutare metricamente i cambiamenti, fu applicato vicino all'occhio del veggente, sullo zigomo o sulla fronte, un cerotto sul quale era segnato un tratto lungo esattamente un centimetro.
Il 7 settembre  stata studiata Marija Paviovic: Poco prima dell'estasi la pupilla presentava un diametro pari al 36 per cento del diametro totale dell'iride. Durante l'estasi invece la pupilla appariva dilatata con un diametro pari al 55 per cento del diametro totale dell'iride. Subito dopo l'estasi la pupillometria si riduceva e, sempre a condizioni invariate di luce, risultava del 32 per cento rispetto al diametro dell'iride. L'8 settembre fu la volta di Jakov Colo, la cui pupilla durante l'estasi risultava pari al 42 per cento dell'iride, mentre subito dopo l'estasi il diametro pupillare si era ridotto al 36 per cento rispetto ai valori dell'iride, confermando l'esistenza di una modificazione funzionale del sistema neurovegetativo nei ragazzi di Medjugorje, in relazione al verificarsi del fenomeno estatico.
Un'ulteriore serie di sperimentazioni riguard la sensibilit corneale, che ha ben presente chiunque di noi si sia ritrovato con un bruscolino nell'occhio. Come ha ricordato infatti il dottor Margnelli, varie testimonianze agiografiche riferivano di mosche che passeggiavano impunemente negli occhi spalancati e persi nell'infinito di vari mistici in estasi (la pi recente si riferisce a Teresa Neumann). Nelle condizioni in cui ci saremmo trovati a operare, la stimolazione corneale avrebbe dovuto, quantomeno, evocare un riflesso di ammiccamento(chiusura delle palpebre). Questo, a sua volta, avrebbe fornito ottime informazioni su un riflesso non mediato dalla coscienza.
Innanzitutto vennero visionate diverse videoregistrazioni, contando quanti ammiccamenti spontanei delle ciglia ci fossero prima, durante e dopo le estasi. Marija Paviovic, fuori dall'estasi, presentava mediamente un ammiccamento ogni 2,4 secondi, mentre durante l'estasi ne aveva uno su 44 secondi. Jakov Colo ne presentava, in media, uno ogni 1,7 secondi fuori dall'estasi e uno ogni 7,4 durante l'estasi. Dunque Frigerio e Farina poterono attestare che lo studio dell'ammiccamento spontaneo dimostra che si verifica una netta riduzione dell'ammiccamento palpebrale durante il periodo estatico, con una variazione soggettiva tipica di ciascun individuo.
Successivamente si controll anche la reazione alla stimolazione corneale mediante l'estesiometro. Jakov fu ancora una volta il protagonista dell'esame, il quale mostr che il riflesso di ammiccamento non veniva evocato nemmeno con lo stimolo massimo di 190 milligrammi di pressione, quando normalmente, nello stato ordinario di coscienza, ne bastano 4 e in Jakov ne erano stati sufficienti appena 2. In una seconda estasi, in Jakov il riflesso dell'ammiccamento fu evocato, ma la videoregistrazione ha mostrato che proprio in quel momento il veggente stava uscendo dallo stato modificato di coscienza.

Il battito del cuore.

Il parametro pi ampiamente studiato a Medjugorje, come era accaduto per altre estasi del passato, fu la frequenza delle pulsazioni cardiache. Nella precedente ricerca del dottor Joyeux, questi dati non erano stati considerati significativi in quanto essi esprimono la reazione del comportamento emozionale se si ammette (ed  probabile) che il periodo dell'estasi, la sua preparazione e il suo seguito corrispondono a un avvenimento sempre nuovo e paranormale per il veggente. Il gruppo guidato dal dottor Frigerio ritenne invece che la registrazione a Medjugorje poteva essere rapportata a quanto era stato riscontrato in analoghe situazioni da altri autori, che per le estasi e altri fenomeni similari avevano parlato di uno stato neurofisiologico ben preciso, che coinvolgeva a differenti livelli importanti centri nervosi.
  Nella sintesi di Frigerio, le frequenze rilevate su Jakov Colo, Ivan Dragicevic, Marija Paviovic e Vicka Ivankovic hanno messo in luce aspetti interessanti: 1)  L stato di base dei giovani testati  da considerarsi ai limiti superiori della norma. In diversi rilevamenti (Vicka, Marija) il baseline  gi fuori dalla norma e perci queste persone hanno gi di base una situazione neurovegetativa di elevata simpaticotonia (il sistema che regola la frequenza di pulsazione, Nota dell'Autore). 2)  Durante la pre-estasi, l'ipertonia simpatica subisce un ulteriore incremento con variazioni della frequenza comprese fra il 10 e il 20 per cento in pi. 3) Durante i primi secondi dell'estasi scatta un innesco che porta a valori elevati la frequenza, determinando il massimo dell'ipertonia simpatica. 4) Trascorsi all'incirca dieci secondi, la frequenza si stabilizza su valori che corrispondono al 25-70 per cento dei valori basali e al 15-60 per cento dei valori della pre-estasi. Finita l'estasi, i valori della frequenza cardiaca si riportano ai valori della pre-estasi e rimangono tali per circa quindici minuti. Dopo ritornano anche sotto i valori basali riscontrati durante la giornata.
Anche Margnelli ha concordato sull'importanza di tali rilevazioni. Analizzando quattordici registrazioni elettrocardiografche pubblicate nello studio di Frigerio ha identificato tr diversi comportamenti della frequenza cardiaca:  1) Il pi comune, nel quale, da una frequenza basale nei limiti della norma (non superiore a 90 battiti al minuto) poco prima dell'estasi, si balzava a valori tra i 100 e i 120 al minuto e poi, nei primi dieci secondi dell'estasi, si arrivava a valori di 180 al minuto. Dopo tale acme si osservava una lenta diminuzione della frequenza mano a mano che l'estasi procedeva, mentre, finito l'evento, si osservava una ulteriore diminuzione o una stabilizzazione su valori leggermente superiori alla frequenza basale. 2) Un secondo comportamento, nel quale la frequenza basale, vari minuti prima dell'estasi, era gi oltre i limiti massimi delle frequenze di riposo (oltre le 90 pulsazioni al minuto) e poco prima dell'evento balzava a valori ancora maggiori. Nei primi dieci secondi dell'estasi saliva oltre le 130 pulsazioni al minuto, ma poi non variava per il resto dell'evento e, alla sua fine, rimaneva al di sopra delle frequenze di riposo.
Nell'ultima situazione, Margnelli ha guardato alle origini:  3) Un terzo caso - che ha caratterizzato soprattutto le estasi delle apparizioni del primo anno di Medjugorje, il 1981 (con estasi diverse da quelle ben ritualizzate del 1985)  -  nel quale la frequenza basale prima dell'estasi poteva trovarsi, a tratti, entro i limiti della norma (al di sotto delle 90 pulsazioni al minuto), oppure attorno a 120 al minuto. Sempre in questo terzo tipo di comportamento, va incluso il caso in cui poco prima dell'estasi si registravano frequenze sulle 130-140 pulsazioni al minuto, ma poi nei primi dieci secondi dell'estasi si osservava una brusca caduta della frequenza addirittura ai valori basali. In sostanza, il dato costante  stata l'intensa e, nel primo caso, addirittura preoccupante tachicardia che precedeva l'ingresso e contrassegnava i primi dieci secondi dell'estasi: indubbiamente il segno di una imponente attivazione ortosimpatica (ossia acceleratrice del battito cardiaco, Nota dell'Autore). D'altra parte, nei racconti autobiografici di molti estatici, l'imminenza del rapimento  spesso preannunciata proprio da una improvvisa e breve tachicardia nella quale viene riconosciuto il segno dell'amore divino.

Il giudizio complessivo.

A met degli anni Ottanta, il teologo e psicologo padre Slavko Barbarie compil una Relazione sulla fenomenologia delle visioni di Medjugorje, fatta conoscere sia alla diocesi di Mostar che in Vaticano, nella quale propose una sintesi complessiva delle ricerche scientifiche: 
1)  Nessuno dei veggenti presenta una struttura mentale isterica, ne una particolare suggestionabilit, mentre la funzione immaginativa  equilibrata; sono socievoli.
2)  Gli elettroencefalogrammi hanno provato che il ritmo alfa  continuo e sincrono in tutte le zone del cervello.
3)  L'elettrooculogramma dimostra che durante la visione i movimenti oculari cessano, non reagiscono con le palpebre ne a movimenti esterni ne alla luce, non vedono lo schermo collocato davanti alle pupille.
4)  Anche se non si sente parlare durante l'apparizione, il filmato dei movimenti muscolari del diaframma rivela gli stessi tratti presenti nel parlare normale, e i veggenti non sentono i suoni del mondo esterno, anche se i canali auricolari sotto la corteccia cerebrale funzionano normalmente;  altri test provano l'insensibilit al dolore.
5)  Il contemporaneo inginocchiarsi all'inizio dell'apparizione. La contemporanea scomparsa della voce e la sua ricomparsa alla recita del Padre nostro e il contemporaneo reagire degli occhi non hanno una spiegazione scientifica.
6)  In base a tutti i test si pu affermare che durante la visione i veggenti non dormono, non sognano e che sono escluse qualsiasi malattia mentale e influenza malefica.
L'8 ottobre 1985 a Paina, nei pressi di Milano, si svolse un convegno scientifico internazionale che a tutt'oggi rappresenta uno dei momenti pi forti di confronto tra gli esperti (fra i quali c'erano anche l'arcivescovo Pavei Hnilica e l'abb Rene Laurentin). I risultati della ricerca capitanata dal dottor Frigerio vennero presentati nei dettagli e discussi insieme con altri medici che non avevano preso parte al sopralluogo a Medjugorje. Al termine del dibattito Frigerio chiese ai presenti se avessero riscontrato indizi negativi o contraddittori, al fine di stabilire la normalit o la patologicit dei ragazzi di Medjugorje, e in risposta non ebbe alcuna obiezione.
Un significativo parere fu in questa occasione offerto dalla psichiatra polacca Wanda Poltawska, tra l'altro amica sin dalla giovent di papa Wojtyla: Vicka mi  sembrata una ragazza semplice, con una fisionomia per nulla eccezionale, eppure durante l'estasi il suo viso sembrava completamente trasfigurato, pi bello. Questi ragazzi sono insieme e agiscono in perfetta sincronia senza segnali. Fuori di chiesa sono semplici, naturali, normali. Si comportano allo stesso modo di tutti gli altri ragazzi. Il luogo poi irradia pace e serenit. Sono ragazzi sorridenti che non fanno troppo rumore: pregano e cantano insieme. Di fronte ai conflitti del nostro mondo, la Madonna corre l in aiuto del gruppo umano pi esposto al pericolo: i ragazzi. A loro la Madonna vuole fare catechismo.
Il 14 gennaio 1986 una Commissione teologico-scientifica  -  composta da diciassette scienziati, medici, psichiatri e teologi provenienti dall'Italia e dalla Francia  -  si riun ancora a Faina per elaborare un testo di sintesi basato sulle ricerche del 1985, le cui conclusioni si sono mostrate in linea con quanto aveva sottolineato in precedenza padre Barbarie:
1)  Sulla base di test psicologici, per tutti e ognuno dei veggenti  possibile con certezza escludere frode e inganno.
2)  Sulla base di esami medici, di test e di osservazioni cliniche, per tutti e ognuno dei veggenti  possibile escludere allucinazione patologica.
3)  Sulla base dei risultati di ricerche precedenti, per tutti e ognuno dei veggenti  possibile escludere una interpretazione puramente umana di queste manifestazioni.
4)  Sulla base di informazioni e osservazioni documentabili, per tutti e ognuno dei veggenti  possibile escludere che queste manifestazioni siano di ordine preternaturale, cio sotto influenza demoniaca.
5)  Sulla base di informazioni e osservazioni documentabili, esiste una corrispondenza tra queste manifestazioni e quelle normalmente descritte nella teologia mistica.
6)  Sulla base di informazioni e osservazioni documentabili,  possibile parlare di progressi spirituali e di progressi nel campo teologico e delle virt morali dei veggenti, dall'inizio delle apparizioni fino a oggi.
7)  Sulla base di informazioni e osservazioni documentabili,  possibile escludere insegnamenti e comportamenti dei veggenti che siano in chiara contraddizione con la fede e con la morale cristiana.
8)  Sulla base di informazioni e osservazioni documentabili,  possibile parlare di buoni frutti spirituali nelle persone che sono attirate dall'attivit supernaturale di queste manifestazioni e nelle persone favorevoli a esse.
9)  Dopo pi di quattro anni, le tendenze e i differenti movimenti che sono nati attraverso Medjugorje, come conseguenza di queste manifestazioni, influenzano il popolo di Dio nella Chiesa, in completa armonia con la dottrina e con la morale cattolica.
10)  Dopo pi di quattro anni,  possibile parlare di frutti spirituali permanenti e oggettivi dei movimenti generati attraverso Medjugorje.
11)   possibile affermare che tutte le buone e spirituali iniziative della Chiesa, che sono in completa armonia con l'autentico magistero della Chiesa, trovano appoggio negli eventi di Medjugorje.
12)  Conseguentemente si pu concludere che, dopo un profondo esame dei protagonisti, dei fatti e dei loro effetti,  bene per la Chiesa riconoscere l'origine supernaturale e quindi lo scopo degli eventi di Medjugorje.
Dal canto proprio, anche il dottor Margnelli ha proseguito gli studi e le verifiche, soprattutto svolgendo un confronto diretto fra estasi e ipnosi e cercando di riprodurre la fenomenologia estatica negli stati di trance. Come ha sintetizzato lui stesso, si  tentato: 1) di indurre, in soggetti che non avevano mai avuto estasi, uno stato psicofisiologicamente differenziato come quello osservato a Medjugorje e in altre occasioni di ricerca sul campo;  2) di riprodurre, con l'ipnosi, il quadro psico-fisiologico spontaneo in soggetti che avevano le estasi;  3) si sono paragonate la psicofisiologia di un'estasi ipnotica con quella dell'estasi spontanea.
Il risultato non lasci spazio a dubbi: Finora non  mai accaduto che le due psicofisiologie fossero sovrapponibili. E un'ulteriore conferma il medico l'ha forniva anche nel 1998, dopo ulteriori sperimentazioni: Negli esperimenti condotti a tutt'oggi, non abbiamo mai potuto osservare una replica, neanche parziale, della fenomenologia psicofisiologica dell'estasi indotta con delle suggestioni ipnotiche. Parole cos chiare rafforzano la convinzione che anima ormai decine di milioni di devoti della Regina della Pace e spazzano via le ombre che qualcuno ha voluto seminare in questi anni, senza mai riuscire nel proprio intento distruttivo.
Il trascorrere degli anni, dunque, non soltanto ha ribadito i giudizi che erano stati dati dagli esperti sin dai primissimi tempi, ma li ha corroborati mediante le ulteriori sperimentazioni rese possibili dalle innovazioni tecnologiche e scientifiche. Una chiara dimostrazione che fede e ragione non sono mai rivali, ma possono ambedue collaborare nel raggiungimento della verit trascendente. E ulteriori indiscutibili prove giungeranno anche dalle ricerche pi recenti, proposte nel successivo capitolo.


IV. - LE INCHIESTE DEGLI ULTIMI ANNI.

La nuova indagine internazionale. - A confronto con il 1985. - Una fitta sequenza di esami. - L'emozione dell'estasi. - Le conferme si moltiplicano.


Nel 1988 un allievo del professor Yvon Saint Arnaud, pioniere della ricerca psicologica dapprima in Francia e successivamente in Canada, riusc a convincerlo a compiere un viaggio a Medjugorje, assicurandogli che l'incontro con i veggenti avrebbe rappresentato per lui un motivo di grande interesse, sia spirituale che scientifico. Lo psicologo accett la sollecitazione ed effettivamente ebbe l'opportunit di esaminare approfonditamente alcuni dei ragazzi, constatando in loro una significativa maturit sotto un triplice punto di vista: psico-sociale, personale e religioso.
Un aspetto che aveva particolarmente colpito il professore, soprattutto in relazione a precedenti esperienze con presunti mistici, era quello psico-sociale, in quanto egli pot osservare le interazioni naturali fra i veggenti di Medjugorje e altri abitanti del paese, annotando che nessuno aveva verso di loro particolari attenzioni e curiosit, ne i veggenti si comportavano come chi cercasse qualche forma di notoriet o di protagonismo. La loro condotta pratica, attest Saint Arnaud, conferma cos la verit del loro desiderio di essere "come gli altri". Un inserimento del genere non sembra assolutamente compatibile con una malferma salute mentale.
Fra i principali tratti della maturit personale lo psicologo riscontr la veracit (I veggenti affermano le cose come sono e senza il minimo desiderio di presentarle sotto una luce favorevole), la spontaneit (Nessuno dei veggenti ha costruito le sue opinioni su qualcosa di diverso dalla loro esperienza personale; le risposte rivelano un'intelligenza viva, aperta e pronta), il realismo (Al di fuori dei loro momenti di preghiera, quasi non parlano a Dio, n hanno conversazioni inferiori con Lui; questa assenza quasi totale di attivit immaginativa sulla Vergine durante le occupazioni ordinarie della giornata conferma implicitamente che essi non coltivano alcun attaccamento o compiacimento o tendenza a fuggire la realt per nutrirsi di illusioni meravigliose o fantasmagoriche) e l'apertura verso il mondo (Notevole assenza di ripiegamento su se stessi; la loro apertura supera la comunit locale e nazionale per abbracciare il mondo).
Di grande interesse per la nostra visuale d'osservazione  stata inoltre la valutazione della maturit religiosa dei veggenti. Lo studioso rilev come caratteristiche peculiari il senso della redenzione dei peccati e della correzione dei difetti (Con espressioni sconcertanti per la loro verit e la loro profonda umilt, i veggenti dicono anche come la Vergine li incoraggi a riconoscere le loro colpe, a sforzarsi per migliorare la loro condotta personale in una maggiore fedelt quotidiana alla vita cristiana), la dimensione dell'abbandono fiducioso e sereno alla provvidenza (Essi hanno l'abitudine di vivere atteggiamenti interiori, orientamenti di fiducia non finalista o passiva o rinunciataria nei confronti di Dio, ma dinamica, vivace, inventiva, creatrice, in libera collaborazione con la provvidenza) e il realismo nell'integrazione della loro esperienza religiosa con la loro vita quotidiana (Per quanto sconcertante possa essere forse l'assenza o la scarsa presenza della contemplazione mistica nei veggenti, il loro saper tranquillamente tradurre le loro esperienze nella banalit del quotidiano appare come una prova tradizionale dell'autenticit propria della loro esperienza religiosa).
La conclusione del professor Saint Arnaud fu netta: Niente, negli incontri con Jakov, Ivan, Marija, Vicka e Ivanka, ne nei comportamenti socio-culturali e socio-religiosi che abbiamo osservati in loro, sembra mostrare una tendenza all'inganno, all'isteria, all'allucinazione, alla semplice diminuzione della funzione del reale, dal punto di vista personale, sociale e religioso.

La nuova indagine internazionale.

Nella prima met degli anni Novanta il tragico conflitto scoppiato nella ex-Jugoslavia, che rese difficoltosi per diverso tempo anche i pellegrinaggi a Medjugorje, imped la realizzazione di ulteriori progetti di ricerca, che pur erano stati ipotizzati. Nonostante si fossero gi accumulate prove su prove, come abbiamo visto nella ricostruzione delle precedenti pagine, la persistente ostilit del nuovo vescovo di Mostar, monsignor Ratko Peric, suggeriva infatti di andare il pi possibile a fondo in ogni direzione, per mettere la parola fine a una situazione problematica da gestire per i francescani di San Giacomo.
Nel 1997, tornata ormai agibile la situazione, il parroco padre Ivan Landeka volle nuovamente fare il possibile per provare l'autenticit degli eventi di Medjugorje al di l di ogni forma di inganno e di psicodinamica individuale o collettiva, sapendo bene che ogni giudizio ecclesiale su fenomeni straordinari presuppone la prova tecnica che il fenomeno  avvenuto e che esso non  spiegabile in base alle attuali conoscenze scientifiche. Infatti la domanda teologica intorno alla possibilit di una connessione trascendentale si pone soltanto dopo la prova tecnica d'un fenomeno come la presunta estasi dei sei veggenti.
Padre Landeka decise dunque di commissionare una ricerca psicofisiologica indipendente, proponendone il coordinamento a padre Andreas Resch, la cui preparazione in materia era garantita dal fatto di essere stato a lungo professore di psicologia clinica e di paranormologia nell'Accademia Alfonsiana, che appartiene alla piccola ma qualificata compagine delle Universit pontificie di Roma. Terminata l'esperienza romana, padre Resch si era trasferito a Innsbruck, per fondare e dirigere l'Istituto per le zone di confine della scienza, dove ha continuato le proprie ricerche, in stretto contatto con altri istituti omologhi. Dopo qualche iniziale resistenza, il religioso accett e, a propria volta, coinvolse il direttore e il vicedirettore del Centro studi e ricerche sulla psicofisiologia degli stati di coscienza di Milano, rispettivamente i dottori Marco Margnelli e Giorgio Gagliardi, insieme con un'altra dozzina di medici e psicologi.
Essendo trascorsi diversi anni dalle precedenti osservazioni guidate da Joyeux e da Frigerio, i ricercatori formularono innanzitutto una serie di quesiti ad ampio Spettro ai quali, con questo nuovo studio, intendevano dare risposta:  1) I soggetti erano stimolati da condizioni psicologiche personali tali da indurre aspettative di fenomenologie straordinarie?  2) I soggetti hanno subito degli influssi religioso-culturali dell'ambiente locale che hanno provocato o favorito l'avvio di queste fenomenologie straordinarie?  3) I soggetti hanno subito un condizionamento mentale tale da formare il gruppo dei cosiddetti veggenti?  4) I soggetti sono stati plagiati o manipolati da una persona che, per il suo ascendente sui ragazzi, ha immesso i medesimi in un'esperienza suggestiva tale che poi ha avviato le estasi/visioni collettive?  5) I soggetti hanno avuto delle esperienze profonde spontanee iniziali, come gli stati religiosi di coscienza modificati, non guidate?  6) I soggetti, dopo le esperienze iniziali di estasi/visione/apparizione, hanno in seguito sostenuto la loro esperienza con una ripetizione solo comportamentale della medesima come difesa personale di quanto avevano detto inizialmente?.
La ricerca si svolse in quattro fasi, tra aprile e dicembre del 1998, e coinvolse tutti i sei veggenti. In particolare, il 22 e 23 aprile a Capiago Intimino (Como) Ivan Dragicevic, Marija Paviovic e Vicka Ivankovic furono sottoposti alle indagini psicologiche e medicopsichiatriche; il 23 e 24 luglio a Medjugorje Mirjana Dragicevic, Ivanka Ivankovic e nuovamente Vicka Ivankovic affrontarono i colloqui psicologici; il 3 novembre, ancora a Medjugorje, fu sottoposto al colloquio psicologico Jakov Colo; infine, il 12 dicembre a Capiago venne registrato uno stato estatico di Marija.
Si  trattato di un'indagine molto variegata e complessa. Per comprenderla  perci opportuno iniziare proprio dalla presentazione dei risultati, stringati ma chiarissimi: I soggetti studiati tramite anamnesi personale ed esami strumentali hanno dimostrato che:
1) Inizialmente hanno avuto un'esperienza inusuale, che ha poi determinato la prosecuzione del loro comportamento di stato modificato di coscienza tipo estatico, con una visione che essi presentano tuttora, sebbene con caratteristiche meno intense.
2) Tali esperienze provocano tuttora delle modificazioni di alcuni parametri biologici misurabili.
3) Il comportamento durante il loro stato modificato di coscienza, con le limitazioni dello studio eseguito, non ha le caratteristiche prevalenti dell'ipnosi, ma quelle dello stato modificato di coscienza di tipo estatico/con visione/apparizionale.
4) L'ipotesi dell'inganno cosciente e della frode non ha trovato un supporto psico e neurofisiologico.

A confronto con il 1985.

Per poter giungere alla conclusione appena presentata, i ricercatori svolsero innanzitutto un approfondimento della storia personale dei sei veggenti, concentrando l'intervista essenzialmente sulle primissime apparizioni, in quanto esperienze inusuali e del tutto nuove si imprimono nella memoria fin dall'inizio, provocando sorpresa e coinvolgimento emozionale. Tali esperienze, dette anche esperienze-chiave, si imprimono nella memoria a lungo termine in forma indelebile.
Nel 1998, a distanza di diciassette anni dall'inizio delle apparizioni, il gruppo di indagine certific che tutti i veggenti presentano esperienze di questo tipo, caratterizzate da un aspetto di contenuto e da un aspetto qualitativo. Il contenuto dell'esperienza-chiave viene formulato in modo quasi univoco con queste parole: "La persona che appare ha un vestito grigio, un velo bianco, una corona di stelle, capelli neri e occhi azzurri". L'aspetto qualitativo dell'apparizione viene descritto invece con le seguenti parole: " qualcosa di meraviglioso, non ci sono parole per descriverlo". La concordanza delle asserzioni sui ricordi delle prime apparizioni fanno pensare a un'esperienza comune e non a una proiezione personale causata o motivata da desideri individuali.
I medici verificarono quindi le condizioni psico e neurofisiologiche dei veggenti, prima, durante e dopo l'apparizione, tenendo presenti gli studi che avevano dimostrato la diversa neurofisiologia fra lo stato estatico e lo stato ipnotico. Si legge nella relazione di sintesi: Anche nella registrazione di queste ricerche la rievocazione del ricordo in ipnosi di una precedente visione non ha riprodotto lo stato estatico che i soggetti registrati manifestano durante le loro visioni. Nelle estasi registrate durante questa ricerca  risultato evidente lo stato di iperattivazione emozionale (iperattivazione del sistema neurovegetativo ortosimpatico) gi riscontrato nel1985.
In riferimento alle precedenti ricerche, i soggetti non hanno mostrato la stessa profondit neurofisiologica dello stato estatico riscontrato nel 1985, poich non erano completamente staccati dall'ambiente, ma neppure erano in uno stato di veglia ordinaria o di quotidianit. La spiegazione di questo risultato  che le loro visioni giornaliere o non giornaliere hanno diminuito l'impatto psicobiologico con la visione medesima. In parole pi semplici, il loro organismo si  abituato a questa esperienza inusuale e perci ha diminuito i meccanismi di risposta emozionale alla visione ed entra nello stato estatico pi facilmente e con meno attivazione dei vari sistemi biologici.
Molto interessante appare un preciso confronto tra gli studi del 1985 e quelli del 1998: Le registrazioni hanno dimostrato che, delle tr estasi di Marija, due presentavano le stesse caratteristiche gi da noi adottate nel 1985 per riconoscere uno stato di estasi, e cio: abolizione delle sensibilit, con diminuzione o scomparsa della risposta di orientamento; perdita parziale o totale del contatto con l'ambiente; ipertono simpatico. Nel 1985 questa fenomenologia era stata osservata in due estasi di Jakov e parzialmente in una di Ivan, mentre su Marija erano stati svolti soprattutto studi sui potenziali evocati e sulla frequenza cardiaca.
Perci, scrivono i ricercatori,  significativo trovare, a distanza di quattordici anni, nelle estasi di Marija segni concordanti con quelli delle estasi di altri veggenti dello stesso gruppo, nonch trovare un'ulteriore conferma delle descrizioni tradizionali dell'estasi. Oltre a ci, la lettura dei dettagli delle registrazioni ha permesso di riconoscere anche una fenomenologia da noi osservata in studi successivi al 1985 su veggenti/estatici diversi da quelli di Medjugorje.
Le spiegazioni entrano nel dettaglio scientifico, un po' ostico nella terminologia ma molto interessante nel contenuto: Per esempio, i fugaci vasospasmi subentranti osservati durante la preghiera di preparazione nel pletismogramma (la misurazione della portata vascolare periferica, Nota dell'Autore) delle estasi di Marija erano da noi gi stati osservati nelle estasi di altri veggenti e interpretati come gli indicatori di un aumento progressivo del tono emozionale fino alla soglia di innesco dell'estasi. In uno di questi soggetti i vasospasmi si osservavano particolarmente in coincidenza con i cambi di decina del Rosario e diventavano sempre pi intensi e pi lunghi, mano a mano che il veggente si avvicinava al termine del Rosario che precedeva la caduta in estasi. Tale fenomeno sembrava indicare il profondo legame che c' fra rito, emozione e attesa della visione (quasi un appuntamento) nelle estasi che si accompagnano ad apparizioni.
Per gli studiosi  risultato dunque significativo trovare nelle estasi di Marija un fenomeno che conferma all'estasi l'identit di uno stato modificato di coscienza autonomo, strutturalmente caratterizzato da una fenomenologia ben precisa, anche se non sempre obbligatoria. Infatti l'estasi del 12 dicembre 1998  iniziata all'improvviso, senza segni prodromici o modificazioni degli indici psicofisiologici, ma, una volta innescatasi, ha presentato l'abituale diminuzione della risposta di orientamento elettrodermica che noi riteniamo l'indice pi significativo dello stato d'estasi (esso, infatti, indica la perdita della sensibilit e del contatto con l'ambiente).

Una ftta sequenza di esami.

Durante l'indagine del 1998 i veggenti sono stati sottoposti a numerosi esami. Fra i tanti, propongo qui soltanto i pi importanti per i nostri interessi, cio quelli che maggiormente consentono di percepire la diversit fra lo stato pre o post-estasi e l'estasi vera e propria.
La prima a essere esaminata  stata Marija Paviovic, che nei pneumogrammi del 22 e del 23 aprile ha mostrato una significativa variazione dei cicli di respirazione. Durante la recita del Rosario, infatti, si evidenziavano delle caratteristiche triplette: A un primo ciclo, caratterizzato da una curva inspiratoria quasi verticale, e quindi rapida e profonda, e da una curva espiratoria lenta e dentellata, a causa della recita a voce alta delle preghiere, seguivano due cicli della stessa morfologia (a "dente di sega", in fase espiratoria), ma di ampiezza molto minore (circa un terzo del ciclo iniziale). Le triplette erano intervallate fra loro da brevi pause apnoiche di circa 5 secondi. Poco prima dell'ingresso in estasi, quando la preghiera corale era cessata, la respirazione della veggente era ancora caratterizzata da piccoli cicli inspiratori/espiratori a "dente di sega", con la frequenza di 14-16 al minuto.
Quando Marija  entrata in estasi si sono verificati cinque atti respiratori ravvicinati, di ampiezza disuguale, ma ancora a "dente di sega", seguiti da altri cinque cicli di ampiezza ancora minore, ma di differente morfologia  e cio formati da curve in/espiratorie di pendenza e durata uguali tra loro. In altre parole, la morfologia dei cicli si  mutata in curve "a tenda", indicando una respirazione regolare, della frequenza di circa 20 cicli al minuto. L'ampiezza degli atti respiratori era paragonabile a quella del periodo silenzioso immediatamente precedente l'ingresso in estasi. Al termine dell'estasi, insieme con l'inizio della recita di una nuova preghiera corale, si  osservata la ricomparsa di una respirazione a "dente di sega", ma senza triplette.
Sempre a proposito di Marija  risultato interessante il test sull'attivit elettrodermica. Quella spontanea  rimasta costante su valori medi di 5 onde Gsr (= riflesso galvanico cutaneo, Nota dell'Autore) al minuto per tutto il tempo precedente l'estasi, mentre in corrispondenza dell'apparizione tale valore  nettamente aumentato con un picco di 12 onde Gsr al minuto e una media durante l'estasi di 9 onde Gsr al minuto. Quella evocata con stimoli tattili ha invece mostrato, prima dell'estasi, onde Gsr con ampiezze spesso oltre il limite superiore della scala di sensibilit dello strumento, mentre nel corso dell'estasi gli stimoli hanno suscitato onde Gsr di ampiezza molto ridotta (da met a un terzo dei valori di controllo), indicando una parziale perdita di contatto con la realt esterna.
Per quanto riguarda Ivan Dragicevic  stata significativa l'ipnosi effettuata dal dottor Gagliardi il 23 aprile 1998, durata complessivamente 26 minuti, con la rievocazione dell'esperienza estatica dal 17 al 23 minuto. Nell'occasione  stata misurata l'attivit elettrodermica di Ivan e si sono manifestate le caratteristiche variazioni gi notate in Marija: Durante l'induzione e fino al 15 minuto  l'attivit elettrodermica fasica spontanea aveva una frequenza media di 2 onde Gsr al minuto. Dal 16 al 25 minuto l'attivit  salita a 5-6 Gsr al minuto, con una punta di 8 onde al 22 minuto, durante la rievocazione dell'apparizione, mentre l'ipnotista diceva che la Madonna gli stava sorridendo. Come nel corso delle ipnosi di Marija, alcune parole o frasi, quali "figura femminile", "alzi gli occhi" e "ti sorride", hanno evocato onde Gsr di notevole ampiezza, fino a saturare il livello di sensibilit dello strumento di registrazione.

L'emozione dell'estasi.

Mirjana Dragicevic  stata invece sottoposta a una visualizzazione guidata, durante la quale i medici hanno effettuato la registrazione poligrafica e la rilevazione Holter della pressione arteriosa. Il dottor Giorgio Gagliardi ha elaborato i risultati complessivi e ha attestato che Mirjana ha agevolmente rievocato quanto le era stato proposto: l'evento poi ha scatenato in lei anche la sequenza emozionale che accompagna la visione medesima, cio un'intensa emozione che la porta alla commozione, alle lacrime che precedono e accompagnano saltuariamente la visione.
In effetti la stessa ragazza si  meravigliata di quanto le stava accadendo, pur essendo consapevole che non si trattava di una visione reale. Tuttavia, ha precisato Gagliardi,  stata molto coinvolta dalle immagini mentali che si presentavano e che soprattutto ella non si aspettava di percepire con quella chiarezza e definizione di forma bidimensionale, e talvolta anche tridimensionale, che avevano, tanto che ha parlato di una esperienza piacevole, anche se non era proprio identica a quella della visione che ha ogni 2 del mese.
I ricercatori hanno potuto esprimere un giudizio positivo sulla veridicit di quanto attestato da Mirjana. La certezza maturata  stata infatti che la veggente ha avuto una visione immaginativa molto nitida, termine non molto scientifico, ma conosciuto nella descrizione delle tecniche di produzione delle immagini, che ha notevoli convergenze e divergenze  con le immagini mentali degli stati mistici (ossia spirituali) e misticiformi (cio provocati con tecniche mentali o fsiche, e come tali differenti dall'esperienza spirituale, anche se l'elemento religioso  il denominatore comune).
Un ultimo parametro psicofisiologico  stato studiato con interesse durante la ricerca a Capiago Intimino: quello della frequenza cardiaca, che a parere dell'quipe medica ha consentito di valutare meglio lo stato di attivazione che precede l'estasi. La frequenza del battito cardiaco  infatti determinata da due diversi tipi di comandi d'attivazione: uno  il neuroumorale, che influenza la frequenza in modo tonico, ed  correlato al livello di adrenalina in circolo nell'organismo; l'altro  il neurosimpatico, che comanda le reazioni fasiche, dovute all'azione diretta dell'ortosimpatico (eccitatore) o del parasimpatico (inibitore) sul cuore.
Nella relazione conclusiva vengono chiariti bene i termini della questione: Schematicamente, la frequenza cardiaca media all'inizio delle registrazioni (frequenza basale) era influenzabile da fattori attivanti simili a quelli in azione in uno studente prima di un esame. Eventuali incrementi tonici della frequenza che si fossero verificati durante la preghiera di preparazione avrebbero dovuto essere legati all'attesa dell'estasi, mentre eventuali modificazioni fasiche immediatamente prima dell'ingresso in estasi avrebbero potuto essere il correlato cardiaco della caduta in estasi, oppure una genuina reazione emozionale all'apparire della visione.
In tutti i cinque episodi studiati, tr di Marija e due di Ivan, la frequenza cardiaca gi dall'inizio delle registrazioni era su valori superiori alla frequenza basale media  per soggetti dell'et dei veggenti ed  andata aumentando mano a mano che ci si avvicinava all'entrata in estasi.
Infine, va osservato che la frequenza cardiaca media di Marija durante i due esperimenti di ipnosi  stata di gran lunga inferiore alla media del periodo che ha preceduto le estasi, quasi fosse venuto a mancare uno dei fattori emozionali che inducevano una accelerazione dei suoi battiti cardiaci.

Le conferme si moltiplicano.

La pi recente indagine scientifica risale al 25 giugno del 2005 ed  stata condotta dal neurologo francese Philippe Loron, gi primario nell'ospedale Salpetriere di Parigi, insieme con cinque collaboratori. Di tale esame non  ancora stato pubblicato un resoconto dettagliato, ma Loron ha intanto espresso alcune valutazioni preliminari, che confermano del tutto quanto era stato messo in luce nelle precedenti occasioni. Gli apparecchi che misurano l'attivit del cervello mostrano quali tipi di radiazioni vengono emesse durante l'apparizione, ha spiegato il neurologo, ed  interessante che, nel tempo in cui i veggenti dicono di avere l'apparizione, loro sono attivi, tengono gli occhi aperti, ma il cervello emette onde che non sono tipiche per tale condizione. Per il tempo delle loro estasi il cervello  assorbito da una percezione particolare, in uno stato paragonabile a un profondo rilassamento.
I ricercatori hanno nuovamente escluso qualsiasi patologia o malattia, compresa l'epilessia o altri disturbi nervosi. Inoltre le registrazioni dell'attivit cerebrale smentiscono tutti coloro che sospettano che i veggenti manipolino le persone intorno a loro. Sono completamente separati dal mondo esterno e in quei momenti non reagiscono a stimoli visivi o uditivi. Una forte luce  stata diretta davanti ai loro occhi, si  provocato rumore nei loro orecchi, ma essi non hanno reagito per nulla. Insomma,  ha concluso il dottor Loron, non so chi vedano i veggenti, ma, quando dicono di vedere l'apparizione, vivono veramente qualcosa di autentico.
Al termine di questa ampia ricognizione su tutto ci che la scienza ha prodotto indagando sui veggenti di Medjugorje, sulle loro reazioni fsiche e sulle risposte emozionali che mettono in mostra, credo che non occorra spendere molte parole per esprimere la certezza che in questa vicenda  -  che si prolunga ormai da venticinque anni  -  non si  davvero lesinato nel porre a disposizione di medici e scienziati tutto ci che era necessario, consentendo loro il raggiungimento di fondamentali e ineccepibili conclusioni. E bisogna onestamente dare atto agli stessi veggenti di non essersi mai sottratti a un faticoso impegno in qualche modo implicito nella loro missione di annuncio e di testimonianza a riguardo della veridicit delle apparizioni.
In ogni caso, a tali indagini scientifiche appartiene un ulteriore merito indiscusso: essendo stati comunicati i risultati, sin dalla met degli anni Ottanta, in Vaticano (dove li lesse personalmente anche Giovanni Paolo II), la Santa Sede riserv a s il caso, sottraendolo al vescovo locale che aveva l'intenzione di bocciarlo. In questo modo le polemiche locali non hanno pi avuto spazio nel giudizio, che  tuttora sospeso presso la Congregazione per la dottrina della fede e che - come  ovvio - rester tale per tutto il tempo in cui la Madonna continuer a manifestarsi ai veggenti.


V. - LE GUARIGIONI E I PRODIGI.

I due episodi meglio conosciuti. - Le testimonianze di suor Emmanuel. - Ogni libro parla di casi straordinari. - I fenomeni luminosi dei primi anni. - Apparizione pubblica per il ventennale.


Come ha sottolineato il direttore di Radio Maria padre Livio Fanzaga, lanciando quasi un appello dalle pagine del libro In attesa del segno, sarebbe urgente e opportuno poter disporre a Medjugorje di una Commissione medica permanente. Il modello di riferimento c' gi: il Bureau Medical istituito a Lourdes sin dal 1883 e che ormai da oltre centoventi anni esercita una attivit di approfondimento e di controllo sulle presunte guarigioni miracolose segnalate dai pellegrini nel santuario dei Pirenei (fino al 2006 assommano a sessantasette gli eventi, attribuiti all'intercessione della Vergine apparsa a Lourdes, dichiarati ufficialmente miracolosi dalle autorit ecclesiastiche).
In questo modo sarebbe finalmente possibile attuare una cernita a riguardo degli episodi riferiti all'intervento della Regina della Pace, tralasciando le cosiddette grazie e concentrandosi sugli eventi pi eccezionali. La Chiesa infatti, come ha ben spiegato nel volume Come si fa un santo il cardinale Jos Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, distingue fra l'aiuto divino che si ottiene per un buon esito delle attivit dell'uomo, ossia una particolare assistenza che Dio concede, intensificando le potenzialit naturali (la grazia, appunto), e un avvenimento che si differenzia rispetto all'usuale sviluppo della realt, esprimendosi come uno sconvolgimento delle leggi naturali, cio un fatto eccezionale determinato da una speciale virt divina, che supera il ritmo normale delle cose (ossia il miracolo).
Negli archivi della parrocchia di San Giacomo sono depositati numerosi dossier medici su presunte guarigioni prodigiose, i cui dettagli vengono raccontati in diverse pubblicazioni e su alcuni siti Internet dedicati alle vicende di Medjugorje. Ma, finch non avremo una commissione medica che autorevolmente pronunci un giudizio di inspiegabilit scientifica, sar irrealistico sperare nell'apertura dell'indispensabile inchiesta canonica da parte del vescovo della diocesi di residenza del presunto miracolato. Contrariamente a quanto normalmente si pensa, infatti, non sono le autorit vaticane o i responsabili di un santuario a sancire il miracolo, bens il vescovo competente per territorio.
Ancora con le parole del cardinale Saraiva Martins,  bene chiarire che la valutazione della veridicit di un presunto intervento divino  duplice: teologica e scientifica. Quella teologica tende a studiare negli atti l'accertamento di un miracolo, valutando se l'intercessione della Madonna si sia verifcata nel momento in cui la guarigione ha avuto uno straordinario risvolto. Ci che per  basilare  il previo giudizio scientifico degli esperti in medicina. Gli specialisti, singolarmente e collegialmente, sono chiamati a dichiarare se una determinata guarigione sia veramente inspiegabile alla luce della scienza medica attuale. E - perch una guarigione possa essere considerata come miracolosa - si deve constatare scientificamente che essa  stata istantanea, completa e duratura.
Gi nei primi anni delle apparizioni il dottor Thodore Mangiapan, responsabile del Bureau Medical di Lourdes, aveva  accolto l'invito dell'abb Rene Laurentin a valutare alcuni dossier raccolti a Medjugorje. A conclusione dei suoi studi, nell'aprile 1984 Mangiapan pubblic un articolo dove si legge un'autorevole presa di posizione: Il numero relativamente grande delle guarigioni pu essere messo in parallelo con quanto il dottor Dunot de Saint-Maclou chiamava, all'inizio di Lourdes, il "miracolo del numero". Nove casi meriterebbero una ricerca pi approfondita. Nove casi degni di interesse su cinquantasei presentati: si tratta di una buona percentuale, se si riveler fondata a un'analisi pi oggettiva.
Negli anni Novanta l'oggi defunto dottor Goran Korijan, presidente della sotto-Commissione scientifica nominata all'interno della Commissione episcopale iugoslava, selezion, fra le circa 350 guarigioni esaminate insieme con i suoi collaboratori, i casi di Diana Basile e di Damir Coric. Su queste due e su altre guarigioni, attribuite all'intercessione della Regina della Pace, sono stati condotti studi meticolosi da parte soprattutto dei medici curanti dei protagonisti di tali prodigi. In generale, si tratta di qualificati specialisti che non hanno avuto difficolt nell'ammettere il proprio stupore dinanzi a profondi cambiamenti nello stato di salute dei loro pazienti, spesso colpiti da patologie inguaribili. Dunque, pur non essendoci il sigillo definitivo della Chiesa, gli episodi qui raccolti si possono considerare comunque dotati di una qualificata certezza morale. I due episodi meglio conosciuti , Quello dell'italiana Diana Basile  molto probabilmente il pi noto caso fra le centinaia di guarigioni testimoniate a Medjugorje. Nata nel 1940, sposata e madre di tr figli, era impiegata negli Istituti clinici di perfezionamento a Milano quando, nel 1972, cominci ad avvertire problemi al lato destro del corpo, con tremori, difficolt a muovere la mano e cecit completa dell'occhio. Nel novembre di quell'anno fu visitata dal professor Carlo Lorenzo Cazzullo, nel Centro studi sclerosi multipla di Gallarate, e le venne diagnosticata una sclerosi a placche, con la prescrizione di diciotto mesi di congedo dal lavoro. Dopo circa un anno, il 24 settembre 1973, fu sottoposta alla visita collegiale di due medici del Centro traumatologico ortopedico di Milano, il neurologo Riva e il fisiatra Retta, i quali si espressero infavore della sospensione da qualsiasi attivit lavorativa, attribuendole un alto grado di invalidit. La donna per chiese e ottenne di restare al lavoro, pur con un trasferimento dal reparto di radiologia alla segreteria amministrativa, in quanto le sue condizioni non le consentivano un impegno di rilievo.
Il dottor Luigi Frigerio, che con altri specialisti ne ha ricostruito accuratamente il caso, descrisse cos la situazione: La paziente ha difficolt a camminare e a raggiungere il suo posto di lavoro, cammina male per difetto di sincronismo delle gambe (assenza di flessione del ginocchio destro). L'utilizzazione della mano destra e dell'arto superiore  praticamente impossibile per qualsiasi lavoro. L'incontinenza urinaria grave, che era stata constatata fin dal 1972,  divenuta totale e provoca delle dermatosi perineali. Si and avanti cos, fra alti e bassi, sino al gennaio 1984, quando le condizioni psico-fsiche della paziente hanno un crollo (crisi depressiva grave). Nel maggio successivo un suo collega di lavoro, l'infermiere professionale Natalino Borghi, la invit a un pellegrinaggio a Medjugorje organizzato da don Giulio Giacometti della parrocchia milanese di San Nazaro  ed ella, nonostante l'impossibilit di camminare e la cecit all'occhio destro, accett volentieri.
Che cosa accadde lo ha testimoniato la stessa Basile: Il 23 maggio 1984 mi trovavo ai piedi della scala vicino all'altare della chiesa di Medjugorje. In quel momento la porta si  aperta e io sono entrata nella sacrestia. Mi sono messa in ginocchio dietro la porta e allora sono entrati i veggenti. Quando i ragazzi si sono inginocchiati insieme, come spinti da una forza, ho udito un grande rumore, poi non ricordo pi nulla. Ricordo soltanto una gioia indescrivibile, e di aver rivisto come in un film alcuni episodi della mia vita che avevo completamente dimenticati. Alla fine dell'apparizione, ho seguito i veggenti che si dirigevano verso l'altare principale. Camminavo dritta come tutti gli altri e mi sono inginocchiata normalmente,  ma non me ne accorgevo.
In serata la signora rientr in albergo e not di essere tornata perfettamente continente e di non aver pi la dermatosi perineale. Anche l'occhio destro aveva recuperato la vista che era assente da dodici anni. In segno di ringraziamento, il giorno successivo Diana Basile percorse a piedi nudi, insieme con l'amico Natalino Borghi, i dieci chilometri fra Ljubuski e Medjugorje e lo stesso giorno sal sulla collina delle prime apparizioni. Tornata a Milano, venne sottoposta a diverse visite. In particolare, il 5 luglio 1984, fu esaminata dagli oftalmologi degli Istituti clinici di perfezionamento e l'esame della vista conferm una normalit di 10 decimi per l'occhio destro precedentemente affetto da cecit, mentre la capacit visiva dell'occhio "sano" era soltanto di 9 decimi.
L'altro caso eclatante ha per protagonista il croato Damir Coric, nato nel 1960. I suoi problemi cominciarono a diciassette anni d'et, quando si era da poco avviato al mestiere di operaio, con sintomi di debolezza alle gambe e deperimento generale. Nel marzo del 1980 cominci a effettuare una serie di visite e di analisi cliniche a Mostar e a Zagabria, in seguito alle quali gli venne diagnosticata una idrocefalia interna, ossia il versamento del liquido cefalorachidiano nella cavit dei ventricoli cerebrali, che provocava una pressione eccessiva sul cervello. Nell'arco di una quindicina di mesi fu operato cinque volte nella clinica chirurgica dell'universit di Zagabria, perch a ogni intervento seguiva un'emorragia cerebrale o un'altra seria complicazione. La prognosi dei medici curanti era negativa e quando lo rimandarono a casa, a maggio del 1981, il giovane non era pi in grado di camminare e di parlare, ne di controllare gli sfinteri.
Che cosa accadde un paio di mesi pi tardi lo ha raccontato lui stesso nella deposizione rilasciata in parrocchia: Nel luglio del 1981 i miei familiari mi portarono in macchina a Medjugorje, ai piedi della collina di Podbrdo. Mia madre sal lass a pregare e, da allora, i miei cominciarono a pregare con perseveranza e digiunavano anche. Ero ridotto a fare deboli cenni di testa, non potendo parlare. Tuttavia ero cosciente. I medici, che mi avevano abbandonato, avevano cessato di controllarmi. Circa tr settimane dopo mi portarono di nuovo a Medjugorje, fino alla chiesa. L Vicka preg su di me. In quel momento sentii come una forza che mi invadeva, ma nello stato fisico in cui ero niente era cambiato. Di ritorno a casa, cercai di spiegare a gesti a mia madre che cosa avevo sentito durante quella preghiera. Fino a quel momento non potevo nemmeno reggermi seduto, ma allora riuscii a farlo. Fu l'inizio di un miglioramento graduale, continuo e rapido. Ben presto feci i primi passi.
In seguito la situazione and rapidamente evolvendosi: a Natale del 1981 Damir riusciva di nuovo a parlare; a Pasqua del 1982 il recupero era completo; a ottobre del 1983 riprese a lavorare in una fabbrica di compressori e alla visita medica per l'assunzione fu dichiarato in buona salute e idoneo al lavoro. La documentazione  stata raccolta e studiata dal dottor Ludvik Stopar e comprende le testimonianze dei protagonisti nonch i certificati della clinica universitaria di Zagabria, con una tomografa che attesta una distruzione profonda dell'encefalo, la quale giustificava l'impossibilit del malato di alzarsi e il suo rinvio a casa con una prognosi senza speranza. Qualche anno dopo, nel marzo del 1987, il dottor Antonacci fece una visita di controllo e trov il giovane sano, lucido, con piena facolt di intendere e di volere, equilibrato, normale nel camminare e nel parlare.

Le testimonianze di suor Emmanuel.

A documentazione che la preghiera opera miracoli, come ha pi volte affermato la Regina della Pace, suor Emmanuel ha raccolto numerose testimonianze sul sito www.childrenofmedjugorje.com, con precisi nomi e riferimenti.
Nel 1997, di ritorno dagli Stati Uniti, la religiosa raccont di una vicenda che aveva appreso dalla viva voce dei protagonisti, i coniugi Cherry e Ron, che dopo otto anni di matrimonio, nel 1994, erano finalmente in attesa di una bambina. La prima ecografa aveva evidenziato che il feto si stava formando secondo norma, ma non mostrava quei movimenti caratteristici all'inizio di una gravidanza. La spiegazione venne dalla successiva ecografia, dalla quale si rivel una malattia cardiaca irreversibile, che avrebbe fatto morire precocemente la piccola. Nonostante i suggerimenti dei medici li invitassero all'aborto, senza attendere la morte naturale del feto, i genitori decisero di non arrendersi e di tentare una delicata operazione chirurgica alla ventitreesima settimana di gestazione. La situazione per non sembrava offrire molte speranze, anche perch non aveva avuto sviluppi un tentativo di trasfusione di sangue attraverso il cordone ombelicale, volto a risolvere una grave anemia manifestata dalla piccola.
Rientrata a casa, Cherry si ricord di una coroncina del Rosario che l'amica Lise le aveva portato da Medjugorje. La prese e cominci a pregare tenendo la coroncina premuta sulla pancia, quasi a voler condividere quel momento con la nascitura. Per la prima volta, proprio in quella circostanza, la gestante percep i movimenti del feto e la medesima cosa accadde anche nei giorni successivi. Una nuova ecografia mostr ai medici un inaspettato cambiamento, rendendo evidente che l'operazione preventivata non era pi necessaria. La piccola Anne-Mary nacque normalmente nel settembre del 1994 e tr anni dopo, quando la vide suor Emmanuel, sprizzava la salute e la gioia tipica dei bambini in perfetta salute.
Nel 2001 la quarantatreenne Candace Evans, del New Hampshire, narr che sin dal 1977 una biopsia aveva rivelato che era affetta da una malattia cronica e incurabile del fegato, che progred lentamente fino alla primavera del 1993. In quel periodo lavorava di notte con adulti disabili: uno di questi ebbe una crisi nervosa e le fracass una sedia a rotelle sulla schiena, lasciandola completamente inabile. Ha narrato la protagonista: Non riuscivo a muovermi senza avvertire un tremendo dolore, soprattutto alla schiena e alle gambe. Sempre nello stesso periodo, scoprii di avere un nodulo al seno. Andai da un medico che mi fece una biopsia e mi disse che bisognava operare immediatamente  e programm l'intervento chirurgico. Ma le analisi del sangue che mi fecero prima dell'operazione rivelarono che il tasso di enzimi nel fegato era troppo elevato e, dopo un consulto, il dottore mi disse che non poteva operarmi perch c'era la possibilit che non superassi l'intervento. Intanto, a causa del trauma ricevuto alla schiena, il fegato cominci a peggiorare rapidamente e dopo un po' la donna non fu pi in grado di mangiare cibi solidi perch non riusciva a metabolizzarli. La pelle aveva perso elasticit ed era divenuta giallastra, mentre la vista si era notevolmente abbassata.
Un giorno, poco prima della Pasqua del 1994, in televisione trasmisero un documentario su Medjugorje e Candace sent il bisogno di avere ulteriori notizie. Telefon a una chiesa cattolica e venne a sapere che si stava organizzando un pellegrinaggio. Decise immediatamente di parteciparvi e part dall'America il 28 maggio 1994. Quando entrai in San Giacomo era in assoluto la prima chiesa nella quale mettevo piede in tutta la mia vita! Non sapevo niente delle cerimonie che si fanno in chiesa e cos feci ci che facevano gli altri. Pochi giorni dopo ci recammo da padre Jozo e osservarlo mentre parlava della Madonna con cos tanto amore e devozione fu la cosa pi bella che io avessi mai visto. Padre Jozo diede a tutti un Rosario e una bellissima immagine della Madonna,  poi tutti cominciarono ad andare verso l'altare. Ricordando la pace che mi aveva avvolto durante la Messa nella chiesa di San Giacomo, mi unii agli altri. Vidi che i sacerdoti pregavano sulle persone e alcune cadevano sul pavimento. Io mi trovai l in piedi, padre Jozo preg su di me e anch'io caddi a terra. Mi sentii in salvo, leggera e al sicuro, come se fossi caduta nelle braccia di una madre che mi ama molto, moltissimo. Non ricordo molto del resto di quella giornata, ma, quando mi svegliai il mattino seguente, mi accorsi subito che il grosso bozzo che avevo all'altezza del fegato era sparito, la pelle era tornata normale e non sentivo pi ne dolore ne debolezza. Tornata a casa, anche mio marito pot vedere subito quanto ero cambiata, e fu molto felice. Nella veglia di Pasqua dell'anno seguente, mio marito, mio figlio e io fummo tutti battezzati e cresimati nella fede cattolica.
Nel 2003  stato reso noto il caso di Colleen Willar, di Chicago, che soffriva di un tumore inoperabile al cervello, era rachitica, aveva la tiroide grande come un chicco d'uva, soffriva di sclerosi a placche, di lupus, di scleromialgia e di nove altre dolorose malattie. Veniva seguita dagli specialisti della clinica Mayo, una delle pi importanti in America per la ricerca sui tumori al cervello e al midollo spinale. Parlando con le associate al gruppo Santa Chiara aiuto dei poveri, che raccoglieva offerte per i rifugiati e i poveri della Bosnia, venne a sapere di un pellegrinaggio a Medjugorje e con il marito John cominci a pregare affinch potesse prendervi parte. Raccont all'amica Gail: Ho detto al Signore: "Se vuoi veramente che ci vada, ho bisogno di una conferma. Chiedi a padre Agnello di chiamarmi domani e cos sapr che devo andarci". Il giorno dopo padre Agnello mi chiam e mi disse: "Colleen, non so perch, ma ho sentito che dovevo chiamarti stamattina". La conferma era arrivata. Giunta a Medjugorje, malgrado tutta la sua sofferenza Colleen era allegra e lodava il Signore per essere arrivata cos lontano. La mattina dopo, mentre Vicka parlava, Colleen fu portata nella sedia a rotelle il pi vicino possibile alla veggente. All'improvviso la sua testa cadde all'indietro e le amiche pensarono che fosse morta: Mi aveva detto che poteva morire da un momento all'altro se l'ipofisi avesse ceduto o se avesse ricevuto un forte colpo sulla testa, narr Gail. Suo marito si fece strada tra la folla, le sollev la testa e le mise sotto la lingua un miscuglio di farmaci, ma la donna ebbe bisogno di molto tempo per tornare in s.
Quando Vicka fin di parlare, si avvicin a Colleen, le pose la mano sinistra sulla testa e preg per alcuni minuti: La mia testa brucia come il fuoco!, pens Colleen. Durante la Messa a San Giacomo l'ammalata, nel momento in cui il sacerdote cominci a consacrare l'ostia, ud una voce che le sussurrava: Figlia mia, vuoi abbandonarti a Dio Padre? Vuoi abbandonarti al mio sposo, lo Spirito Santo? Vuoi abbandonarti a mio Figlio Ges? Vuoi abbandonarti adesso?. Ed ella rispose: S, mi abbandono adesso, abbandono tutto per la gloria del Cielo, per la gloria di Dio. In quel momento, Colleen sent un formicolio nelle gambe e si rese conto che qualcosa stava accadendo. Alla fine della celebrazione si alz dalla sedia a rotelle e usc dalla chiesa camminando sulle proprie gambe! Torn a piedi alla pensione e l si divert a spingere il marito, che per scherzo si era seduto sulla sua carrozzella. Il giorno dopo, sal da sola sulla collina delle apparizioni. Poi and fino alla sesta stazione della via crucis sul monte Krizevac. Avrebbe avuto anche la forza di salire fino in cima, ma un sacerdote le chiese di restare l a pregare invece di continuare l'ascensione. Al rientro negli Stati Uniti, la donna fece tutti gli opportuni esami clinici, che risultarono normali. Da allora la tiroide ha funzionato perfettamente, il tumore al cervello  scomparso e non si  pi avuta traccia delle precedenti malattie. Quando la vide il suo medico curante della clinica Mayo le disse: Allora  stata a Medjugorje! E la terza guarigione importante che ci torna da laggi!.

Ogni libro parla di casi straordinari.

Praticamente in ogni libro dedicato in questi venticinque anni a Medjugorje sono stati raccontati casi straordinari di guarigione. Senza alcuna pretesa di completezza o di rappresentativit, ne propongo qui alcuni dei pi emozionanti.
Gianfranco Fagiuoli  stato il primo giornalista straniero a giungere a Medjugorje, sul finire dell'estate 1981, incuriosito dalle notizie che aveva letto sui quotidiani locali durante una vacanza in Croazia. Nel volume Apparizioni. La Madonna a Medjugorje: dieci anni di dubbi e certezze ha narrato il primo miracolo avvenuto il 29 giugno 1981, nel sesto giorno delle apparizioni: Pieni di fiducia nella Provvidenza, andarono sul colle delle apparizioni anche i coniugi Setka, poveri contadini di Krivodoi, un paesino presso Mostar, portandosi sulle spalle la loro adorata creatura, inferma e sofferente. Appena arrivati sulla sommit del Podbrdo, padre e madre si avvicinarono ai veggenti chiedendo a Vicka se poteva intercedere presso la Madonna per la guarigione del loro bambino. Ottennero subito dalla ragazza una risposta affermativa. E cos di l a poco, quando la Vergine scese dal Cielo e apparve ai veggenti, avvenne questo incredibile colloquio. Le parole esatte sono state trascritte da una registrazione al magnetofono. Vicka domand:  Cara Gospa, il piccolo Danijel parler un giorno? Guariscilo, affinch crediamo tutti. Queste persone ti amano molto, cara Gospa. Fa' un miracolo!. Poi la veggente raccont che la Vergine aveva guardato il bambino e si era congedata dicendo: Credano fermamente nella sua guarigione. Andate nella pace di Dio. Passarono poche ore e Danijel, tornato a casa coi genitori, cominci d'un tratto a balbettare qualche parola e a muovere i primi passi. L'abb Laurentin, che ha seguito gli sviluppi del caso, ha verificato che - senza giungere a una guarigione completa lo stato del bambino miglior notevolmente, arrivando a parlare e a camminare.
Gli statunitensi Larry e Mary Sue Eck hanno pubblicato numerose storie sulla rivista Medjugorje Magazine, da loro curata, e ne hanno proposto le pi significative nel libro Medjugorje Miracles of Physical Healings. Molto significativo  il caso di Madonna Golly, residente nell'Illinois, nata il 25 giugno 1954 alle 17.40, la stessa ora e giorno dell'apparizione di Medjugorje. Quel nome le era stato dato dalla mamma soltanto in quanto le piaceva e non per una devozione mariana, ma risult comunque premonitore. A trentatr anni di et la signora, sposata e madre di due figli, aveva molti problemi di salute e in particolare un serio prolasso della valvola mitralica con soffio cardiaco.
Era sotto le cure di un cardiologo e di un reumatologo nel Loyola University Hospital e soltanto tr settimane prima della partenza per il pellegrinaggio a Medjugorje, prevista per il 5 ottobre 1987, le era stato prescritto un incremento farmacologico, da quattro a cinque dosi quotidiane, a causa dell'aggravamento delle sue condizioni. Era giunta infatti al punto da non poter stare distesa sul fianco sinistro a motivo dei dolori; inoltre soffriva di artrite alle mani e ai piedi. Un incidente automobilistico le aveva pure lesionato la cartilagine delle ginocchia, cos che da tempo non era pi in grado di inginocchiarsi.
I medici le avevano vivamente sconsigliato quel viaggio, ma la donna non aveva inteso ragioni perch sentiva come una chiamata che la attirava a Medjugorje. Dopo il viaggio in aereo dagli Stati Uniti, il 6 ottobre il folto gruppo di pellegrini si era avviato in autobus lungo la costa croata dell'Adriatico. All'improvviso la donna ebbe la visione della Vergine che teneva fra le braccia il Bambinello: la sua immediata reazione fu di chiederle una grazia non per s, bens per la fglioletta Jaclyn, che era nata con la spina bifida. La Madonna scomparve e al suo posto ella vide Ges che le mostrava il suo Cuore divino, mentre una grande pace la invadeva. Nel contempo la signora Eleanor Neckar, che sedeva nella fila dietro di lei, vide una forte luce gialla illuminare l'amica, mentre sulla guancia le compariva un'ostia dorata. Il 7 ottobre la donna pass diverse ore in preghiera nella chiesa di San Giacomo, implorando la guarigione della sua bambina. La mattina seguente si avvi con altri del gruppo verso la collina delle apparizioni e cominci a inerpicarsi. Senza accorgersene, arriv fino in cima e si mise in ginocchio a pregare, non rendendosi conto che era la prima volta dopo pi di undici anni in cui riusciva a inginocchiarsi. Quando si rialz non c'era sulle sue ginocchia nessun segno delle acumiinate rocce sulle quali si era poggiata. Da allora non ebbe pi problemi ossei, ne cardiaci, come attestarono i suoi medici curanti. Anzi, un anno dopo, pot portare a termine una terza gravidanza senza alcuna difficolt, contrariamente a quanto le era stato pronosticato dai ginecologi che aveva consultato.
Wayne Weible, in Medjugorje il messaggio, propone la vicenda di Rita Klaus, insegnante in Pennsylvania, che nell'estate del 1986 guar dalla sclerosi a placche, della quale soffriva da molto tempo e che cinque anni prima le aveva paralizzato gli arti. Le gambe si erano gravemente deformate e le ossa cominciavano a incurvarsi, il ginocchio destro si era completamente spostato a causa degli spasmi, la rotula si era staccata e aveva migrato verso l'interno della gamba e inoltre la donna aveva perduto completamente la sensibilit. Alla fine dovette rassegnarsi alla sedia a rotelle. Dopo aver letto il primo libro dell'abb Laurentin sulle apparizioni di Medjugorje, una sera di giugno, mentre distesa sul letto stavo finendo il mio Rosario, sentii una voce dirmi: "Perch non chiedi?". Mi resi conto che, inspiegabilmente, non avevo mai chiesto di essere guarita. Cos supplicai la Vergine con tutto il cuore di chiedere a suo Figlio che mi guarisse da tutto ci da cui avevo bisogno di essere guarita. Il giorno dopo si rec a scuola: Improvvisamente, mentre ero seduta in classe con gli allievi, cominciai ad avvertire un senso di calore ai piedi e alle gambe e un intenso prurito. Non era possibile, mi dissi, dal momento che i miei piedi da anni non avevano pi sensibilit. Mi guardai i piedi e vidi che non solo mi prudevano, ma gli alluci si muovevano di qui e di l.
Tornata a casa con l'automobile attrezzata per il suo handicap, Rita si rese conto che non c'era nessuno per aiutarla a scendere dalla vettura. Mentre attendeva ebbe per un urgente bisogno di andare in bagno: Mi sporsi fuori dall'auto e afferrai le grucce che mio marito Ron aveva lasciato a portata di mano, ma non potevo alzare la gamba a causa della pesante protesi. Rimasi in piedi per alcuni minuti, poi pensai che, come mi era ritornata la sensibilit nel piede, forse potevo anche alzare la gamba. Provai, e salii i gradini senza difficolt. Avevo il batticuore. Una volta in casa andai in camera da letto al primo piano e, appoggiandomi al letto per slacciare le protesi, mi guardai le gambe: immaginatevi il mio stato d'animo quando vidi che erano perfettamente diritte. In particolare la destra: avevo subito due operazioni per raddrizzarla, ma senza alcun risultato. Alla fine, il chirurgo aveva liberato la rotula per consentirne lo spostamento col resto del ginocchio, dicendomi che di pi non era possibile fare. Il passare degli anni e lo squilibrio muscolare avevano portato a un ginocchio terribilmente deforme. Il giorno successivo si rec in ospedale dal medico curante, che l'aveva visitata appena due settimane prima: Pens che fosse uno scherzo, diceva che io dovevo essere la sorella gemella di Rita. Mi sottopose a vari test neurologici e trov che tutto era in ordine. Terminati gli esami, tutto quello che riusc a fare fu abbracciarmi, piangere e chiedere che cosa avevo fatto. Gli dissi che mi ero limitata a chiedere!.
Un ulteriore caso  stato presentato dal dottor Giacomo Mattalia all'interno del Dossier scientifico su Medjugorje. La protagonista, che per motivi discrezionali  indicata soltanto come Bruna B. di Ravenna, sin dal 1978 aveva denunciato sintomi che avevano indotto i medici a diagnosticare una toxoplasmosi. Poich la cura non era riuscita a sortire effetti, quattro anni pi tardi la donna venne sottoposta a un accurato consulto presso il Centro Tumori di Milano. Il referto fu infausto, in quanto si trattava di un linfoma non-Hodgkin di tipo linfocitico e linfoblastico al IV stadio con invasione retroperitoneale. Nel 1983 venne a sapere delle apparizioni a Medjugorje e decise di unirsi al pellegrinaggio di un gruppo di Forl. Prima di imbarcarsi ad Ancona, fecero una tappa nel santuario di Loreto ed ella preg la Vergine dicendo: Madonnina,  tienimi fra le tue braccia, stringimi forte forte, ho bisogno di sentire la tua presenza.
A Medjugorje si mise vicina alla porta che dava nella stanza delle apparizioni, pur consapevole che non era consentito entrarvi. Dopo l'ingresso dei veggenti si sent spinta violentemente dentro la cameretta: si volt, ma non vide nessuno. Frastornata per l'accaduto, ebbe comunque la possibilit di stare accanto ai veggenti durante l'apparizione e di pregare per tutti gli amici sofferenti che in Italia le avevano chiesto di ricordarli nella preghiera. Quindi prese parte alla Messa nella chiesa di San Giacomo e al termine don Arturo, il sacerdote che accompagnava il gruppo, le disse di andare in sacrestia, perch Marija Paviovic voleva parlarle. Quando Bruna entr nella stanza si rese per conto che la veggente era andata via. Il giorno seguente la donna, nonostante si sentisse affaticata per il viaggio e per i farmaci che doveva continuare a prendere, accett di salire sulla collina del Podbrdo insieme con un paio di amici. A un certo punto si sent chiamare e si rese conto che la voce era proprio di Marija, la quale la abbracci con affetto e le disse: La Madonna, ieri sera, mi ha incaricata di trasmetterti l'abbraccio che tu con tanta insistenza le avevi domandato a Loreto. Poi le spieg: La Beata Vergine non solo mi ha parlato di t, ma mi ha permesso di vedere il tuo volto accanto al suo. Mi ha incaricato inoltre di invitarti a non pregare solo per gli altri, ma anche per t e per la tua guarigione. Tu hai due figli, devi vivere, non devi morire. Rientrata in Italia, Bruna si sottopose a nuovi esami clinici, dai quali venne evidenziata la regressione della malattia. Ulteriori accertamenti nel 1985 confermarono che la patologia neoplastica era completamente scomparsa.

I fenomeni luminosi dei primi anni.

Oltre alle guarigioni miracolose, a Medjugorje sin dagli inizi sono stati segnalati diversi fenomeni insoliti, che fanno correre la mente al famoso miracolo del sole, verificatosi a Fatima il 13 ottobre 1917, dopo l'ultima apparizione della Vergine ai tr pastorelli portoghesi. Anche all'epoca la Madonna aveva promesso un segno e il padre della veggente Giacinta, che in quel giorno si trovava nella Cova da Ina insieme con altri sessantamila testimoni, lo descrisse cos: Noi guardavamo senza difficolt il sole e non accecava. Pareva che si spegnesse e si accendesse un po' in un modo, un po' in un altro. Gettava raggi di luce da un lato e dall'altro e colorava ogni cosa di differenti colori. A un certo punto il sole si ferm e poi cominci a danzare e a saltare. Si ferm un'altra volta e un'altra volta cominci a danzare, fino al punto che sembr staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Terminato il fenomeno solare accadde un altro fatto singolare: tutta quella gente, che era inzuppata per la pioggia caduta fino a pochi minuti prima del prodigioso evento, si ritrov completamente asciutta.
A Medjugorje la danza del sole si verific il 2 agosto 1981, quando molte persone poterono guardare il disco solare senza esserne abbagliate e poi lo videro roteare come una gigantesca girandola. Svetozar Kraljevic ha descritto che il centro era opaco, la periferia brillante, circondata da alcuni anelli luminosi, i quali lanciavano dei raggi rossastri verso la chiesa; poi sfere brillanti di vari colori gravitarono intorno al sole. Alcuni osservarono nel sole la croce, altri l'ostia, altri ancora degli angeli che suonavano la tromba. L'evento si verific dalle 18,20 alle 18,40, quando il tramonto era ancora lontano dall'iniziare, mentre i veggenti si trovavano in chiesa per la consueta apparizione.
Anche nei giorni immediatamente successivi si manifestarono ulteriori segni nel cielo. L'abb Laurentin ha raccolto la testimonianza di padre Umberto Loncar: Alle 18,20 del 4 agosto vidi una straordinaria nube di colore rosso violetto salire da Cerno. Si spostava pi velocemente di una nube ordinaria, sembrava una pallottola o una freccia; giunse sul Krizevac e si ferm l per un minuto o due. Poi part da est, al di sopra del bosco, e precipit a terra. Alle 18,40, in mezzo a rossi violacei, il magnifico profilo di una donna meravigliosa saliva dalla collina di Crnica e si innalzava maestosamente nel cielo. Perdendo lentamente i suoi colori rosso violacei, scomparve nelle altezze. Da ultimo, vidi un velo bianco che rest un po' al di sotto del suo piede, muovendosi elegantemente nell'aria per circa mezzo minuto, poi perdette i suoi colori e scomparve.
In una sera di fine luglio (secondo un'altra fonte fu il 6 agosto), dopo che la Vergine aveva pregato per la pace, gli abitanti di Medjugorje videro stagliarsi sopra il monte Krizevac, per circa un quarto d'ora, la scritta luminosa MIR (pace). Una fotografia Polaroid, che veniva custodita dal parroco, fu confiscata il 17 agosto dalla polizia. A fine ottobre i fenomeni luminosi si moltiplicarono: il 22 e il 26 i testimoni videro scomparire la croce di cemento sul Krizevac e al suo posto si ergeva una colonna di fuoco in forma di Tau e successivamente si mostr il profilo luminoso della Vergine. Il 26 ottobre, dal paese si vide un colossale fal sul Podbrdo, come se l'intera collina stesse incendiandosi: accorsero i poliziotti dal comando di Citluk, insieme con i vigili del fuoco, ma quando giunsero sul posto dovettero constatare che non stava bruciando neanche un filo d'erba, perch quella sfolgorante luce proveniva dal cielo.
L'abb Laurentin ha riunito nella sua cronologia gli altri episodi resi noti dai testimoni e verificatisi durante i primi anni delle apparizioni. Nel 1981: il 12 luglio il cielo pare aperto al di sopra della croce piantata sul luogo delle apparizioni e un globo di luce esplode in migliaia di piccole stelle; il 15 settembre sul Krizevac appare una luce nella quale si distingue il profilo della Madonna;  fra il 22 e il 24 novembre sul Krizevac si vede un profilo luminoso nel quale una settantina di persone riconoscono la Vergine; il 19 dicembre la croce del Krizevac scompare  e viene sostituita per venti minuti da un profilo luminoso. Nel 1982, agli inizi di gennaio si manifestano nuovi fenomeni luminosi attorno alla croce del Krizevac; il 2 giugno la croce viene coperta da una luce in forma di ostia, sormontata da una croce luminosa; il 26 giugno la croce scompare e appare un profilo bianco che viene identificato come la Madonna, sostituito quindi dall'ostia sormontata dalla croce; il 20 agosto due raggi di luce scendono dal cielo sulla chiesa di San Giacomo e sul monte Krizevac. Nel 1983, il 28 aprile una cinquantina di persone vedono il profilo della Vergine al posto della croce sul Krizevac. Nel 1984, il 24 giugno e il 2 agosto sono testimoniati fenomeni luminosi; il 16 e il 17 agosto si rinnova il fenomeno solare simile a quello di Fatima; il 5 settembre sparisce la croce del Krizevac e viene sostituita da un profilo luminoso.
Nei successivi fascicoli annuali di aggiornamento, Laurentin non ha mai mancato di citare ulteriori episodi di tal genere. Allo stesso modo l'abb ha riferito le molteplici attestazioni di fotografie e di filmati che hanno mostrato immagini dall'apparenza soprannaturale, per le quali non sono per disponibili spiegazioni definitive.

Apparizione pubblica per il ventennale.

La quarantenne suor Marina Ivankovic, originaria di Medjugorje e parente sia di Vicka che di Ivan, aveva sentito la chiamata a entrare nell'Ordine francescano due mesi dopo l'inizio delle apparizioni e dal 1998 era stata assegnata alla parrocchia croata dei Santi drillo e Metodio a New York. Nell'estate del 2001, in coincidenza con il ventennale, si rec a Medjugorje per trascorrere le vacanze in famiglia. Durante il pomeriggio del 25 giugno la religiosa si trovava in sacrestia per aiutare le consorelle, indaffarate nei preparativi della Messa per la quale erano previsti ben 273 sacerdoti concelebranti, dinanzi a pi di 50.000 fedeli. A un certo punto sent dire da suor Auksilija che in chiesa stava succedendo qualcosa e, attraverso la porta che da sul coro, ud per due volte delle forti esclamazioni. Allora apr la porta e vide padre Branko, un sacerdote francescano della parrocchia, che stava cercando di calmare i presenti, i quali si indicavano l'un l'altro qualcosa nei pressi della statua della Madonna.
Spinta dalla curiosit, suor Marina scese i gradini del coro e si gir verso la statua della Madonna. Con sua grande sorpresa vide dietro la statua una luce che brillava e pulsava come se stesse per emergerne qualcosa. D'un tratto i pellegrini proruppero in una commossa esclamazione, indicando proprio il punto che lei stava guardando. Suor Marina si meravigli nel constatare che tutti avevano reagito nello stesso istante, rendendosi conto che dalla statua emergeva il profilo luminoso della Vergine, tridimensionale e vivo. La Regina della Pace indossava un velo bianco e azzurro, bordato da una fascia dorata che le copriva anche la parte alta della fronte. Intanto gli altoparlanti trasmettevano la lettura del Vangelo e la Madonna stava in atteggiamento di preghiera, con la testa sollevata e gli occhi rivolti in basso, come qualcuno che sta ascoltando. La visione dur pochi secondi, poi la Madonna arretr e scomparve. Come suor Marina, furono numerosi i devoti presenti in chiesa che poterono assistere a tale apparizione, fra i quali un gruppo di pellegrini svizzeri di lingua tedesca.
Una vicenda curiosa si  verificata nel 1986, quando una indagine del fisico nucleare Emanuele Mor e dell'elettrochimico Paolo Ameglio mise in luce una insolita concentrazione ionica nella stanza delle apparizioni. In un centimetro cubico si registravano costantemente circa un migliaio di ioni positivi e settecento ioni negativi, come se due fonti distinte mantenessero stabile la concentrazione, che risultava da cinque a dieci volte superiore alla media che sarebbe risultata naturale. Nella medesima rilevazione non trov invece conferma un'ipotesi avanzata nel 1985 dal professor Boguslav Lipinsld, il quale aveva misurato una forte radioattivit, da lui definita energia di origine spirituale, durante gli incontri di preghiera nella chiesa di San Giacomo e nel corso delle apparizioni: la qualificata strumentazione di Mor e Ameglio non registr dati significativi a tale riguardo.
Per completezza d'informazione, un'altra drastica smentita si deve annotare per una voce che girava alla met degli anni Ottanta a proposito di alcune coroncine del Rosario che sarebbero diventate d'oro. Il fenomeno venne studiato nel 1988 dal medico Edward J. Feroli e dal tecnico Jerry Stafford, che esaminarono quattro corone, che sembravano aver subito tale modificazione, mediante l'analisi al microscopio elettronico e lo studio spettrometrico dell'energia dispersiva dei raggi X. La conclusione fu netta: Le catenelle di molte corone del Rosario sono composte di rame placcato in argento. Per il lungo uso, l'argento si usura e assume il colore del rame sottostante. Non c' cambiamento nelle catenelle, nei casi esaminati.


VI. - LA CREDIBILIT DEI MESSAGGI.

Un contenuto in linea con le Scritture. - Sul podio pregare, amare e vivere. - Teologi e scienziati uniti nel giudizio. - Anche i veggenti sono credibili.


Con quello della ricorrenza venticinquennale del 25 giugno 2006 sono esattamente 384 i messaggi donati dalla Regina della Pace, tramite la veggente Marija Paviovic, alla parrocchia di Medjugorje, e poi tradotti e ritrasmessi in tutto il mondo, mediante una catena che agli inizi era soltanto il passaparola personale e che in seguito, via via, ha sfruttato tutte le tecnologie che si sono rese disponibili: dalle segreterie telefoniche nelle diverse lingue, alle trasmissioni dei testi via fax, fino all'attuale utilizzo di Internet per far viaggiare nella rete telematica in tempo reale le parole della Vergine. In tal modo sono oggi decine di milioni le persone che in tutto il mondo possono leggere il messaggio mensile e sentirsi parte, come ha detto padre Livio Fanzaga, della pi colossale catechesi in atto nella comunit ecclesiale.
Dapprima, dal 1 marzo 1984 all'8 gennaio 1987, i messaggi ebbero la cadenza settimanale del gioved, a eccezione di qualche sporadica sospensione. A partire dal 25 gennaio 1987 sono invece costantemente dati ogni 25 del mese, in correlazione con il giorno nel quale si costitu il cosiddetto collegio dei sei veggenti. In aggiunta sono stati resi pubblicamente noti circa 650 altri messaggi, comunicati con una periodicit variabile ai singoli veggenti e al gruppo di preghiera guidato da Ivan Dragicevic. In quest'ultimo caso hanno una localizzazione pi specifica, mentre gli altri si rivolgono pi in generale ai devoti di ogni condizione.
I messaggi vengono sempre dati in lingua croata, nonostante Marija Paviovic viva da diversi anni in Italia e comprenda perfettamente l'italiano, e poi tradotti nei diversi idiomi nazionali. La stessa Marija ha spiegato: Io ascolto, vedo e percepisco la Madonna. Questo non  come un dettato, che si riceve da qualcuno, ma  una esperienza, che si vive con tutto l'essere. Alla fine dell'apparizione ho bisogno di rimanere per qualche tempo in silenzio, per poter ricordare esattamente questa esperienza e il messaggio. Come vien detto in un libro del cardinale Franz Koenig, quando Dio si rivolge agli  uomini, essi riescono a percepire la sua parola soltanto nella loro lingua umanamente limitata; di conseguenza possono trasmetterla anche agli altri soltanto nelle parole storicamente condizionate e passibili sempre di nuove traduzioni.
D'altra parte la stessa Marija, raccontando nel dettaglio la propria esperienza al gruppo di ricerca guidato nel 1998 da padre Andreas Resch, si  lasciata andare a una toccante confidenza: Ogni volta che arriva il momento dei messaggi, il 25 di ogni mese, ogni mese sento il desiderio di dire basta, di non ricevere pi messaggi, poich ogni volta sento che questi messaggi vengono ridotti, perch quello che la Madonna dice  cos ricco, mentre quello che io riferisco con le parole  tanto povero. Io non potr mai raccontare alla gente della Madonna che io vedo, ne riferire loro le parole che Ella dice.
 comunque evidente quanto l'aderenza dei messaggi alla Sacra Scrittura e al Magistero della Chiesa cattolica sia uno dei fattori essenziali per poterne valutare la credibilit. Dopo la definizione dei testi canonici del Nuovo Testamento, ha ammonito infatti il documento del Concilio Vaticano II Dei Verbum, non  da aspettarsi alcun'altra Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Ges Cristo. Dunque qualsiasi messaggio proveniente dall'Alto non deve contraddire la Rivelazione biblica, ma nemmeno aggiungere ulteriori verit.
Approfondiremo in questo capitolo l'argomento, ma intanto, a scanso di equivoci,  utile subito chiarire che perfino monsignor Pavao Zanic  -  l'allora vescovo di Mostar che, per motivi mai precisati, dapprima appoggi e successivamente contrast il riconoscimento delle apparizioni di Medjugorje  -  non pot obiettare nulla a tale proposito. Di fatto, nella sua ampia relazione datata 30 ottobre 1984, fu costretto ad ammettere che questi messaggi della Madonna sono evangelici, seppur aggiungendo come spiegazione: e non potrebbero non esserlo in quanto composti da Tomislav Vlasic, che conosce la teologia e sa che cosa bisogna dire.
Il francescano padre Vlasic, in realt, non era nemmeno a Medjugorje all'inizio delle apparizioni e al momento dei primi essenziali messaggi, fra giugno e luglio del 1981.
Padre Hans Urs von Balthasar  -  forse il pi colto teologo del XX secolo e uno dei sacerdoti pi stimati da Giovanni Paolo II, che lo aveva anche nominato cardinale  -  non si  sottratto a un giudizio esplicito sull'intera vicenda: Io non ho alcun dubbio sull'autenticit dei fatti di Medjugorje. Tutto, nell'insieme, mi sembra coerente, compresa la semplicit dei messaggi, che sono la continuazione di quanto  stato detto in altre precedenti apparizioni della Vergine. Bisogna fare molta attenzione a ci che viene veramente da Dio e a ci che viene dagli uomini. Quello che sta avvenendo a Medjugorje viene effettivamente da Dio. La difficolt sta per nell'intera prefazione e nella traduzione dei fatti. Da questo punto di vista i giovani veggenti sono molto attendibili.
 un'opinione che ha trovato concorde padre Robert Faricy, professore di teologia spirituale nella Pontificia universit gregoriana di Roma: Ho studiato a fondo la qualit di vita spirituale di questi ragazzi. Essi sono molto giovani, ma hanno una preghiera di qualit molto elevata. Una tale preghiera non si vede che di rado, forse qualche volta in conventi contemplativi. Evidentemente i giovani sono stati istruiti dalla Madonna stessa, che li ha guidati come in un noviziato e li ha formati spiritualmente in una maniera che io non ho mai visto in nessuna congregazione religiosa, in nessun seminario, in nessun noviziato.

Un contenuto in linea con le Scritture.

Per affermare la credibilit intrinseca dei messaggi dati dalla Regina della Pace si  speso in particolare padre Livio Fanzaga, che li ha studiati approfonditamente e ne ha tratto la conclusione che qui siamo di fronte a una catechesi breve, semplice, ma profonda: una catechesi che non tocca soltanto la mente, ma che entra realmente nel cuore e che impegna la vita. La ragione  che la Vergine parla come una persona che conosce Dio. La Madonna viene definita da Elisabetta "colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore" (Luca 1, 45):  cio la Madre della nostra fede. Dunque, per comprendere bene i messaggi, occorre accostarsi con umilt a questo linguaggio materno. Una volta che si comincia a penetrare nell'intimit dei messaggi, ci si rende conto di quanto essi siano evangelici.
Anzi padre Fanzaga non ha timore a lanciare una provocazione, che la sua autorevolezza impone di prendere sul serio: Sfido qualsiasi persona in questo mondo a scrivere messaggi simili. Io ho fatto un'esperienza senza uguali a tale riguardo, perch a Radio Maria me ne arrivano a centinaia di testi che, dopo sole due righe, si rivelano per quello che sono: carta straccia. Invece ogni messaggio che arriva da Medjugorje  dotato di una luce straordinaria per la capacit che ha di commentare il Vangelo. Perci io mi sento in grado di affermare che quanto la Regina della Pace dice a Medjugorje non  mai in contrasto con la Sacra Scrittura o con il Magistero della Chiesa, ma anzi lo rafforza. Non perch ci attendiamo un "quinto Vangelo" dalle sue parole, o un ulteriore sviluppo dei temi presentati nella Bibbia e nei Vangeli canonici, bens perch proprio il continuare a insistere su quelle tematiche rende evidente che la fede non  mai qualcosa di concluso, ma piuttosto qualcosa che pu essere corroborato ed esemplificato ulteriormente.
Il teologo austriaco Kurt Knotzinger ha valutato complessivamente le parole della Regina della Pace e ne ha tracciato questa sintesi: Si pu dire che questi messaggi ricordano enfaticamente la "Buona Novella" della Sacra Scrittura e che sono anche una guida pratica per tradurre il Vangelo nella vita quotidiana. Dal punto di vista del contenuto, tutto il messaggio di Medjugorje pu essere riassunto come una chiamata alla conversione, al ritorno a Dio, cos come la si trova ripetutamente nel Vecchio e nel Nuovo Testamento e che, come  gi successo nel corso della storia della Chiesa, viene sempre di nuovo riproposta.
Un'opinione condivisa dalla studiosa croata Marija Stelzer Dugandzic, che ha dedicato un saggio all'analisi del testo e alla teologia dei messaggi di Medjugorje, concludendo che temi biblici e il linguaggio biblico caratterizzano il loro contenuto. Dal punto di vista teologico non si riscontra nei messaggi ne una oscurit ne un eventuale errore. Essi non soltanto concordano con la Bibbia, ma anzi conducono alla Sacra Scrittura e aiutano la persona a scoprire il riferimento della Parola di Dio per la sua vita di ogni giorno.
Una caratteristica dei messaggi  quella di essere, nella quasi totalit dei casi, iniziati e conclusi con le medesime parole: Cari figli e Grazie per aver risposto alla mia chiamata. La dottoressa Stelzer ha sottolineato che la frase d'avvio rivela anche l'identit di chi parla, e non soltanto quella di chi riceve il messaggio. Con il saluto "Cari figli" si identifica da un lato l'Io della Madre, della Signora, e dall'altro lato si caratterizza la persona del ricevente e il suo rapporto in questa relazione. Questo rivela il desiderio di una stretta relazione personale, che si vuole sviluppare mediante la parola pronunciata. Perentrambi questi aspetti del saluto troviamo una conformit nei testi biblici. E anche il ringraziamento finale mette in luce l'atteggiamento interiore della persona che parla, nei riguardi della persona che riceve mostrando l'intimo carattere dei messaggi, quale offerta di una relazione improntata di amore e gratitudine e del suo costante sviluppo.
 interessante anche lo sguardo della Stelzer sul contenuto dei messaggi, nel quale ha rilevato cinque gruppi di modi di esprimersi da parte della Vergine, anch'essi in linea con l'atteggiamento tradizionale della Sacra Scrittura: Vi  in ogni messaggio una chiamata, un invito, o in altri termini un desiderio o una richiesta di fare qualcosa di concreto, come, per esempio: "Vi prego, specialmente voi della parrocchia, di vivere i miei messaggi e di trasmetterli agli altri" (16 agosto 1984). Questo invito  sovente accompagnato da una motivazione, quale: "Soltanto attraverso la preghiera potete capire e accettare i miei messaggi e metterli in pratica nella vostra vita" (25 agosto 1993).
Prosegue la Stelzer, andando ancor pi a fondo nell'interpretazione: Non di rado, oltre al generico ringraziamento, si riscontra al termine del messaggio anche un grazie concreto: "Desidero ringraziarvi per tutti i sacrifci e vi invito al pi grande sacrificio: il sacrificio dell'amore" (27 marzo 1986); oppure una dettagliata critica: "Siete troppo presi dalle cose materiali e, a causa loro, perdete tutto quello che Dio desidera darvi" (17 aprile 1986). I messaggi recano anche l'espressione di felicit della Madonna: "Sono piena di gioia per tutti voi che vi trovate sul cammino della santit" (24 luglio 1986); oppure del suo dolore: "Non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato" (24 maggio 1984). Infine si trovano spesso anche parole di incoraggiamento e la promessa della sua materna presenza: "Io sono con voi e intercedo per voi presso Dio" (25 maggio 1994).

Sul podio pregare, amare e vivere.

Le tematiche dei messaggi privilegiano decisamente alcune parole-chiave, ben individuabili considerando la frequenza con cui la Regina della Pace le propone. Ho svolto un'attenta ricerca sulle traduzioni italiane "certifcate" dalla parrocchia di Medjugorje, tenendo presenti i sinonimi e le assonanze principali, e ho potuto stilare un'ideale classifica.
Al primo posto risulta il tema della preghiera, declinato nelle sue varianti preghiera/preghiere, pregate, pregare e altre modulazioni nel verbo, che assommano in totale a 713 ricorrenze. Segue il tema del vivere, proposto anche come vita (284). Terzo  il tema dell'amare, sia come verbo che come sostantivo amore (245 ricorrenze). Le successive parole sono pace (206), gioia (102), santit/santo (95), grazia/tempo della grazia (92), conversione (76), satana (74), decisione/decidersi (68), messaggio/messaggi  (68), testimonianza/testimoniare (56), dono/donare (52). Le Persone della Trinit sono complessivamente citate oltre 800 volte: 519 Dio/Padre/Creatore, 260 Ges Cristo e 30 lo Spirito Santo.
In totale, le parole ripetute pi di una decina di volte sono soltanto trentacinque, proposte sin dagli inizi delle apparizioni. Come ha scritto l'abb Laurentin, gli eventi che sono seguiti non hanno fatto altro che spiegare, sviluppare, interiorizzare queste parole-chiave. E' una pedagogia, e la pedagogia esige del tempo, delle ripetizioni e delle spiegazioni. Ai messaggi di Medjugorje  stato rimproverato di essere ripetitivi. Ma qualsiasi pedagogia  ripetitiva. Cos le parole insignificanti che una mamma rivolge al suo bambino durante i primi anni, e che formano in lui l'uomo. Il compito di una madre, primordiale, essenziale e insostituibile fra tutti,  quello di ripetere, di radicare nel quotidiano ci che  pi essenziale alla vita dell'uomo. La Vergine Maria si comporta come madre nella vita spirituale. Ella assume meravigliosamente questo ruolo con i veggenti e con la parrocchia di Medjugorje.
Secondo quanto la Vergine stessa ha affermato,  la conversione il pi importante messaggio che ella  venuta a offrire, cui si affiancano i temi della fede e della preghiera, componenti ineludibili di tale cammino. La sua "strategia" ha fatto perno sul coinvolgimento della parrocchia di San Giacomo a Medjugorje, esplicitata nella richiesta dell'8 marzo 1984: Convertitevi, voi nella parrocchia, cos aiuterete a convertirsi tutti coloro che verranno qui. E la Madonna  arrivata a fare affermazioni forti e commoventi, come quando ha detto: Vi supplico: convertitevi (25 ottobre 1996), oppure: Decidetevi per la conversione e la santit (25 marzo 2001). Secondo padre Fanzaga, questa intensit di appelli  giustificata unicamente dall'evidenza che ci troviamo a un bivio della storia, che rende pressante l'ammonimento del Vangelo: se non vi convertite, perirete tutti.
Ma la parola che pi caratterizza le apparizioni di Medjugorje  certamente pace. Del resto  proprio questo il titolo con la quale ella si autopresent il 6 agosto 1981, rivelando ai veggenti: Io sono la Regina della Pace. Ed  sconvolgente il ricordo di quanto accadde durante l'apparizione del 26 giugno 1981, quando la Madonna pronunci per tr volte la parola pace e subito dopo Marija la vide mentre piangeva vere lacrime e implorava ancora la pace in quel luogo dove poi  stata costruita la croce blu: esattamente dieci anni dopo, la Croazia e la Slovenia proclamarono la loro indipendenza e suscitarono la violenta reazione della Serbia.
Di conseguenza tuonarono i cannoni, dando avvio al tragico conflitto nella ex-Jugoslavia che si  trasformato in una guerra etnica, durata quattro anni.

Teologi e scienziati uniti nel giudizio.

Sulla valutazione teologica delle apparizioni di Medjugorje si  inoltre soffermato il teologo croato Ivan Kordik, che nel suo studio ha affermato: Dalle ricerche abbiamo potuto notare che i messaggi presentano un richiamo, rivolto all'uomo contemporaneo, a prendere sul serio la pace, l'amore, la conversione e la penitenza, per poter vivere in modo felice la vita terrena come quella eterna. La Madonna mostra la strada e prende delle misure educative. Si tratta di un richiamo e di una strada che devono scuotere l'uomo e dargli un impulso religioso.
Citando anche il lavoro di sintesi svolto da Ljudevit Rupcic, in relazione agli studi dei teologi che hanno partecipato alla commissione scientifica internazionale franco-italiana, Kordik sottolinea: All'inizio delle loro conclusioni teologiche, fatte in base alle ricerche che trattavano il comportamento dei veggenti e il contenuto dei messaggi che essi comunicano in base alle conversazioni con colei che appare loro, i teologi esprimono la loro lealt nei confronti del giudizio della Chiesa: "Essi non vogliono prevenire il giudizio della Chiesa, bens aiutarlo, con tutta la loro obbedienza e umilt, offrendole elementi e ipotesi oggettivi". Ma, nonostante la loro cautela, non possono fare a meno di constatare che le apparizioni di Medjugorje sono autentiche, dato che il loro orientamento, testimoniato dalla Bibbia e dalla Chiesa,  sostanzialmente un richiamo che Dio rivolge all'uomo contemporaneo attraverso sua Madre.
I suddetti teologi infatti affermano: In base alle ricerche mediche, che confermano la ricerca spirituale in senso stretto, i sottoscritti teologi stabiliscono che i veggenti di Medjugorje hanno una vita sana ed equilibrata, un livello importante di preghiera e una santit di diverso grado... D'accordo con i medici, stabiliscono che le estasi dei giovani di Medjugorje non sono patologiche ma spirituali.
Questi teologi si dichiarano convinti che ci sia una comunicazione oggettiva, non per mezzo delle vie sensoriali che sono libere e che continuano a ricevere gli influssi dal mondo esterno, senza che il soggetto li noti. Si tratterebbe di una comunicazione di ordine spirituale che prende corpo nei centri sensoriali del cervello per guardare, per ascoltare e per toccare, indipendentemente dalle vie sensoriali normali le quali registrano gli impulsi dal mondo materiale esterno. La nostra ipotesi  quella di una particolare oggettivit che  suscitata da una reciproca comunicazione fra i veggenti di questo mondo e la Vergine che appartiene a un altro, o  -  ancora pi precisamente  -  a un'altra durata: la simultanea durata di Dio (l'eternit) portata in comunicazione con la durata successiva del nostro tempo (quello misurato con gli orologi).
Sottolinea ancora Kordik: I teologi hanno stabilito altres che i veggenti hanno realizzato un alto livello di sviluppo spirituale e umano, sebbene non siano particolarmente dotati; si potrebbe anzi dire che sono di capacit normali. E "il loro accordo", nonostante i pi diversi temperamenti che si possano immaginare, attorno alle apparizioni e al loro messaggio, l'affinit dei loro sviluppi spirituali diversi, ma perfettamente convergenti, parlano altrettanto a favore dell'oggettivit.
Infine, i teologi ritengono che la prova pi importante a favore delle apparizioni stia nella realizzazione del principio di Cristo nel Vangelo: l'albero si riconosce dai suoi frutti. L'analisi teologica si conclude infatti con questa constatazione: I segni positivi sembrano sufficientemente paragonabili a quelli che ai rispettivi vescovi hanno consentito di riconoscere come autentiche le apparizioni a La Salette, Lourdes, Pontmain, Fatima, Beauraing, Banneux... Se viene applicato lo stesso criterio a riguardo dei frutti e anche delle caratteristiche spirituali dei veggenti, Medjugorje si trova sempre in quella stessa linea. I frutti di quei fenomeni invitano alla riflessione sul fatto di Medjugorje, che rappresenta una grazia per la Chiesa.

Anche i veggenti sono credibili.

Un ulteriore aspetto da non sottovalutare  quello messo pi volte in luce da padre Fanzaga: la credibilit intrinseca degli stessi sei veggenti. Lo ha precisato con chiarezza nel suo avvenimento del secolo: In tutti questi anni la testimonianza dei veggenti non ha mai subito ripensamenti o presentato contraddizioni. Nessuno dei sei ragazzi prescelti dalla Madonna comesuoi testimoni si  voltato indietro, dopo aver postomano all'aratro. La loro perseveranza nel cammino della fede e della vita cristiana, prima come figli e poi come padri e madri di famiglia, non  mai venuta meno.  indubbiamente un segno importante di credibilit che una testimonianza proveniente da sei soggetti diversi si sia protratta per un tempo cos lungo e dinanzi a una opinione pubblica attenta e indagatrice. Mai in tutti questi anni qualcuno ha potuto cogliere i sei veggenti in contraddizione fra loro, nonostante l'ampiezza, la complessit e l'elevatezza del messaggio ricevuto. Nelle comuni vicende umane una simile armonia, coerenza e perseveranza risulterebbero assolutamente impossibili.
La stessa durata delle apparizioni  una forte prova in questo ambito. Umanamente parlando, nessuno riuscirebbe a reggere una pressione quotidiana come quella che  toccata in questi venticinque anni ai veggenti, se non ci fosse una origine soprannaturale. Come ha schiettamente raccontato Jakov, che in quel 25 giugno 1981 aveva appena dieci anni, se ora guardiamo indietro e torniamo ai tempi delle prime apparizioni, quando c'era ancora il comunismo, possiamo dire che ne abbiamo passate tantissime. Ci hanno portato negli ospedali psichiatrici, ci hanno sottoposto agli esami pi vari, ma hanno dovuto ammettere che siamo dei ragazzi normali. Il comunismo proibiva di frequentare liberamente la chiesa e, se ci andavi, rischiavi di perdere il posto di lavoro o di essere buttato fuori dalla scuola. Mi ricordo che quando eravamo a scuola c'era un direttore che stava alla porta e, se ti vedeva con una crocettina, te la strappava e te la buttava via. Tante volte hanno fatto pressione perch dicessimo che non avevamo visto la Madonna. Ma nel mio cuore non potevo dire che non l'avevo vista.
L'abb Rene Laurentin chiese a Mirjana il motivo di una durata cos prolungata e la risposta della veggente fu che  perch Dio vuole dare pi tempo ai peccatori per convertirsi: si tratta insomma di un prolungamento della pazienza di Dio, come disse Laurentin, trovando d'accordo Mirjana. Anche a Marija padre Livio ha rivolto la stessa domanda, sentendosi replicare: Penso che un motivo  dato dal fatto che, come la Madonna stessa ha detto, l'umanit sta costruendo un mondo senza Dio, dove il paganesimo  pi forte che mai. Poi, perch ogni uomo ne ha bisogno: vediamo che tantissimi giovani non hanno pi il senso della vita e si suicidano in un modo cos naturale, cos tranquillo, dato che non sanno pi perch vivere. La Madonna  venuta e rimane cos a lungo per darci il senso della vita che  Dio.


VII. - GIOVANNI PAOLO II E MEDJUGORJE.

Il figlio prediletto della Vergine. - Il rapporto con i protagonisti. - A Sarajevo, ma col cuore a Medjugorje. - Una approvazione priva di dubbi. - Dinanzi alle madonnine piangenti.


Alle 18,40 di sabato 2 aprile 2005, ora di Boston (Stati Uniti), in Italia era abbondantemente trascorsa la mezzanotte e Giovanni Paolo II era ormai morto da circa tr ore (l'orario ufficiale del decesso fu fissato dai responsabili vaticani alle 21,37). Mentre il mondo intero veniva pervaso dalla commozione per la scomparsa di questo faro del nostro difficile tempo, Ivan Dragicevic - uno dei tr veggenti di Medjugorje che continua a ricevere le apparizioni quotidiane - ebbe il consueto appuntamento con la Regina della Pace nella sua attuale residenza americana.
Questa volta per ella non era da sola, come di solito: alla sua sinistra si stagliava la figura di papa Wojtyla. La testimonianza, diffusa pubblicamente da una autorevole fonte,  molto dettagliata: Il Santo Padre era sorridente, appariva giovane e molto felice. Era vestito di bianco con un mantello dorato. La Madonna si  voltata verso di lui e i due, guardandosi, hanno sorriso: un sorriso straordinario, meraviglioso. Il Papa continuava a guardare estasiato la giovane Donna mentre lei, rivolta verso Ivan, diceva: "Il mio caro figlio  con me".  stato come il sigillo di un rapporto d'amore e di fiducia che per venticinque anni  intercorso spiritualmente fra la Vergine e Giovanni Paolo II, il quale - con il motto Totus tuus (Tutto tuo) inciso sullo stemma pontificio -  da tutti stato considerato il Papa di Maria.
In realt si trattava di un "sodalizio" avviatosi sin dai suoi primi attimi di vita. La madre Emilia Kaczorowska, al momento del parto, il 18 maggio 1920, aveva infatti chiesto alla levatrice di aprire la finestra della stanza, affinch i primi suoni uditi dal neonato fossero i canti in onore della Madonna, che in quel momento giungevano dalla vicina parrocchia di Nostra Signora, dove era in corso la funzione vespertina del mese mariano. Da quel momento lo sguardo di Karol Wojtyla si lev costantemente verso il volto della Madonna, sia da ragazzo  -  quasi a chiederle di fargli da mamma al posto di Emilia, morta quando lui non aveva ancora 9 anni  -  sia da sacerdote e da vescovo.
Il cardinale Andrzey Deskur, suo amico sin dalla giovent, ha confidato che, quando Wojtyla venne nominato nel 1964 arcivescovo di Cracovia, trov il seminario di quella citt quasi vuoto; allora fece questo voto alla Madonna: Far tanti pellegrinaggi a piedi in altrettanti tuoi santuari, piccoli e grandi, vicini o lontani, a seconda del numero di vocazioni che ogni anno mi darai. Improvvisamente quel seminario cominci a popolarsi di giovani: in certe annate ne entrarono anche pi di cinquanta. Nel momento in cui Wojtyla lasci Cracovia per la Cattedra di Pietro, il seminario ne contava quasi cinquecento! Egli doveva a questo punto mantenere il suo voto, diventato piuttosto impegnativo, ma lo fece con gioia. Cos la sua vita, prima di arcivescovo e poi di Papa,  stata un continuo pellegrinaggio.
Del resto, come ha acutamente fatto notare padre Livio Fanzaga  proprio il mese successivo all'attentato (avvenuto in piazza San Pietro per mano di Ali Agca il 13 maggio 1981, Nota dell'Autore) che iniziano le apparizioni della Regina della Pace a Medjugorje. Da allora  come se la santa Vergine abbia accompagnato l'infaticabile azione apostolica del Successore di Pietro. Questo, ma anche la notevole coincidenza che si  verificata fra le parole di papa Wojtyla e i messaggi della Vergine, hanno consentito allo stesso padre Livio di affermare che il pontificato di Giovanni Paolo II non sarebbe comprensibile, in chiave soprannaturale, senza riferirlo alla Regina della Pace, che si  affiancata a lui nello svolgimento di un servizio pontificale unico e irripetibile nella storia bimillenaria del cristianesimo.

Il figlio prediletto della Vergine.

I milioni di persone che, pellegrini a Roma per rivolgere l'ultimo saluto a papa Wojtyla, hanno acclamato a gran voce Santo subito, insieme con gli innumerevoli altri che, in tutto il mondo, non cessano di rivolgersi a lui nella preghiera e di invocarlo come intercessore in Cielo, hanno riconosciuto in Giovanni Paolo II il carisma del profeta e del testimone dell'Assoluto.
Per questa autorevolezza spirituale  -  attribuitagli del resto anche dai non appartenenti alla Chiesa cattolica  -  non  incongruo proporre oggi le sue affermazioni a riguardo di Medjugorje: quelle parole che, in vita, aveva dovuto confidare soltanto a pochi amici. Il Pontefice aveva infatti giustamente evitato di utilizzare la propria autorit per riconoscere un'apparizione che, secondo le prudenti e rigorose norme della Curia vaticana, deve giungere a conclusione prima di poter essere esaminata dai teologi allo scopo di verifcarne la soprannaturalit.
Per Giovanni Paolo II non ha mai fatto mistero, con i suoi interlocutori pi intimi e anche con quanti gli facevano riferimenti diretti alle vicende di Medjugorje, della sua profonda fiducia nella veridicit di questa manifestazione mariana. E la Vergine stessa ha ricambiato questo continuo atto di amore affermando, il 25 agosto 1994 (mentre papa Wojtyla si accingeva a visitare la Croazia, il 10 e 11 settembre successivi): Cari figli, oggi sono unita a voi nella preghiera in modo speciale, pregando per il dono della presenza del mio amato figlio nella vostra patria. Pregate, figlioli, per la salute del mio figlio pi caro che soffre, ma che io ho scelto per questi tempi.
 una predilezione che la Regina della Pace ha pi volte ribadito, invitando i fedeli a pregare per il Papa e in particolare dedicandogli  -  nella tradizionale recita dei sette Padre nostro, Ave Maria e Gloria al Padre  -  il sesto, come precis esplicitamente nel messaggio del 27 gennaio 1984. Gi il 14 maggio 1982, mentre Giovanni Paolo II era in visita pastorale al santuario di Fatima per ringraziare la Vergine della protezione ricevuta in occasione dell'attentato in piazza San Pietro, la Madonna si era infatti espressa con chiarezza: I nemici del Papa volevano ucciderlo, ma io l'ho protetto. E che cosa invece si attendesse da lui lo precis il 4 novembre 1981 (Il Papa  vostro padre,  il padre spirituale di tutti) e il 25 settembre 1982 (Il Santo Padre continui a essere instancabile e coraggioso annunciatore di pace e d'amore. Si senta sempre il padre spirituale non soltanto dei cattolici, ma di tutti gli uomini).
Con una sequenza cos ftta di espressioni d'affetto e di protezione, papa Wojtyla non poteva certo tacere o evitare di esprimere le proprie certezze dinanzi alle richieste di giudizio che gli venivano rivolte. D'altronde la sua indiscussa capacit di cogliere i segni seminati da Dio nella storia dell'uomo lo ha reso garante per noi della verit delle sue affermazioni, a partire da quella espressa il 24 febbraio 1990 a monsignor Murilo Sebastio Ramos Krieger, attuale arcivescovo di Florianopolis (Brasile), quando seppe che stava recandosi per la quarta volta in pellegrinaggio al santuario della Regina della Pace: Medjugorje  il centro spirituale del mondo!.
I ricordi di monsignor Ramos Krieger non si limitano a questa, pur efficace, frase. Nella medesima circostanza, dopo aver pranzato con il Pontefice assieme ad altri vescovi brasiliani, os dirgli: Santit, posso dire ai veggenti di Medjugorje che lei invia loro la sua benedizione?; Giovanni Paolo II non si tir indietro e rispose: S, s. Ma gi nel 1988 l'arcivescovo era stato a Roma per gli esercizi spirituali, al cui termine si sarebbe recato a Medjugorje. La mattina prima della partenza ebbe la possibilit, con altri confratelli, di partecipare alla Messa mattutina nella cappella privata del Papa e quest'ultimo, senza che nessuno gli avesse dato spunto, li salut sollecitandoli: Pregate per me a Medjugorje.

Il rapporto con i protagonisti.

Dei rapporti intrattenuti da Giovanni Paolo II direttamente con i veggenti non si hanno molte notizie, anche se sembra che siano avvenuti diversi incontri. Si tramanda uno scambio di battute con Vicka Ivankovic, al termine di una udienza del mercoled, il 22 marzo 1995, quando la veggente gli don una corona del Rosario dicendo: Santo Padre, lei ha senz'altro tante corone, ma questa  stata benedetta direttamente dalla Madonna; e il Pontefice replic: Tu prega la Madonna per me e io pregher per t.
Un altro episodio  relativo a una frase pronunciata nel 1987, durante un colloquio di una ventina di minuti con Mirjana Dragicevic: Se non fossi Papa, le disse, sarei gi a Medjugorje a confessare. Una conferma a tale riguardo  venuta dall'arcivescovo emerito di Praga, il cardinale Frantisek Tomasek, che gli sent dire che, se non fosse stato Papa, avrebbe voluto andare a Medjugorje per offrire aiuto nell'assistenza dei pellegrini.
Anche Marjia Paviovic ha avuto l'occasione di scambiare uno sguardo con Giovanni Paolo II, il quale, avendola riconosciuta, le si avvicin, le diede una carezza sulla guancia e le disse in croato: Sii buona. Parlando a un gruppo di pellegrini a Medjugorje, il 12 aprile 1997, la veggente afferm: Voi non sapete quante volte ho notato che il Santo Padre dice le stesse cose contenute nei messaggi della Madonna. Lei ci da il messaggio il 25 del mese e lui l'indomani usa le medesime parole; poi sorridendo continu: E allora penso: c' un altro veggente oltre a noi! O il Santo Padre  guidato cos fortemente dallo Spirito Santo, oppure anche lui ha le apparizioni. Ma cos ci fa concorrenza....
Che cosa pensasse dei messaggi di Medjugorje, papa Wojtyla lo rivel durante la cena con i vescovi dell'Oceano Indiano, ricevuti in udienza il 24 dicembre 1993: Questi messaggi sono la chiave per comprendere ci che avviene e ci che avverr nel mondo. Una delle suore polacche che accudivano il Papa rivel a padre Jozo Zovko che egli leggeva volentieri L'eco di Medjugorje in lingua polacca.
Direttamente a padre Jozo Giovanni Paolo II si era rivolto il 17 giugno 1992, mentre era in corso la drammatica guerra in Bosnia, con parole di vivo incoraggiamento a lui e agli altri francescani della parrocchia di San Giacomo:  Abbiate cura di Medjugorje, proteggete Medjugorje, non stancatevi, perseverate. Coraggio, io sono con voi. La foto di quell'incontro  stata riportata dal quotidiano di Zagabria Vecernji List il 24 agosto 2002, insieme con l'inattesa notizia di un biglietto autografo inviato dal Papa al frate: Imparto di cuore una particolare benedizione apostolica a padre Jozo Zovko e invoco nuova effusione di grazie e favori celesti e la continua protezione della beata Vergine Maria.
La consegna del biglietto  stata cos descritta dal quotidiano: Padre Jozo Zovko, frate francescano conosciuto in tutto il mondo, era pi che sorpreso ieri, quando dei pellegrini polacchi sono andati a ringraziarlo per i suoi ventuno anni di testimonianza in favore delle apparizioni di Medjugorje, e in particolare quando gli hanno consegnato una nota di ringraziamento personalmente firmata dalla tremante mano del loro pi celebre compatriota, Giovanni Paolo II. "La nostra Polonia  grata per ogni sua parola, per ogni atto che ha compiuto per noi", ha detto la collaboratrice del Papa Krystyna Gregorezyk, che ha personalmente consegnato la nota di ringraziamento a padre Jozo. Hanno giustamente commentato Denis e Cathy Nolan, fra i curatori del sito Internet childrenofmedjugorje.com: Che cosa ha fatto padre Jozo per i polacchi se non trasmettere loro i messaggi di Medjugorje?.
Sempre su questo sito  stato raccontato un altro "fioretto" del Papa relativo a padre Jozo, che ha visto protagonisti il poeta e giornalista polacco Marek Skwarnicki e sua moglie Zofia, ambedue amici d'antica data di Karol Wojtyla. Durante una cena in Vaticano, il 25 novembre 2000, Zofia aveva donato al Pontefice il libro del francescano Come Lei chiede. Quando Giovanni Paolo II lo vide esclam: Oh,Jozo. Quindi, invece di posare il volume sulla pila di quelli che gli erano gi stati donati, lo mise velocemente da parte e lo copr per essere sicuro che non sarebbe stato portato via con gli altri. Dopo il pasto, il segretario monsignor Stanislaw Dziwisz, che raccoglieva tutto ci che stava attorno al Santo Padre, trov il libro e lo prese. Ma il Papa lo ferm  di netto, riprese il libro e disse davanti a tutti: No! Questo lo porto in camera mia!.

A Sarajevo, ma col cuore a Medjugorje.

Che il cuore del Pontefice fosse costantemente sintonizzato verso il paesino croato lo ha documentato la sua pronta battuta del febbraio 1995, al termine dell'incontro con il vescovo di Mostar, monsignor Ratko Peric, il quale gli aveva chiesto: Santit, quando viene a Sarajevo?. E Wojtyla di rimando: Oh, pensavo che mi chiedesse: "Quando viene a Medjugorje?". Un viaggio nella capitale della Bosnia-Erzegovina era stato infatti organizzato per l'8 settembre 1994, ma l'assenza di adeguate condizioni di sicurezza avevano reso necessario un rinvio. In ogni caso, al termine della Messa celebrata in quel medesimo giorno a Castel Gandolfo e trasmessa in diretta radiotelevisiva nella ex-Jugoslavia, preg esplicitamente Maria con il titolo di Regina della Pace.
Due mesi pi tardi, il 6 aprile 1995, una delegazione croata si rec in Vaticano e fra i presenti c'erano anche il cardinale Franjo Kuharic, arcivescovo di Zagabria, e il vicepresidente croato Jure Radic. Al termine del discorso ufficiale, il Papa soggiunse a braccio: Voglio andare a Spalato, a Marija Bistrica e a Medjugorje!.
In realt, nemmeno quando la visita pastorale a Sarajevo pot finalmente essere effettuata, il 12 e 13 aprile 1997, Giovanni Paolo II ebbe l'opportunit di recarsi a pregare nel santuario della Regina della Pace. Invocandola con questo titolo, si rivolse per pi volte alla Madonna durante quei due giorni, sia nell'omelia ai sacerdoti e ai religiosi che nel Regina Coeli pronunciato nello stadio comunale. Ma il riferimento pi lampante ci fu nel discorso ai vescovi della Bosnia-Erzegovina: Affido i vostri sforzi apostolici alla materna protezione di Maria, Madre della Chiesa e Regina della Pace, che voi, insieme con le comunit a voi affidate, invocate con grande devozione, dando dunque per scontato tale culto.
Nel sito Internet di Medjugorje sono poi descritte le scene all'aeroporto di Sarajevo sia all'arrivo che alla partenza del Papa. Il 12 aprile, quando il provinciale francescano della Bosnia, fra Petar Andjelovic, si avvicin per salutarlo, Giovanni Paolo II gli chiese: Medjugorje?. Allora fra Petar fece cenno al confratello Tomislav Pervan, provinciale dell'Erzegovina, il quale disse: Sono di Mostar e Medjugorje. Il Pontefice annu con soddisfazione ripetendo due volte: Medjugorje, Medjugorje. Il 13, prima dell'imbarco verso Roma, nuovamente fra Tomislav salut papa Wojtyla e gli disse: Santit, l'attendiamo a Medjugorje. E la risposta fu identica alla precedente, come si  visto in ambedue i casi grazie alle riprese televisive: Medjugorje, Medjugorje.
Diverse persone che hanno avuto occasione di citare a Giovanni Paolo II l'amato nome della localit croata si sono sentite rispondere con accenti affettuosi e commossi. Un esempio  quello riportato da suor Emmanuel, che partecip a un'udienza con una trentina di membri della Comunit delle Beatitudini, fra cui si trovava anche fratel Ephraim. Al termine dell'incontro il Papa salut tutti personalmente e la religiosa ne approfitt per dirgli: Abito a Medjugorje da sette anni e la mia missione  di diffondere i messaggi della Regina della Pace. Sentendo ci, Wojtyla si fece pi attento e la guard sorridendo. Poi le pose la mano sul capo e mormor:  La benedico, tracciandole con il pollice un segno di croce sulla fronte.

Una approvazione priva di dubbi.

Il pi estroverso nel divulgare il parere di Giovanni Paolo II  indubbiamente stato il vescovo di San Angelo (Stati Uniti), monsignor Michael David Pfeifer, il quale, nella lettera pastorale del 5 agosto 1988 alla diocesi, scrisse nero su bianco: Durante la mia visita ad limino, (l'incontro che ogni cinque anni ciascun vescovo  tenuto ad avere con il Papa, Nota dell'Autore) a Roma con i vescovi del Texas, in una conversazione privata con il Santo Padre, gli chiesi che cosa pensasse di Medjugorje. Il Papa ne parl assai favorevolmente e disse: "Dire che a Medjugorje non accade nulla significa negare la testimonianza vivente e orante di migliaia di persone che sono state l".
Un'altro texano, l'arcivescovo di San Antonio monsignor Patrick F. Flores, confid nel 1989 di aver chiesto al Papa: Che cosa dobbiamo fare con tutta questa gente che va a Medjugorje?. E la risposta di Wojtyla fu: Lasciateli andare. Quando ci andr anche lei, si ricordi di pregare per me. Un simile interrogativo venne rivolto al Papa anche nel novembre 1994 dall'arcivescovo di Asuncion (Paraguay), monsignor Felipe Santiago Benitez Avalos, il quale era preoccupato per alcuni sacerdoti della diocesi che guidavano gruppi di preghiera ispirati a Medjugorje. Giovanni Paolo II gli rispose nettamente: Approvi tutto quello che riguarda Medjugorje.
Pure un italiano, l'arcivescovo di Pescara monsignor Francesco Cuccarese, chiese come si dovesse comportare con i fedeli della diocesi che si recavano a Medjugorje. Il Papa replic con un'altra domanda: Che cosa fa questa gente?. Va in pellegrinaggio, prega, si confessa fu la risposta dell'arcivescovo. E la conclusione di Giovanni Paolo II: E allora lasci che ci vadano. Invece al monsignore ligure Roberto Cavaliere accadde, durante una Messa del mattino nella cappella privata del Papa cui era presente anche il nunzio apostolico Mario Rizzi, di raccontare a Wojtyla della buona impressione ricevuta a Medjugorje e di sentirsi rispondere: Ho capito, ora bisogna convertire i vescovi!.
Fra i prelati pi intimi del Pontefice c' stato l'arcivescovo slovacco Pavei Hnilica, il quale ha raccontato un paio di episodi dei quali fu protagonista. Il primo risale al 26 marzo 1984, quando and a pranzo da Giovanni Paolo II per aggiornarlo su una sua missione segreta a Mosca: celebrare di nascosto la Messa proprio all'interno del Cremlino. Pavei, poi sei passato da Medjugorje?, gli chiese il Papa; e alla sua risposta negativa, motivata dal dissenso espressogli da qualche autorit vaticana, riprese: Va' in incognito e torna a riferirmi ci che hai visto. Quindi lo condusse nella biblioteca privata e gli mostr un libro di padre Rene Laurentin nel quale erano riportati alcuni messaggi della Regina della Pace, commentando:Medjugorje  la continuazione di Fatima,  la realizzazione di Fatima.
Il giudizio dato riservatamente dal monsignore, dopo gli opportuni studi e osservazioni dirette, fu quello da lui esplicitato in un'altra circostanza: Secondo la prassi abitualmente usata in casi simili nella Chiesa, non si pu rifiutare per adesso il mhil obstat (nulla osta) alle devozioni e alle manifestazioni pubbliche di culto, osservando con grande cautela e prudenza pastorale l'evolversi della situazione in modo da poter arrivare, una volta terminati questi fenomeni, alla conclusione sulla verit e il carattere soprannaturale di questi fatti. Alcuni anni dopo, Giovanni Paolo II ritorn sull'argomento con monsignor Hnilica, sottolineando che oggi il mondo ha perso il senso del soprannaturale, ma lo ritrova a Medjugorje attraverso la preghiera, il digiuno e la confessione.
Soltanto dopo la morte di Giovanni Paolo II, i gi citati Marek e Zofa Skwarnicki hanno tirato fuori dal cassetto le lettere loro indirizzate dal Papa, ricche di precisi riferimenti a Medjugorje. Da qualche anticipazione dell'epistolario si legge che, il 28 maggio 1992, il Pontefice scrisse ai coniugi: E adesso ogni giorno torniamo a Medjugorje in preghiera. Accogliendoli in quello stesso anno per gli auguri natalizi, l'8 dicembre verg dietro un'immaginetta: Ringrazio Zofia per tutto ci che riguarda Medjugorje. Anch'io vado l ogni giorno nella preghiera: sono unito a ciascuno di coloro che stanno pregando l e che ricevono da l la chiamata alla preghiera. Oggi comprendiamo meglio questa chiamata. Giosco perch il nostro tempo non  privo di persone di preghiera e di apostoli.
Poco pi di un anno dopo, il 25 febbraio 1994, una nuova e pi decisiva riflessione: Zofia mi scrive a riguardo dei Balcani. Adesso possiamo comprendere meglio Medjugorje. Possiamo comprendere meglio questa insistenza materna oggi, quando abbiamo dinanzi ai nostri occhi l'enormit di questo pericolo. Parimenti grande  la risposta della speciale preghiera, proveniente da persone del mondo intero. Tutto ci ci da la speranza che qui il bene vincer, che la pace  possibile. Questa  stata l'idea fondamentale della giornata di preghiera del 23 gennaio. Forse  anche grazie a questo che l'Europa sta tornando in se stessa.

Dinanzi alle madonnine piangenti.

Numerosi altri vescovi hanno documentato per iscritto le parole pronunciate da Giovanni Paolo II durante incontri privati. Molto significativa  stata la testimonianza pubblicata sul settimanale cattolico di Seoul (Corea) l'11 novembre 1990. I vescovi coreani erano stati invitati a pranzo dal Pontefice e monsignor Angelo Kim Nam-su, vescovo di Suwon e presidente della Conferenza episcopale nazionale, gli disse: Grazie a lei la Polonia si  liberata dal comunismo. Papa Wojtyla replic: Non sono stato io.  opera della Vergine Maria, come ella aveva annunciato a Fatima e a Medjugorje.
L'arcivescovo di Kwangju, monsignor Victorinus Youn Kong-hi, si colleg a questo discorso e rifer: In Corea, nella citt di Naju, c' una Vergine che piange; e Giovanni Paolo II, di rimando: Ci sono dei vescovi, come quelli in Jugoslavia, che sono contrari, ma bisogna anche guardare alla moltitudine di persone che sono sicure di questo, alle numerose conversioni. Tutto ci  conforme al Vangelo, tutti questi fatti devono essere seriamente esaminati.
Sappiamo, d'altra parte, che papa Wojtyla non ha mai pregiudizialmente osteggiato le manifestazioni di Maria tra gli uomini, approvate o presunte che fossero. Evidentemente la sua capacit di discernimento gli consentiva di separare il grano dal loglio e di comprendere quali fossero le cose buone inviate da Dio. : Un esempio eclatante della sua estrema partecipazione ai simboli della devozione popolare si ebbe nella primavera del 1994. La sera del 28 aprile il Papa stava preparandosi all'imminente viaggio pastorale a Siracusa, per presiedere fra l'altro la celebrazione della solenne dedicazione del santuario della Madonna delle lacrime, quando una caduta accidentale nel suo appartamento gli provoc la frattura del femore. Si rese necessario il ricovero nel policlinico Agostino Gemelli, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico, e la degenza si prolung fino al 27 maggio. Nella riflessione pronunciata dal suo letto di sofferenza l'8 maggio, Giovanni Paolo II riflette su questa espressione di dolore della Vergine: Non piangeva per la prima volta gi un secolo fa? Questo pianto di Maria ci ricorda il santuario di La Salette nelle montagne francesi. E di nuovo doveva piangere nel nostro secolo, dopo la seconda guerra mondiale. Appartiene al genio della donna anche il piangere. Sappiamo bene quanto ha fatto quel pianto nella vita di sant'Agostino e di tanti altri. Il piangere della donna e il piangere della Madonna sono un segno di speranza.
A testimonianza della sua grande devozione verso la Madonna di Siracusa, Giovanni Paolo II espresse il desiderio di poter avere accanto a s, nella stanza d'ospedale, il reliquiario della Vergine. Ovviamente fu immediatamente accontentato, cosicch le reliquie della lacrimazione sostarono nella cappellina papale al decimo piano del Gemelli per quasi quattro giorni, dalle ore 12,15 del 16 maggio alle ore 9,30 del 20 maggio.
Ma anche in un'altra circostanza papa Wojtyla non si trincer dietro un atteggiamento di cautela, pur mantenendo l'opportuno riserbo. Fu quando a Civitavecchia, fra il 2 febbraio e il 15 marzo 1995, una statuetta della Regina della Pace proveniente da Medjugorje pianse lacrime di sangue. Su tale evento ci soffermeremo nel prossimo capitolo. Basti dire qui che Giovanni Paolo II si interess immediatamente all'evento, incoraggiando telefonicamente il vescovo diocesano, monsignor Girolamti Grillo, a non liquidare la vicenda con la facile dichiaraazione Non consta de supernaturalitate (Non consta la soprannaturalit), cio la formula sospensiva e dilatoria che probabilmente la commissione diocesana e gli esperti vaticani avrebbero preferito emettere.
Addirittura il Pontefice volle che la madonnina fosse portata nel proprio appartamento, al terzo piano del Palazzo Apostolico, una sera del febbraio 1995. In quella occasione preg dinanzi alla statuetta e le cinse il capo con una coroncina d'oro. Successivamente, il 9 giugno dello stesso anno, chiese nuovamente a monsignor Grillo di portargli la statuetta e anche in questo caso la accolse nella cappella privata, preg e quindi le avvolse attorno alle manine un Rosario. Di tale episodio esiste un documento firmato personalmente da Giovanni Paolo II, in data 20 ottobre 2000.


VIII. - LA MADONNINA DI CIVITAVECCHIA.

Lo scetticismo del vescovo. - Monsignor Grillo cambia idea. - La teologia spiega il sangue maschile. - Il giudizio positivo della Commissione. - Quarant'anni prima, un altro caso. - Il significato di quelle lacrime.


Il 30 maggio 2005, al termine della consueta assemblea annuale della Conferenza episcopale italiana, Benedetto XVI - eletto Papa da poco pi di un mese - volle salutare personalmente tutti i vescovi italiani. Giunto a monsignor Girolamo Grillo, vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, lo guard negli occhi e pronunci con Voce chiara: La Madonna di Civitavecchia far grandi cose. Dette da quello che, fino a qualche settimana prima, era stato il cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (ossia il "ministero" vaticano preposto, fra l'altro, a studiare e giudicare le presunte manifestazioni soprannaturali), si  trattato di parole particolarmente autorevoli e impegnative.
L'evento cui papa Ratzinger si riferiva  la ben nota: lacrimazione della madonnina di gesso che si verific per ben tredici volte, fra il 2 e il 6 febbraio 1995, nella piccola grotta posta nel giardino della famiglia Gregori (nei pressi della parrocchia di Sant'Agostino in localit Pantano), e per una quattordicesima e ultima volta il 15 marzo successivo, fra le mani del vescovo diocesano, monsignor Grillo, nella sua residenza di Civitavecchia. A documentarne la sequenza, sotto giuramento, sono stati ben quarantatr diversi testimoni oculari.
Il motivo per cui questa manifestazione della Vergine ha una stretta connessione con Medjugorje  presto detto: la statuetta che ha lacrimato raffigura la Regina della Pace e fu acquistata il 16 settembre 1994 in un negozietto di souvenir all'ombra del santuario in Erzegovina dall'allora parroco di Sant'Agostino, don Pablo Martin, durante un pellegrinaggio. Il sacerdote l'aveva presa appositamente per regalarla ai coniugi Fabio e Annamaria Gregori, con i quali aveva avviato in parrocchia un cammino di approfondimento spirituale, affinch la ponessero in una nicchia nel vialetto d'ingresso della loro villetta e servisse da deterrente contro le petulanti visite dei Testimoni di Geova.
Fu proprio mentre la famiglia usciva dalla porta per recarsi alla celebrazione della Candelora, alle 16,20 del 2 febbraio 1995, che il Mistero si present in casa Gregori. Pap Fabio era passato dinanzi alla madonnina senza notare nulla, ma la figliolettaJessica, quasi 6 anni d'et, che lo seguiva, vide una goccia rossa scendere dall'occhio destro della statuetta e percorrerne la guancia. Il padre, richiamato dalle sue grida, torn indietro e si rese conto di quanto stava accadendo: nel frattempo un'altra goccia era uscita anche dall'occhio sinistro ed era scivolata sino al cuore della madonnina.
Come vedremo fra poco, le analisi tecniche e cliniche attesteranno che non si  trattato di una manipolazione e che il liquido era effettivamente sangue umano. La scienza ha dunque ratificato quello che gi aveva ipotizzato la teologia, convalidando autorevolmente il collegamento fra questa manifestazione della Vergine e le parole che la Regina della Pace pronunci a Medjugorje il 24 maggio 1984: Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato.
Inoltre, proprio la data del 2 febbraio  stata emblematica in tal senso, poich  il giorno nel quale la Chiesa fa memoria della presentazione del Bambino al Tempio. Come ha tramandato il Vangelo di Luca, in tale circostanza Simeone disse che Ges  qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione, aggiungendo poi rivolto a Maria: E anche a t una spada trafigger l'anima. Una sofferenza originata da quanto venne fatto a suo Figlio durante la Passione, ma causata anche dal perpetuarsi del peccato umano e dal rifiuto di decidersi in favore di Dio.
Del resto, un'ulteriore conferma  giunta dalla risposta della veggente Marija Paviovic a una precisa domanda di padre Livio Fanzaga sugli eventi di Civitavecchia, nel corso di un'intervista trasmessa da Radio Maria: Per me ha un significato molto grande, non tanto perch la Madonna ha pianto, dato che anch'io l'ho vista piangere, ma perch ha pianto lacrime di sangue e ha pianto vicino Roma. E, all'ulteriore richiesta di padre Livio se in questo ci sia un grande significato, Marija ha sfumato con un certo imbarazzo, evidentemente per qualche collegamento con i famosi segreti: S, secondo me s, ma poi parlando non vorrei....

Lo scetticismo del vescovo.

Fabio Gregori, al termine della Messa pomeridiana di quel 2 febbraio 1995, avvis immediatamente il parroco don Pablo Martin, che si rec nel giardino e constat quanto gli era stato raccontato. Il giorno successivo, intorno alle 18.30, lo stesso sacerdote assistette a una nuova lacrimazione e si convinse della veridicit dell'evento. Questo episodio lo spinse a informare immediatamente il vescovo Grillo - dal quale ricevette un energico invito alla cautela - e a preparare una relazione scritta, che gli consegn il 4 febbraio. Il presule era per molto scettico, tanto da scrivere sul diario: Che brutta storia quella delle Madonne che piangono. C' sempre qualche burlone che si prende lo sfizio di imbrattare gli oggetti sacri. Poveri noi, dove siamo capitati. Con il parroco che va dietro anche a queste stupidaggini.
A scanso di equivoci, il 5 febbraio monsignor Grillo diede comunque incarico al medico Umberto Natalini e all'ematologo Graziano Marsili, ambedue di Civitavecchia, di esaminare il liquido sgorgato dalla statuetta, prelevandone alcune tracce alla presenza delle autorit di Polizia. Il risultato venne comunicato a stretto giro di telefono (e confermato per iscritto in una successiva relazione): si trattava di liquido biologico, ossia di sangue. A questo punto anche il vescovo cominci a turbarsi, come confermano le note sul diario, in data 9 febbraio: Ho conosciuto i protagonisti della vicenda: sono gente semplice; appaiono quasi traumatizzati. Pu darsi che siano stati oggetto di un raggiro malvagio o maligno, ma potrebbe darsi che tutto sia vero. Povero me, se fosse vero! Questo mi vien da pensare istintivamente. Ma sono sicuro che il Signore mi aiuter a vederci chiaro in tutto e la Vergine santa mi protegger.
Il 10 febbraio fu il fatidico giorno degli esami nell'Istituto di Medicina legale del policlinico romano Agostino Gemelli, ai quali collaborarono il professor Angelo Fiori, direttore del medesimo Istituto, e il professor Giancarlo Umani Ronchi, direttore dell'Istituto omonimo dell'universit La Sapienza di Roma (coinvolto espressamente dalla famiglia Gregori, la quale temeva che il vescovo riuscisse a far dire che si trattava di un imbroglio). Le indagini radiografiche, eseguite il 24 febbraio nell'Istituto di Radiologia del Gemelli dal professor Maurizio Vincenzoni, determinarono l'assenza di qualsiasi marchingegno all'interno della madonnina e le verifiche tecniche esclusero che il liquido potesse derivare dal materiale della statuina.
L'eventuale dubbio che la statuetta potesse essere stata rimpiazzata era escluso dal fatto che, quando Fabio l'aveva collocata nella nicchia, gli era sfuggita di mano e, nella caduta, aveva subito alcune scheggiature sul velo frontale e sulla veste, che ne permettevano una incontestabile identificazione. Lo ha autorevolmente confermato il dottor Luigi Di Maio, dirigente del Commissariato di Civitavecchia: Abbiamo stabilito con assoluta certezza che non ci sono state sostituzioni e che la statuetta che ha pianto nel giardino di Pantano  proprio quella che  stata sottoposta ai test dai professori Fiori e Umani Ronchi.
I due medici legali prelevarono inoltre un po' del liquido e lo sottoposero alle analisi di laboratorio. Il 16 febbraio venne comunicato al vescovo che le lacrime sgorgate dalla sacra immagine erano sicuramente di sangue umano:  a questo punto si decise di approfondire l'esame sui cromosomi, per definire se avesse aspetti maschili o femminili. Dopo una prima risultanza del 22 febbraio a favore della componente femminile, il 27 febbraio - a seguito di tr ulteriori indagini - la risposta definitiva fu che si trattava di sangue umano maschile. La reazione di monsignor Grillo fu in linea con le precedenti: Che cosa strana; non ci capisco niente! Non resta altro che chiedere un segno alla Madonna, qualora fosse veramente lei a piangere.
In realt, nell'ambito del soprannaturale i segni arrivano da dove meno ce lo si aspetta. A tale proposito fu significativa per il vescovo una telefonata che ricevette il 13 marzo dal noto esorcista don Gabriele Amorth, le cui parole furono cos sintetizzate sul diario: Non esclude l'influsso diabolico per tutte le altre statue che stanno piangendo in Italia, ma non per la madonnina di Civitavecchia, pregandomi di non essere molto scettico, perch egli era venuto a conoscenza fin dalla scorsa estate  -  da un'anima da lui diretta spiritualmente  -  che una madonnina avrebbe pianto a Civitavecchia e che questo segno sarebbe stato di non buon auspicio per l'Italia, ragion per cui sarebbe stato opportuno far penitenza e pregare molto.

Monsignor Grillo cambia idea.

Proprio quella telefonata fu all'origine del momento pi eclatante di questa vicenda di lacrimazioni. Monsignor Grillo non aveva infatti dato peso alle affermazioni di don Amorth,  per aveva raccontato l'episodio alla sorella Grazia, che in quei giorni era andata a trovarlo insieme con il marito Antonio e il figlio Angelo. Dopo la Messa mattutina del 15 marzo e al termine della colazione, Grazia chiese al fratello di consentirle una preghiera dinanzi alla statuetta, che era stata avvolta nella bambagia e posta in un cestino di vimini nell'armadio di una delle suore impegnate nella residenza del vescovo.
Che cosa accadde si trova descritto in dettaglio nel diario di monsignor Grillo: Attesa l'insistenza di mia sorella, domando alla suora il permesso di poter accedere alla sua stanza assieme a lei stessa. Quindi in quel momento eravamo in quattro. Prendo la madonnina riposta in un piccolo cestino e incominciamo a pregare in silenzio, quando dopo qualche attimo mio cognato (io personalmente pregavo con gli occhi socchiusi) mi dice: "Guarda, guarda. Che cosa sta accadendo?". La madonnina aveva ricominciato a piangere dall'occhio destro: un filo sottilissimo, un po' pi grande d'un capello, dapprima bianco come una lacrima normale, che si bloccava davanti alla piccolissima gota, dove formava come una piccola perla di rubino, che riusciva a scavalcare la gota e a scendere, riformando la lacrima di sangue che gi era stata asportata al Policlinico Gemelli. Stavo recitando la Salve Regina in latino. Stranamente ero arrivato alle parole: illos tuos misericordes oculos ad nos converte (rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi, Nota dell'Autore).
L'evento scosse terribilmente il vescovo, che si accasci in una poltrona del salotto accanto, dove venne soccorso dal cardiologo Marco Di Gennaro, il quale ebbe anche occasione di verificare la presenza di sangue fresco sulla statuetta. Ho trovato monsignor Grillo molto pallido e provato, ha testimoniato successivamente il medico, seduto vicino al tavolo del salone all'ingresso della sua residenza. Era emozionato e in preda ai suoi pensieri. Quali fossero questi pensieri lo ha raccontato lo stesso Grillo: Ho chiesto subito alla Madonna la mia conversione e il rafforzamento della mia fede, mentre non ho mancato di chiedere perdono di tutti i miei peccati. Prosegue il racconto del dottor Di Gennaro: Teneva ancora la madonnina fra le mani e me la mostr. Sul suo volto si evidenziavano due chiazze di color rosso vivo, che si sovrapponevano alle precedenti lacrimazioni riconoscibili per il colore pi scuro, brunastro, del coagulo.
Di quanto accaduto, monsignor Grillo rifer immediatamente in Vaticano, al segretario di Stato cardinale Angelo Sodano,  e al Vicariato di Roma, nella persona del cardinale vicario Camillo Ruini. Ma, come ha raccontato il vescovo, a fare discernimento sulla natura dell'evento mi hanno indirettamente aiutato soltanto due persone  che, forse, aspettavano gi questo segno, ma  di cui per ora non posso fare neppure il nome (chi vuol capire capisca; un giorno, per, parleranno i miei diari). Uno di questi dovrebbe essere proprio Giovanni Paolo II, che intervenne con molta discrezione ma con altrettanta fermezza. Secondo recenti informazioni lasciate trapelare dallo stesso vescovo, una telefonata a tarda sera gli giunse a nome del Papa direttamente dal Palazzo apostolico (probabilmente all'altro lato del filo c'era il segretario Stanislaw Dziwisz), come incitamento personale ad andare coraggiosamente avanti. E questo spinse successivamente monsignor Grillo a chiedere alla Vergine un preciso segno.
L'azione del Pontefice si concretizz in particolare alcuni giorni pi tardi, in seguito al sequestro della statuetta ordinato dalla Procura di Civitavecchia il 6 aprile, quando era invece gi stato fissato per il 14 aprile - in coincidenza con il Venerd santo - il solenne trasferimento della madonnina in una nicchia appositamente allestita nella parrocchia di Sant'Agostino. Cos, dovendo presiedere la veglia di preghiera nella cattedrale di Civitavecchia organizzata per la serata del 10 aprile, il cardinale Andrzej Maria Deskur, uno dei pi intimi amici polacchi di papa Wojtyla, port con s una statuetta identica all'originale (la quale si trovava intanto rinchiusa in un armadio sigillato), fatta appositamente acquistare a Medjugorje. Il cardinale Deskur, presidente della Pontificia Accademia dell'Immacolata, lo comunic esplicitamente: Mi trovo qui perch il Papa mi ha detto di venire per favorire il culto alla madonnina. Al termine della celebrazione, proprio a nome di Giovanni Paolo II, benedisse la statuetta e la don ai coniugi Gregori.
E qui comincia un'altra storia, legata a questa nuova madonnina  che, dal 1996, ha cominciato a emettere gocce di una sostanza vischiosa: dapprima soltanto a Natale, a Pasqua e nelle grandi solennit mariane, quindi con sempre maggior frequenza, soprattutto quando si riunisce gente per la preghiera. Io stesso ho potuto toccare questo liquido denso e oleoso e sentirne il profumo  di rosa (ma i Gregori affermano che in talune circostanze si percepisce l'odore di altri fiori). Si tratta di una trasudazione assolutamente impossibile per una statuetta di gesso, che il vescovo si  premurato di far analizzare al professor Angelo Fiori. Ne  risultato che il liquido non  un olio, bens un'essenza, il cui DNA non  di natura umana, ne animale, anche se contiene degli elementi presenti nel nostro organismo. Probabilmente la sua natura  vegetale ed  frutto della mescolanza di moltissimi profumi. Secondo numerose testimonianze, avrebbe anche un potere taumaturgico.

La teologia spiega il sangue maschile.

Una delle obiezioni pi energiche e ripetute contro la veridicit delle lacrimazioni di Civitavecchia  stata fondata, a partire da quando si conobbe pubblicamente l'esito delle analisi sul sangue, sul fatto che i cromosomi rilevati nell'indagine del DNA erano di sesso maschile (e non femminile, come sarebbe sembrato naturale trattandosi di una statuetta raffigurante la Madonna). Da varie parti fu sollecitato un esame comparativo con il sangue degli uomini appartenenti alla famiglia Gregori e la Procura di Civitavecchia, il 29 aprile, li convoc tutti per un prelievo che avrebbe dovuto essere effettuato il 5 maggio.
I Gregori si erano immediatamente dichiarati disponibili, ritenendo che la cosa potesse favorire un chiarimento  definitivo, ma il loro legale, l'avvocato Bruno Forestieri, si era insospettito dopo aver letto la perizia del dottor Aldo  Spinella, responsabile della sezione Indagini biologiche della Criminalpol, nella quale veniva affermato: Nei nostri laboratori siamo andati oltre il DNA nucleare individuato dai professori Umani Ronchi e Fiori, e abbiamo determinato quello mitocondriale. Si tratta di un DNA abbastanza diffuso, diciamo1 a 50.000. L'ovvio dubbio di Forestieri era che una simile percentuale rendeva possibile una falsa compatibilit con il DNA di qualcuno dei Gregori. Per questo motivo l'avvocato Forestieri li sconsigli dall'aderire alla richiesta della Procura: tale notizia per, malevolmente diffusa e interpretata, fece cadere il sospetto sulla famiglia Gregori.
In realt, quando dopo un anno l'avvocato riusc a ottenere il referto completo - che permetteva di comprendere come la Criminalpol fosse riuscita a individuare soltanto cinque polimorfismi del DNA, comuni al 95 per cento della popolazione maschile mondiale - la sua cautela fu riconosciuta giusta da tutti. A questo punto l'avvocato ha potuto tagliar corto con quelle pretestuose polemiche; Se si fosse effettuato il prelievo del sangue al fine del test del DNA a tutti i cittadini maschi di Civitavecchia e se si fossero poi confrontati i risultati con quello ottenuto dal sangue della madonnina, avremmo potuto, con buona probabilit, trovarli tutti quanti compatibili.
Da parte ecclesiastica, sulla questione del sangue maschile ci si  interrogati a livello teologico e si  resa evidente una precisa spiegazione che rende plausibile tale evento. Non bisogna mai sottovalutare i segni del cielo,  intervenuto padre Livio Fanzaga, e a questo riguardo la prima cosa da mettere in evidenza  che il sangue che conta nella storia della redenzione non  quello della Madonna, bens quello di Cristo. Ma, andando oltre, non dobbiamo tralasciare che il sangue della Madonna e il sangue di Ges sono il medesimo sangue, dato che Ges non ha avuto un padre umano. Tutto ci che Ges ha preso, per quanto riguarda la sua umanit, lo ha ricevuto da Maria: e dunque, in quella mascolinit del sangue versato dalla statuetta, vedo il significato molto profondo che l'umanit di Cristo proviene tutta dalla Madonna.
Ha concordato padre Stefano De Fiores, docente nella prestigiosa Universit pontifcia gregoriana di Roma e uno dei pi qualificati studiosi al mondo di tematiche mariane: Il segno della lacrimazione di sangue maschile richiama la passione di Cristo, l'abisso di dolore fisico, morale e spirituale da lui sofferto e offerto al Padre per la salvezza degli uomini. Nel pianto di Maria si avvertono i gemiti inenarrabili dello Spirito, che fanno tutt'uno con i gemiti della creazione fino a che la figliolanza divina si manifesta in essa.
In ogni caso, ha sottolineato padre De Fiores, si deve scartare l'idea che si tratti di lacrime metaforiche, cio di un puro simbolo esteriore senza alcun riferimento alla situazione della persona cui le lacrime sono attribuite: si avrebbe un caso palese di inganno o di esteriorit. Neppure si possono attribuire a Maria lacrime di sofferenza come quelle da lei versate durante la sua vita terrena: sarebbero incompatibili con la condizione di felicit propria della vita eterna. In genere si ritiene plausibile la spiegazione che parla di lacrime mistiche, come della ripercussione attuale delle sofferenze della Chiesa sulla Madre dei fedeli.

Il giudizio positivo della Commissione.

Una Commissione teologica venne istituita dal vescovo Grillo affinch offrisse un ponderato giudizio sulla vicenda. Dopo aver lavorato per una ventina di mesi, interrogando molti testimoni e ascoltando esperti delle varie problematiche coinvolte, gli undici mmbri espressero, ciascuno per proprio conto, la personale opinione. Nel volume curato dalla diocesi di Civitavecchia  stata tracciata una sintesi ragionata di tali conclusioni: La verit del fatto  stata da tutti riscontrata, per cui nessuno si  espresso negativamente nei suoi confronti; d'altronde il sangue  un dato oggettivo e non si  riusciti a trovare l'inganno. Per quanto riguarda l'interpretazione del fatto, il parere personale  risultato diversificato. Uno dei mmbri della Commissione ha affermato che "non ci sono argomenti per affermare che il fenomeno rivesta le caratteristiche di un intervento soprannaturale". Tr di essi si sono astenuti dal pronunciare un giudizio circa la soprannaturalit, in quanto a loro avviso sarebbe stato opportuno un esame pi approfondito del contesto e la lettura del senso specifico dell'evento. Pertanto il loro pu essere definito parere sospensivo o dubitativo. Mentre sette mmbri della Commissione hanno espresso parere affermativo o non contrario. Questi, oltre a dichiararsi a favore della veridicit dell'evento, hanno anche ritenuto di pronunciarsi, in coscienza, a favore della soprannaturalit del fatto. Il vescovo, in realt, aveva chiesto alla Commissione un primo pronunciamento solo sulla veridicit del fatto, o comunque la verifica dell'assenza di ogni tipo di inganno (frode, trucco, secondi fini, telecinesi...). Ebbene,  circa la veridicit del fatto si riscontra la totalit di convergenza della Commissione, la quale, poi, nella maggioranza dei mmbri si pronuncia anche a favore della soprannaturalit dell'evento.
Ampie indagini furono nel contempo attuate dalla magistratura, sia spontaneamente, sia su richiesta di associazioni e singole persone che non vedevano di buon occhio la rilevanza che tale lacrimazione stava acquisendo a livello nazionale. La Procura di Civitavecchia fece effettuare diverse perquisizioni domiciliari, pose sotto controllo i telefoni di alcuni dei protagonisti, emise il decreto di sequestro della statuetta, mantenne in essere per oltre cinque anni un procedimento a carico di Fabio Gregori con l'ipotesi di reato dell'associazione per delinquere.
Archiviando infine il tutto, il magistrato Castaido afferm che le lacrimazioni notate da altre persone informate sui fatti (e tra esse il comandante della Polizia municipale di Civitavecchia, agenti di Polizia penitenziaria e di Polizia di Stato) debbono ricondursi o a un fatto di suggestione collettiva (che per la medicina e la psicologia non ritengono possibile, Nota dell'Autore), o a un fatto soprannaturale, su cui questa Autorit Giudiziaria nulla pu dire in positivo o negativo, dovendosi di contro realisticamente escludere l'ipotesi delle dichiarazioni mendaci, stante la diffcile ipotizzabilit di accordi criminosi fra persone - tra l'altro anche fra pubblici ufficiali - che in buona parte non si conoscono tra loro.
Superate tutte le difficolt e fugato ogni dubbio sulla veridicit delle lacrimazioni, a dicembre del 2004 monsignor Grillo ha per la prima volta rivelato alcuni dettagli che hanno aperto uno squarcio di luce su un'ulteriore questione, pi ampia e foriera di sviluppi: In quello stesso anno 1995, la piccola Jessica Gregori mi ha confidato alcuni messaggi, cui allora io non ho creduto, ma che successivamente si sono verificati puntualmente. La piccola di allora, oggi pi che quindicenne (Jessica  nata il 21 marzo 1989, Nota dell'Autore), ricorda benissimo quei segreti, anche se lei non tutto ha compreso. Tali segreti devono rimanere tali per lei e per me. Per ora non resta altro che pregare e fare penitenza.
In una dichiarazione scritta del 1 gennaio 2005, Jessica ha confermato tutto: Tali messaggi sono tenuti in segreto tra me e il vescovo, e io non posso rivelarli perch legata all'obbligo del silenzio. L'unico che potr rivelarli, se un giorno avr intenzione di farlo,  soltanto il vescovo monsignor Girolamo Grillo. Inoltre, sempre in quegli stessi anni, dichiar di aver ricevuto altri messaggi che riguardano principalmente la famiglia e l'unit di quest'ultima che in questi tempi viene distrutta dalle insidie del demonio. Tali messaggi richiedono anche: molta preghiera davanti a Ges eucaristia; andare alla santa Messa tutti i giorni; confessarsi almeno una volta alla settimana,  nel giorno del Signore recitare il santo Rosario; consacrarsi al Cuore immacolato di Maria.

Quarant'anni prima, un altro caso.

Non  per la prima volta, questa di Civitavecchia, in cui l'Italia ha potuto avere la certezza che la Vergine non soltanto esiste, ma continua anche a rendersi presente nella storia degli uomini. Come ho ampiamente raccontato nel libro La Madonna  tra noi: ecco le prove: fra il 29 agosto e il 1 settembre 1953 a Siracusa, sempre nell'ambito di una giovane famiglia (i coniugi Antonina e Angelo lannuso), pianse per una sessantina di volte un altorilievo di gesso smaltato, comunemente definito capezzale da letto, raffigurante la Madonna che mostra il proprio Cuore immacolato.
Una commissione scientifica, composta dai dottori: Michele Cassola, direttore della sezione micrografica del Laboratorio provinciale, e Francesco Cotzia, assistente della medesima sezione, dall'ingegnere Luigi D'Urso e dal chimico Roberto Bertin, prelev circa un centimetro cubico di liquido, dopo aver provveduto a ripulire la sacra immagine. Per garantire la correttezza dell'indagine erano presenti il parroco Giuseppe Bruno, il commissario Nicol Samperisi, responsabile territoriale della Polizia, il brigadiere Umberto Ferrigno, il funzionario dell'Ufficio provinciale di sanit Mario Marletta e il tenente colonnello Giovanni Grasso, comandante del Presidio militare di Siracusa.
Per verificare la parte interna dell'altorilievo, venne poi smontato il supporto di vetro opalino nero. Il chimico Bertin attest nella relazione tecnica che internamente l'icona si present concava, perfettamente asciutta; e la sostanza che costituisce questa madonnina  gesso puro. Questa massa, dopo essere stata messa nello stampo,  stata fatta asciugare lentamente al sole; perci, in queste condizioni, questo gesso non pu pi assorbire dell'altra acqua, e siamo certi che nel suo spessore, un centimetro o poco pi, non si sono aperte delle fessure, come sarebbe stato possibile invece se fosse stato cotto in un forno.
Un altro chimico, il professor Leopoldo La Rosa, ha affermato nel proprio referto che un'altra razionale osservazione sulla coloritura del calco ci consente di stabilire che gli occhi della madonnina sono ricoperti da ben sei strati di colore alla nitrocellulosa, oltre a uno strato preventivo di fondo, dato con stucco alla nitro. Lo stucco, solidificandosi, forma una crosta uniforme e impermeabile, e su questa furono spruzzati i vari colori con aerografo, livellati ulteriormente da uno strato di vernice "a finire". Queste condizioni sono da considerarsi una barriera insormontabile sia per l'acqua sia per la semplice umidit, che eventualmente possa orientarsi dall'interno verso l'esterno o viceversa.
Nelle analisi di laboratorio si controll innanzitutto se potesse essere rilevata nel liquido qualche traccia dei diversi componenti dell'altorilievo, ma la risposta fu negativa, essendo assenti solfati, carbonati, calcio e ferro. Passati alle componenti delle lacrime umane, i tecnici rilevarono invece la presenza del cloro e del sodio, che danno alle lacrime il caratteristico sapore salato. Per di pi, individuarono dei noduli amorfi di colore nerastro, residuati proteici che vennero riscontrati anche nelle lacrime di comparazione prelevate da un adulto e da un bambino.
Il 9 settembre la relazione analitica sul liquido venne sottoscritta dai dottori Cassola, Cotzia, La Rosa e Marletta. La loro conclusione fu precisa e inconfutabile, pur con i tipici "distinguo" dei referti scientifici: Si verrebbe pertanto a presumere che non si riscontrano sostanze solubili ed elementi di composizione della materia di cui  composta la "madonnina", ma il liquido in esame risulterebbe costituito da una soluzione acquosa di cloruro sodico in cui si nota la presenza di tracce di proteine e nuclei di formazione di composti d'argento di sostanze escretorie di tipo quaternario, ugualmente riscontrate nei secreti umani di confronto sottoposti all'analisi. In definitiva, l'aspetto, l'alcalinit e la composizione inducono a far ritenere il liquido esaminato di analoga composizione del secreto lacrimale umano.
Anche a seguito di tale risultato, dalla Conferenza episcopale siciliana venne emanato, il 12 dicembre 1953, un comunicato che ha posto sulla vicenda l'autorevole sigillo della Chiesa: Vagliate attentamente le relative testimonianze nei documenti originali, i vescovi hanno concluso unanimemente col giudizio che non si pu mettere in dubbio la realt della lacrimazione. Fanno voti che tale manifestazione della Madre celeste ecciti tutti a salutare penitenza e a pi viva devozione verso il Cuore immacolato di Maria, auspicando la sollecita costruzione di un santuario che perpetui la memoria del prodigio. In realt la realizzazione del santuario ha chiesto pi tempo del previsto, ma l'inaugurazione  stata finalmente possibile il 6 novembre 1994.
Dieci mesi pi tardi, un inaspettato e lungo accenno a tale vicenda si present nel messaggio letto alla radio da Pio XII il 17 ottobre 1954: Senza dubbio Maria  in cielo eternamente felice e non soffre ne dolore ne mestizia; ma ella non vi rimane insensibile, che anzi nutre sempre amore e piet per il misero genere umano. [...] Comprenderanno gli uomini l'arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh le lacrime di Maria! Erano sul Golgota lacrime di compatimento per il suo Ges e di tristezza per i peccati del mondo. Piange ella ancora per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo mistico di Ges? O piange per tanti figli, nei quali l'errore e la colpa hanno spento la vita della grazia, e che gravemente offendono la maest divina? O sono lacrime di attesa per il ritardato ritorno di altri suoi figli, un d fedeli, e ora trascinati da falsi miraggi fra le schiere dei nemici di Dio? A voi spetta di cooperare con l'esempio e con l'azione al ritorno dei profughi alla casa del Padre e di adoperarvi affinch si chiudano al pi presto le brecce aperte dai nemici della religione nella vostra isola, fatta oggetto di cupido assedio.

Il significato di quelle lacrime.

A conclusione di tali ricostruzioni cronachistiche, vale la pena di riassumere il senso di questo segno lasciato dalla Vergine, partendo dalle parole pronunciate da Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994, in occasione della sua visita nel santuario di Siracusa: Sono lacrime di dolore per quanti rifiutano l'amore di Dio, per le famiglie disgregate o in difficolt, per la giovent insidiata dalla civilt dei consumi e spesso disorientata, per la violenza che tanto sangue ancora fa scorrere, per le incomprensioni e gli odi che scavano fossati profondi tra gli uomini e i popoli. Sono lacrime di preghiera: preghiera della Madre che da forza a ogni altra preghiera, e si leva supplice anche per quanti non pregano perch distratti da mille altri interessi, o perch ostinatamente chiusi al richiamo di Dio. Sono lacrime di speranza, che sciolgono la durezza dei cuori e li aprono all'incontro con Cristo redentore, sorgente di luce e di pace per i singoli, le famiglie, l'intera societ.
Padre Stefano De Fiores  andato pi a fondo nel significato teologico delle lacrime di sangue, individuando ben quattro significati: La prima interpretazione legge l'evento di Civitavecchia in continuit con le precedenti manifestazioni mariane, in cui la Vergine ha rivelato una grande preoccupazione per le sorti del mondo. A La Salette nel 1846 la Madonna appare in lacrime e rivela il suo messaggio senza cessare di piangere. A Lourdes nel 1858 l'Immacolata mostra un volto triste quando chiede a Bernadette di baciare la terra in penitenza per i peccatori. Anche a Fatima nel 1917 la Madonna assume un aspetto triste, soprattutto nell'ultima apparizione. A Siracusa nel 1953 non fa altro che piangere lacrime umane (senza poi dimenticare i pianti di Medjugorje accompagnati da ripetuti appelli alla pace, Nota dell'Autore). A Civitavecchia la madonnina versa questa volta lacrime di sangue.  un muto, silenzioso, ma tragico riassunto dei messaggi gi consegnati dalla Madre di Ges agli umili veggenti da lei prescelti. Dopo le parole ammonitrici, il pianto di lacrime normali, ora addirittura la lacrimazione di sangue... Che cosa altro pu aggiungere Maria per scuotere le coscienze addormentate?
Il secondo significato  quello cristologico: Maria piange per lo stesso motivo che spinse Cristo a piangere e a sudare sangue. Ges vers lacrime non soltanto davanti alla tomba dell'amico Lazzaro e durante la propria passione, ma anche alla vista di Gerusalemme pensando alla sua distruzione. Si tratta di un duplice peccato di omissione: la citt non ha compreso la via della pace, cio della salvezza piena e totale, e non ha riconosciuto il tempo della sua visita, in quanto non ha colto il momento decisivo della salvezza offerta da Ges. Di fronte a questa chiusura, Ges reagisce con un pianto d'impotenza e con l'annuncio della sorte tremenda di Gerusalemme. Maria piange, come ha fatto Ges, per lanciare alla societ un ultimo monito a non rifiutare il regno di Dio e a non respingere ostinatamente il messaggio evangelico. Il suo  un pianto estremamente serio, pregno di tristi presagi, un richiamo a non respingere gli inviti divini onde non incorrere nella rovina.
Prosegue padre De Fiores: C' poi l'interpretazione trinitaria. Poich Maria interviene nella storia umana per mandato di Dio, le manifestazioni mariane rientrano nel piano divino di salvezza e rispecchiano in ultima analisi il volere e il volto della Trinit. Le lacrime di Maria rimandano a Dio stesso e al problema della sua impassibilit. Oggi la teologia rifugge da un'immagine apatica di Dio, che fa di Lui un essere impassibile di fronte agli eventi del mondo. In tale prospettiva, la sofferenza di Maria e le sue lacrime rivelano il pathos del Padre, nel cui cuore compassionevole ormeggia misteriosamente la sofferenza di Cristo e della Chiesa.
Infine nella riflessione sul pianto di Ges e di Maria non bisogna dimenticare l'aspetto antropologico, cio il significato delle lacrime come espressione umana. Il pianto  un simbolo denso di significato e si pu dare della lacrima questa suggestiva definizione: "Goccia che si estingue evaporando, dopo aver testimoniato: simbolo del dolore e dell'intercessione". Essa  una forma espressiva fisiologica provocata da una forte emozione di fronte a un mondo di valori irrimediabilmente minacciati. Alla luce della Rivelazione biblica, i valori cristiani fondamentali sono la comunione con Dio Trinit, il senso della Chiesa, la fraternit, la libert, la famiglia, la vita... Essi oggi sono assediati o messi in scacco tanto da pregiudicare il futuro del mondo. Non meraviglia se le lacrime di Maria rappresentino la denuncia di una situazione insopportabile per il cuore di una Madre, un grido d'allarme che interpella l'assunzione delle proprie responsabilit onde sconfggere un destino altrimenti rovinoso e inesorabile. Sono una profezia tendente a cambiare il mondo e a rovesciare le ingiuste situazioni di oppressione e di incoerenza contrastanti con il piano programmato per gli uomini dal Dio della comunione e della fraternit. Esse esprimono anche la speranza che la triste situazione densa di negativit si evolva nella linea che risponde alle attese del suo Cuore materno e ai desideri di Cristo suo Figlio.


CONCLUSIONE.

Ora che le tante tessere si sono composte in un mosaico e hanno formato un disegno comprensibile,  giunto il momento di tirare le fila. Se  vero ci che da venticinque anni continuano ad affermare i veggenti di Medjugorje, la quotidiana presenza della Madonna in questo piccolo paese dell'Erzegovina deve essere considerata l'evento pi importante e definitivo nell'attuale storia del cristianesimo.
Da quando, quasi duemila anni fa, la risurrezione di Ges diede agli uomini la certezza che il loro destino  la vita ultraterrena, non si era infatti ascoltato un invito tanto pressante, un appello cos convinto in favore della conversione. E mai la stessa Vergine, nel migliaio di apparizioni donate in questi ultimi venti secoli a persone di ogni et e categoria sociale, aveva cos lungamente sostato al fianco dei suoi prediletti, per di pi continuando a offrire ogni mese un pubblico messaggio che non di rado ha assunto toni profetici e talvolta anche apocalittici.
 dunque il tempo di fare la propria scelta: credere e agire di conseguenza, oppure disinteressarsene e far finta di nulla, accogliendo di fatto la sollecitazione del demonio a godersi dissennatamente la vita, a privilegiare i beni materiali, a trascurare le cose del Cielo. Non sembri eccessiva questa contrapposizione:  stata la stessa Regina della Pace a rimarcare che satana desidera allontanarvi da Dio attraverso le cose quotidiane e prendere il primo posto nella vostra vita, denunciando nel contempo che il piano diabolico consiste nel distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete.
In fondo, la grande sfida  tutta qui - scegliere per il bene, o scegliere per il male - ed  la medesima che proponeva, quasi trecentocinquanta anni fa, il filosofo francese Blaise Pascal: Occorre scommettere: non  una cosa che dipenda dal vostro volere, ci siete impegnati. E anche la posta in gioco  la stessa: l'esistenza di Dio e la promessa della vita eterna.
Scriveva sempre Pascal, con una sintesi soltanto all'apparenza paradossale: Pesiamo il guadagno e la perdita, nel caso che scommettiate in favore dell'esistenza di Dio. Valutiamo questi due casi: se vincete, guadagnate tutto; se perdete, non perdete nulla. Scommettete dunque, senza esitare, che egli esiste... Qual male vi capiter, prendendo questo partito? Sarete fedele, onesto, umile, riconoscente, benefico, amico sincero, veritiero. A dir il vero, non vivrete pi nei piaceri pestiferi, nella vanagloria, nelle delizie; ma non avrete altri piaceri? Vi dico che in questa vita ci guadagnerete; e che, a ogni nuovo passo che farete in questa via, scorgerete tanta certezza di guadagno e tanto nulla in quanto rischiate, che alla fine vi renderete conto di avere scommesso per una cosa certa, infinita, per la quale non avete dato nulla.
Nelle apparizioni di Medjugorje c' per un di pi senza precedenti: la promessa della Regina della Pace che i dieci segreti saranno svelati in anticipo da Mirjana Dragicevic, tramite padre Petar Ljubicic, rende ineluttabile la soluzione del giallo.
In questo 2006, anno del venticinquennale, la veggente ha 41 anni e il francescano 60. Sar brutale dirla cos, ma se i segreti non verranno resi noti prima della loro morte, allora tutta la vicenda di Medjugorje svanir con loro - a meno di un ulteriore colpo di scena che risulti di indubbia origine divina - e si mostrer una mistificazione ben congegnata.
Se invece, come personalmente credo,  tutto vero, allora il tempo si sta realmente facendo breve. Ogni giorno che giunge pu essere quello in cui verr annunciato il primo segreto, seguito velocemente dalla comparsa del segno sulla collina del Podbrdo: forse una grande croce luminosa, o comunque qualcosa di bellissimo, ben visibile, indistruttibile, perenne e d'origine chiaramente soprannaturale, secondo quanto ha assicurato la stessa Vergine.
La Madonna a Medjugorje, affermando pi volte di essere venuta per completare il piano avviato a Fatima,  stata esplicita: Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifester. Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosit. Questo, prima del segno visibile,  un tempo di grazia per i credenti. Perci convertitevi e approfondite la vostra fede. Quando verr il segno visibile, per molti sar troppo tardi. E ancor pi: Anche quando sulla collina lascer il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno.  ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza!.
La mia convinzione, che a questo punto spero condivisa da ogni lettore,  che oggi l'atteggiamento pi ragionevole sia quello di accogliere in prima persona la chiamata della Regina della Pace, sullo stile di quel vieni e vedi che ha caratterizzato sin dagli inizi il cristianesimo. Da soli o in compagnia di qualcuno che c' gi stato, con un pellegrinaggio organizzato o prolungando un soggiorno sulle splendide spiagge della Croazia, le modalit per recarsi a Medjugorje possono essere di ogni tipo. L'importante  giungervi, cos da percepire anche con la mente e con gli occhi che si  approdati alla meta che il cuore attendeva da sempre.
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FINE.
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RINGRAZIAMENTI. e BIBLIOGRAFIA.
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Per non appesantire il testo di continui rimandi, indico qui tutti i libri dai quali ho attinto notizie e citazioni, esprimendo la mia gratitudine ai loro autori, del cui impegno di ricerca e di testimonianza mi dichiaro debitore:
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AA.VV., I messaggi della Regina della Pace, Shalom, 2005.
AA.VV., Non dimenticare i gemiti di tua Madre, numero unico della rivista diocesana di Civitavecchia-Tarquinia, 2005.
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Formulo inoltre un particolare ringraziamento a padre Livio Fanzaga e Diego Manetti, con i quali mi sono utilmente confrontato nel corso di questo lavoro; a Riccardo Carnato, Vittorio Messori, Vincenzo Sansonetti, Antonio Socci e Andrea Tornielli, dei cui articoli ho beneficiato in pi occasioni; ai curatori dei siti Internet www.medjugorje.hre  www.childrenofmedjugorje.com, sempre ricchi di preziose notizie e aggiornamenti.
I lettori che desiderassero contattarmi possono inviare una mail agli indirizzi elettronici saveriogaeta@libero.it e saveriogaeta@tin.it.
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FINE.